Un'altra vittima dell'uranio impoverito
La "sindrome" dell'incoscienza
La morte di Valery Melis ripropone l'interrogativo aperto da Cernobyl e dalle "guerre umanitarie": fino a che punto e' lecito dare il nome di "sindrome" agli effetti della pazzia criminale e dell'incoscienza dell'uomo?
E' morto anche Valery Melis. Detto questo potrei chiudere l'editoriale con due riflessioni: 1. Valery era piu' giovane di me; 2. Valery era in "missione di pace" (quando, durante la prima guerra nel Golfo, fu inviato il contingente italiano Andreotti spiego' alla nazione "Si tratta di un'operazione di Polizia internazionale"; Enzo Biagi commento' "Immagino che al posto di mitragliate fioccheranno multe"). Ora che ho detto quello che pensavo e avevo nel cuore passiamo all'editoriale vero e proprio. L'analisi che verra' condotta si intreccia con la storia, sempre uguale, di questi ultimi anni. Iniziamo. 1. Nel 1986 esplode un reattore della centrale nucleare di Chernobyl. Era un reattore con una doppia funzionalita': produrre energia e produrre plutonio (l'uovo e la gallina, ma quando i soldi non son tanti...), nel passaggio da una modalita' all'altra (non interessa indagare da quale, a quale) sono stati disattivati quasi tutti i sistemi di sicurezza. Il nocciolo si e' surriscaldato e, venendo appunto a mancare le adeguate misure di sicurezza (se cosi' le vogliamo chiamare, anche su questo sono stati scritti piu' di un editoriale), e' successo quello che tutti conosciamo. Perche' ne parlo? Perche' il vento soffiava verso ovest, la nube radioattiva si propago' sino a Taranto. Ma gli effetti peggiori si manifestarono in Bielorussia ed in Polonia. Ora, le istituzioni parlarono di "Sindrome di Chernobyl". Avete letto bene, i tumori, le malformazioni genetiche non andavano imputate alla pazzia di stato. Chi scrive ritiene che togliere i sistemi di sicurezza in una centrale nucleare puo' essere solo un pazzo a farlo, un pazzo che trascina nell'oblio un numero di persone che solo Dio conosce. A noi non interessano i numeri, interessano i nomi e le storie. Continuiamo la nostra passeggiata nella storia. 2. Dopo cinque anni, 1991, Saddam Hussein invade il Quwait. Scopo: impadronirsi di un'ulteriore risorsa petrolifera, acquisire un monopolio di fatto nel medio oriente, allargare il suo sbocco sul mare. Tutti sappiamo che le guerre non le vincono i piu' valorosi. Chi e' piu' valoroso puo' vincere un duello. Ma le guerre, le vince chi ha l'economia piu' forte. Nel pianeta terra, da dopoguerra ad oggi, sono gli Stati Uniti d'America ad avere l'economia piu' forte, pertanto, si potra' discutere su alcuni dettagli (collaterali) quali: perdite, costi, opinione pubblica, ma non sull'epilogo. Dicevo, sono passati cinque anni, e la tecnologia ha partorito nuove tecnologie. In parole povere: fa piu' male un tir lento di un triciclo veloce. Questo si traduce con una parola tristemente nota: DU, uranio impoverito. Un po' come il maiale: non si butta niente. L'uranio e' fatto di due parti: una la si usa per produrre energia, l'altra perche' buttarla dal momento che e' ottima per produrre proiettili. Peccato che l'uranio impoverito è dannoso e pericoloso, non solo come agente tossico chimicamente, ma anche dal punto di vista radiologico, qualora ingerito o inalato. Infatti, in un rapporto del 1979, il US Army Mobility Equipment Research & Development Command, sosteneva che l'uso dei proiettili contenenti uranio impoverito mette in pericolo "non solo le persone nelle immediate vicinanze, ma anche quelle che si trovano a distanza sottovento: [...] le particelle [...] si depositano rapidamente nei tessuti polmonari esponendo l'ospite ad una dose tossica crescente di radiazioni alfa, capace di provocare il cancro e altre malattie