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Come trasformare le informazioni in notizie

Pacifisti e giornalisti: venti regole per comunicare meglio

In occasione della giornata del 10 marzo "Dai voce alla pace" offriamo questo contributo che è stato pubblicato questo mese sul mensile di Pax Christi "Mosaico di Pace".
8 marzo 2006 - Alessandro Marescotti
Adesivo di PeaceLink

Il rapporto fra giornalisti i gruppi pacifisti non è dei migliori. Ci si lamenta spesso (e a ragione) che i media locali e nazionali "ignorano" i pacifisti. Qui non tratteremo della malafede. Cercheremo di vedere come si può migliorare l'offerta di informazione. Ci baseremo sull'esperienza di PeaceLink e dei consigli tratti dall'esperienza di Giuliana Ledovi che da anni offre una qualificata formazione agli uffici stampa. Ecco dunque un "manuale minimo" con venti consigli. Le informazioni possono diventare notizie.

  1. Avere il senso della notizia e della "notiziabilità" dell'informazione.
  2. Curare la qualità e l'attendibilità dell'informazione.
  3. Capire la domanda di notizie.
  4. Partire dall'interesse del giornalista e del lettore, non da quello della propria organizzazione.
  5. Avere il senso del ritmo e della tempestività.

La nostra preparazione deve essere studiata nei particolari.

  1. Essere collaborativi con le fonti giornalistiche.
  2. Essere una fonte informata ed essere competenti.
  3. Essere onesti e non dire bugie.
  4. Essere oggettivi e documentati.
  5. Essere in grado di comprendere e capovolgere gli stereotipi sul pacifismo offrendo un'informazione migliore e più attendibile di quella ufficiale.

Occorre costruire un nostro patrimonio informativo che "faccia gola" al giornalista. Da ciò discendono le seguenti regole.

  1. Avere la propria scorta di informazioni, da aggiornare e arricchire sia per quantità sia per qualità.
  2. Trasferire sul web la propria scorta di informazione.
  3. Fare del proprio sito web uno strumento di servizio per i giornalisti.
  4. 14) Essere prossimi, accessibili e affidabili.
  5. Essere capaci di anticipare le richieste.

La "forma" della comunicazione deve contraddistinguerci e la scelta delle informazioni deve essere realizzata con criterio. Pertanto...

  1. Essere attivi e creativi.
  2. Saper trovare delle "storie" che "narrino" il messaggio che si intende comunicare.
  3. Saper tirare fuori una "miniera" che non sapevamo di possedere o che davamo per scontata ma che può essere una "scoperta" per la grande maggioranza dei lettori.
  4. Capire ciò che "merita" di essere comunicato.
  5. Capire come interessare il lettore mettendosi dal punto di vista di chi non è pacifista.

Sono venti consigli molto stringati, una sorta di "manuale minimo": chi volesse un approfondimento vada sulla "Guida alla comunicazione pacifista" che offre qualche dettaglio operativo in più rispetto a quanto abbiamo sintetizzato. Infine occorre sapere che è fallimentare ripetere due volte un comunicato sullo stesso argomento: occorre reinventare la "notiziabilità" del nuovo comunicato evidenziando l'elemento di novità. E se il giornalista scrive qualcosa che non gradiamo? Lamentiamoci solo in caso di imprecisioni gravi e di malafede. L'obiettivo è un articolo corretto, non favorevole.

Note:

10 marzo 2006, per un'informazione di pace

Per informazioni sulla campagna "Dai voce alla pace" clicca su http://www.tavoladellapace.it/iniziative.asp?codice=46

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