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Botta e risposta

La comunicazione, l'emotività popolare e il sonno della ragione

Pubblichiamo uno scambio di email tra il Comitato per Taranto e il Prof. Giorgio Assennato in merito ai dati tumori a Taranto diffusi da Peacelink
3 settembre 2013

Lo scambio di email è scaturito da questo articolo

http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201309021310-eco-rt10128-taranto_arpa_dati_peacelink_non_sono_analisi_epidemiologica

il prof. alessandro marescotti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla C.a. Prof. Giorgio Assennato,

ci permettiamo di sottoporle l'estratto di un post pubblicato sul nostro blog.

Cordiali saluti

Comitato per Taranto
e-mail: comitatopertaranto@yahoo.it
http://comitatopertaranto.blogspot.com/

 

--- La comunicazione, l'emotività popolare e il sonno della ragione ----

Tutto come da copione.
Partono le smentite al comunicato di Peacelink.
E, per l'ennesima volta, vaglielo a spiegare ad Assennato, che da anni
non riesce proprio a parlare la lingua della gente, che la
comunicazione è alla base dell'emotività popolare.
Eppure basterebbe che ricordasse l'effetto di un milione di posti di
lavoro semplicemente promessi nella storia politica dell'ultimo
ventennio italiano...
In ogni caso l'ARPA sottovaluta e minimizza sempre quelle iniziative
che bolla come "agit-prop" (lo fece per il formaggio alla diossina,
per il latte materno, per il sangue, per le cozze, e per gli allarmi
di pediatri e altri medici...). Ogni volta, da buon organo di stato,
anzi di regione, getta acqua di rigore metodologico sul fuoco delle
medie alla trilussa, quelle, per capirci, alla portata della gente
della strada!
Sicuramente la Rivoluzione Francese non scoppiò per l'infelice battuta
di Maria Antonietta, ma non abbiamo dubbi che con essa la regina si
giocò la fiducia del suo popolo e ... anche la testa!
Non possiamo non convenire sul fatto che l'ennesima bomba mediatica di
Peacelink, per quanto antiepidemiologica in senso scientifico, sia
aritmeticamente vera e quindi reale per la gente di strada. Colpisce
nel segno e accomuna in poche righe tanta gente che ha il malato o il
morto in casa e si chiede perchè nessuno faccia nulla. Anzi, a volte
si cerca di rispondere al dolore diffuso e alle iniziative dal basso
con qualche punto statistico di media e qualche promessa sulla
"componente prevenibile": un linguaggio che stride come la minigonna
al funerale!
Non è un caso che mentre tutti i giornali (compreso il Sole 24h,
sempre pronto a chiudere un'occhio - anzi due - per smorzare i toni e
remare a favore di padron Riva) non possono fare a meno di
pubblicarla, l'Ilva fa mandare in giro una smentita da parte del suo
epidemiologo di fiducia, Carlo La Vecchia (clicca qui per sapere chi
è) nelle pagine di un altro giornale amico.
Evidentemente anche l'Ilva si è accorta del missile sparato sulla sua
immagine, già disastrata.
In fondo quello che chiede Peacelink, portando la voce di tanta
cittadinanza, è di fare monitoraggi continui e seri e di realizzare
una costante campagna epidemiologica che metta in relazione i dati
ambientali (statici e dinamici) con le patologie in atto nel
territorio...
Forse Assennato in questo caso era un po' assonnato per non accorgersi
che la gente chiede dall'ARPA più controllo e autorità. Un
potenziamento che lui stesso ha sempre chiesto a condizione di
imparare a prendere il toro per le corna e a saper parlare alla gente.
O forse dobbiamo lasciarci sedurre dal sospetto che siamo troppo
vicini alle elezioni regionali perchè l'agenzia resista alla
tentazione populistica del "grazie a noi ora le cose vanno già molto
meglio"?
Già ci ha provato l'Arcivescovo a cavalcare il sogno della speranza
con il suo linguaggio ultrapopulistico da favela sudamericana, quando
ha detto che le sue donne delle pulizie hanno notato che invece di
tutta quella polvere nera che una volta si raccoglieva spazzando i
balconi, oggi se ne trova meno e marrone (più chiara...).
Ma, allora, l'ARPA, cos'è? Un ente di controllo e accertamento o un
ufficio di propaganda?
E perchè ad esempio, avendo a disposizione gli stessi dati e
strumenti, non ha fatto lei, per tempo, le analisi contenute nella
perizia epidemiologica commissionata dalla Todisco? (peraltro, anche
quella, pubblicamente in alcuni aspetti criticata dallo stesso
Assennato)
Continuiamo a riporre un po' di fiducia in questa istituzione che in
tante altre occasioni ha mostrato imparzialità e autorevolezza. Ma ci
aspettiamo che apra (almeno lei che - in teoria - non dovrebbe
preoccuparsi delle cabine elettorali) un canale di confronto di dipo
divulgativo e partecipativo con la cittadinanza.
E' questo che fa la differenza, non solo la metodologia!