mortali". Certamente questa non è una fonte dalla parte di chi vorrebbe il bando di queste munizioni. Ma, anche in questo caso si e' parlato di "Sindrome del Golfo". Non abbiate paura, non siete malati. Non ascoltate Steven Miller quando afferma: "Prima della Guerra potevo correre circa 5 miglia al giorno senza problemi, adesso non ce la faccio piu', e quando vado dal dottore militare dopo un attesa di 5 ore mi esamina per 3 minuti e poi mi dice di andare a casa. Cedrick ha gia' avuto 9 interventi chirurgici e ne avra' bisogno di altri 5 solo per ricostruire il suo viso e penso che si meriti i migliori interventi del mondo perche' non e' certo colpa sua se e' nato cosi'. Non doveva proprio succedere. Un dottore mi ha detto che fino ad oggi abbiamo gia' speso un milione di dollari per Cedrick, tutti i suoi denti sono falsi, solo per il suo occhio spendiamo 900 dollari al mese e dovra' continuare a cambiarselo per tutta la vita... ma anche le condizioni di molti altri bambini sono gravissime"... 3. Guerra nei Balcani (sponsorizzata dal centro-sinistra) Come ai punti uno e due. Cambiano i nomi, i volti e le storie. Non cambiano i sintomi, le diagnosi, le patologie, le sofferenze, i "muri di gomma", gli insabbiamenti, le inchieste realizzate e mai pubblicate. Siamo arrivati ai giorni nostri. Roberto, Mirco, Giovanni, Andrea, Corrado, Emanuele, insieme a tutti i commilitoni che hanno preceduto Valery nel suo triste, e solitario (istituzionalmente parlando) calvario avrebbero certamente parole migliori delle mie per tracciare un profilo di questi avvenimenti. Io non ho parole. Io non conosco l'onore. Non so se nelle famiglie dei caduti a Nassyria c'e' onore. Non so se nelle famiglie dei ragazzi che ho elencato (e di cui non so nulla se non il nome di battesimo) c'e' onore. A questo punto dovrei scrivere (giornalisticamente parlando) della famiglia. Questa sezione viene omessa per rispetto. E' ora il turno dello Stato. Quello con la maiuscola, quello formato dai cittadini e dagli abitanti che lo compongono e che si schiera apertamente dalla parte di Valery. A seguire lo Stato che esercita la funzione rappresentativa dei membri che lo compongono. Questo Stato si e' nascosto dietro una parola: sindrome. E' successo. Ci dispiace. Peccato davvero, peccato perche' sapevate tutti gli effetti dell'uranio. "Ma l'uranio da problemi solo se inalato, qui parliamo di pallottole". Peccato che le pallottole, quando centrano il bersaglio, si disintegrano. Che altro dire. Un poeta scrisse: Anche la Cina fabbrica armi, speravo, pensavo, dicevo: almeno la Cina! Basterebbe che la Cina si mettesse a camminare; cammini e basta, la Cina! Così cantavo: cento milioni in cammino, duecento milioni in cammino, cinquecento milioni in cammino... Invece è ferma, ferma come un oceano gelato. Sognavo sì, che esplodesse la Cina; ma di pura esplosione biologica. Chi arresta la vita? Chi può soffocare una fonte? Invece neppure la Cina. Anzi, anche la Cina - estrema illusione - si mette a imitare l'Occidente: il male del mondo è l'Occidente. E il peggiore dei mali è che tutto tutto si fa occidentale. E non solo per la questione delle armi, perfino in religione la malattia mortale è l'Occidente. Tutti giurano sulla Bibbia e intanto fabbricano armi. L'America fabbrica armi la Russia fabbrica armi tutta l'Europa fabbrica armi. L'America vende armi l'Inghilterra e la Svezia vendono armi la Francia e il Belgio e l'Olanda vendono armi perfino l'Italia - il più festoso paese d'Europa - vende armi... Di chi sono le armi del Medio Oriente e d'Israele? Di chi sono le armi del Sud-Africa, dell'Angola, del Mozambico? Di chi erano le armi del Biafra? Di chi sono le armi del Vietnam, del Vietcong, della Cambogia, dell'Indonesia? Armi