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Un futuro per l'Ilva di Taranto?

Proposta progettuale per la conversione e la riqualificazione dello stabilimento siderurgico pugliese. Tesi di laurea di Alberto Sotirios D'Acquisto - Politecnico di Torino
7 luglio 2013
Alberto D'Acquisto

Da anni la comunità del capoluogo ionico dibatte sulla necessità di affrontare il problema dell’inquinamento, a fronte di  un tasso di tumori fra i più alti in Italia. Le maggiori imputate  sono da sempre le tre grandi imprese presenti
nell’area industriale, a pochi chilometri dal centro cittadino: lo stabilimento siderurgico dell’ILVA, la raffineria dell’ENI e il cementificio Cementir.

Pur garantendo il lavoro ad una rilevante fetta di popolazione, l’ILVA è ritenuta la maggiore responsabile dei danni ambientali presenti in città. Per questo si discute da tempo su quale debba essere la sua sorte, mettendo in rilievo tre fazioni: chi vuole mantenerla in funzione così com’è; chi vuole dismetterla; chi chiede maggiori investimenti per controlli ambientali..

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  • Un futuro per l'Ilva di Taranto?

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