 

Di seguito la risposta del Professor Giorgio Assennato

---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Prof. Giorgio Assennato g.assennato@arpa.puglia.it >
Date: 03 settembre 2013 11:13
Oggetto: R: La comunicazione, l'emotività popolare e il sonno della ragione
A: Comitatopertaranto comitatopertaranto@yahoo.it >, Alessandro
Marescotti a.marescotti@peacelink.it>

 

Gentili signori del Comitato per Taranto, gentile prof. Marescotti,

ARPA Puglia non ha rilasciato alcun comunicato sui dati comunicati dal
prof. Marescotti, non avendo istituzionalmente ruolo per farlo Il
sottoscritto, soltanto perché “tempestato” di richieste da
giornalisti di tutta Italia, ha ritenuto di esprimere la sua opinione,
come presidente del comitato scientifico del registro tumori Puglia.
Nelle interviste ho citato un testo prodotto tempo fa da una ASL
veneta , la USSL 7 della provincia di Treviso, in cui si evidenziano i
seri limiti nell’uso di dati amministrativi come i codici delle
esenzioni ticket) nella stima della prevalenza o addirittura
dell’incidenza ( e quindi del rischio della popolazione) . Ribadisco
che, secondo me, l’intento del prof. Marescotti era quello di
mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media
sull’eccesso di tumori a Taranto, che è documentato in modo molto
serio anche in riferimento alla parziale attribuibilità alle emissioni
del complesso siderurgico. Mentre dal punto di vista conoscitivo, i
nuovi dati non aggiungono nulla all’evidenza epidemiologica ( già
sufficientemente consolidata) costituiscono uno strumento legittimo di
comunicazione su cui non ho proprio nulla da dire ( salvo il fatto di
dover impiegare poi molto tempo per rispondere alle richieste dei
media, cosa a cui comunque non mi sottraggo). Ribadisco quindi di
condividere in toto il testo dei colleghi veneti sull’uso dei dati
delle esenzioni ticket come surrogati di dati di incidenza dei tumori,
e riaffermo che Taranto per fortuna ha un ottimo registro tumori con
dati aggiornati sino al 2009 ( come per quasi tutti i registri tumori
italiani). Si rifletta anche sul fatto che evidentemente l’eccesso di
tumori ( soprattutto solidi) riflette esposizioni remote (anche oltre
20 anni fa) ed è quindi purtroppo ragionevole ritenere che l’eccesso
riscontrato dal registro ( e da Sentieri per la mortalità) sino al
2009 è destinato a durare nel tempo, almeno finchè ( ceteris
paribus) non sarà possibile aspettarsi una riduzione per effetto dei
recentissimi miglioramenti ambientali.

Tutto ciò ovviamente ha poco a che fare con la valutazione
dell’impatto sanitario delle emissioni attuali o di quelle previste
nella nuova AIA, oggetto del nostro lavoro ( con ASL ed Ares) di VDS.

In ogni caso, spero vogliate apprezzare l’onestà intellettuale di chi
non nasconde mai le proprie opinioni, ancorandole sempre alla più
rigorosa evidenza scientifica, per fortuna disponibile a Taranto e
tale da non aver bisogno dell’integrazione di ulteriori dati dal
minimo contenuto informativo, gestiti peraltro in modo
indiscutibilmente eccellente sul piano comunicativo.

Cordiali saluti

Giorgio Assennato

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