Ecologia

Lista Ecologia

Archivio pubblico

Vincenzo Fornaro: "Voglio sapere la verità, farò accesso agli atti"

Pericolo diossina: le campagne di Taranto si stanno ricontaminando

Trapela in queste ore da un servizio televisivo una notizia inquietante: sarebbero tornate a salire le deposizioni di diossina lì dove nel 2008 furono abbattute le pecore. Si attendono i dati Arpa. Intanto PeaceLink lancia un nuovo report per l'aumento degli IPA cancerogeni a Taranto
28 febbraio 2019
Redazione PeaceLink

Nuovi picchi di diossina a Taranto nella masseria Fornaro

Ritorna a Taranto lo spettro della contaminazione da diossina nel 2019

Mentre PeaceLink diffonde un report da cui risulta a Taranto un incremento degli IPA cancerogeni nel 2019, si apre un nuovo fronte come le notizie trapelate sugli aumenti di diossina. Le analisi di Arpa nel deposimetro della Masseria Formaro darebbero aumenti di deposizioni considerevoli. Lo rivela TG Norba 24 in un servizio televisivo dal titolo: "Ilva, nuovo allarme diossina. Valori tornati ai livelli di dieci anni fa".

Vincenzo Fornaro, l'allevatore a cui furono abbattute le pecore contaminate da diossina, è stato colto di sorpresa dalla notizia e dice: "Voglio sapere la verità. Farò accesso agli atti per conoscere quanta diossina sta cadendo sulla mia masseria".

Il nuovo allarme diossina a Taranto era inaspettato. Infatti nella masseria Fornaro le deposizioni di diossina da tempo si erano ridotte e il fatto che siano tornate a salire getta una luce oscura sul futuro di questa masseria che dista meno di tre chilometri dall'ILVA.

Ma se la masseria Fornaro ripiomba nel fosco passato, non gioisce neppure il resto della città di Taranto, alle prese con un inquinamento che ritorna a riprendere vigore in concomitanza con la ripresa della produzione siderurgica. 

Nel mese di gennaio la centralina Arpa di via Machiavelli del quartiere Tamburi ha registrato un incremento degli IPA (idrocarburi policiclici aromatici) del 30%. Nel mese di febbraio degli IPA nella stessa centralina l'incremento è stato del 49%.

Articoli correlati

  • Nuovo ricorso contro l’Italia
    Taranto Sociale
    Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo (CEDU)

    Nuovo ricorso contro l’Italia

    Con sentenza del 24 gennaio 2019, divenuta definitiva in data 24 giugno 2019, la Corte dei diritti dell’uomo ha già accertato la mancata adozione da parte dello Stato italiano di misure per garantire la protezione effettiva del diritto alla salute a Taranto, inquinata dal polo industriale
    13 ottobre 2019 - Redazione
  • The Ilva steelworks is a climate monster
    PeaceLink English
    Letter to the Prime Minister, Prof. Giuseppe Conte

    The Ilva steelworks is a climate monster

    If we calculate the atmospheric pollution caused not just by the steelworks alone, but also by the thermoelectric plants that were built to provide it with its power needs and burn its waste gas we arrive at the conclusion that Ilva (ArcelorMittal) is the number one producer of CO2 in Italy
    4 ottobre 2019 - Associazione PeaceLink
  • L'ILVA è un climate monster
    Ecologia
    Lettera al Presidente del Consiglio

    L'ILVA è un climate monster

    E' la prima fonte di CO2 in Italia se si conteggiano anche le due centrali termoelettriche CET2 e CET3 che ricevono i gas di cokerie e altoforni, bruciandoli e liberando una quantità imponente di gas serra
    24 settembre 2019 - Associazione PeaceLink
  • La BBC racconta la lotta delle famiglie di Taranto contro la polvere tossica
    Ecologia
    "Viviamo accanto a una fabbrica di cancro"

    La BBC racconta la lotta delle famiglie di Taranto contro la polvere tossica

    Storie e battaglie dei genitori tarantini uniti per tutelare la salute dei loro figli nel racconto della TV britannica.
    22 settembre 2019 - Denise Hruby & Thomas Cristofoletti
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.27 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)