nucleari, armi atomiche, missili, contromissili, armi chimiche, gas nervino, armi batteriologiche, armi psicologiche, armi armi armi! E torture! Due volte distrutta la terra, tre volte distrutta la terra, dieci volte cento volte distrutta la terra. E va bene: distruggeteci subito e sia finita. Ma non dite: noi siamo per la pace. "Il rappresentante della più grande potenza militare, saluta il rappresentante della più grande potenza spirituale." Così non c'è più nessuna differenza? Meglio subito perduti: purché non si viva più in questo immobile terrore, tutti sotto l'immenso fungo di morte! Purché nessuno più dica: la pace, la pace! La civiltà, il futuro, il progresso, l'unità del mondo! E' vero il contrario; il dominio del mondo! Il prestigio, la tua ricchezza e la mia fame. La fame di due miliardi di uomini, di cinque miliardi di uomini, domani di dieci miliardi di uomini: questo oceano oscuro e ancora immobile. Almeno esplodesse questo oceano cupo e immobile; e Dio scendesse ad agitarlo. Perché da soli non possiamo, non possiamo! Nessuno ci libera dai nuovi Faraoni se Dio non scende a liberarci. Militari, sempre più militari dovunque, milioni di militari all'ovest, milioni e milioni di militari all'est, sull'Ussuri, sull'Everest. Uomini, per una divisa vendete la vostra libertà? tutti indietro verso la grande foresta: uccidiamoci subito prima che sia tardi. Militarismi nazionalismi razzismi d'ogni specie, classismi: come da principio come da sempre. E Cristo è venuto ma è come se non fosse venuto. E a comperare armi sono sempre i poveri e a fare le guerre sono sempre i poveri: i potenti vendono, i poveri comperano. E saranno sempre più poveri mentre loro saranno sempre più ricchi. I poveri non posseggono armi i poveri non hanno diritti! Almeno gli operai di tutto il mondo capissero, almeno essi: tutti gli operai! Che hanno da guadagnare gli operai a costruire armi? Tutte armi di morte contro di loro: costruiscono la loro morte con le loro stesse mani. Mai visto le armi uccidere i padroni, i molti Krupp del mondo; io ho visto uccidere solo i poveri e gli operai. Almeno gli operai capissero! Anche in Russia è avvenuto, anche in Ungheria è avvenuto; così in Cecoslovacchia, così in Corea e nel Vietnam e in varie parti dell'Africa ed ora in tutta l'America del sud. Armi dei ricchi e guerre dei poveri. Operaio, non costruire più armi. Ogni arma che fai sono moltitudini di poveri e di operai ad essere uccisi, con la tua stessa arma. Come fai a prendere la paga perché hai costruito armi? Come fai a lavorare per la pace se costruisci armi? Come puoi accarezzare i tuoi bambini dopo che le tue mani hanno costruito un fucile una bomba una mitraglia? Come fai a procreare creando armi? Quando tutti finalmente capiranno, tu domani sarai esposto al ludibrio un povero, beffato, esposto al ludibrio! Operai, lasciate le fabbriche di armi! Tutti insieme in un solo giorno, queste fucine di morte: insieme provvederemo giustamente alla paga, lasciatele a un giorno convenuto, tutti gli operai del mondo insieme. E scendete sulle piazze, tutti gli operai, a un ordine da voi convenuto. E andate sotto le "Case bianche", di tutte le capitali e urlate tutti insieme, operai d'ogni specie, questa sola parola: non vogliamo più armi, non facciamo più armi! Solo questo urlate insieme nel cuore di tutte le capitali. E poi vediamo cosa succede. Per salvarci non c'è altro ormai. Allora sarete voi i veri salvatori; operai, fate questo e vivrete. E vivremo. E sarete invincibili. Tutto il resto è un nulla di nulla anche la religione senza questo è un correre dietro il vento. L'obiezione di coscienza: un lusso inutile; il movimento per la pace, una componente al sistema; non valgono queste contestazioni: moti di inutili disperazioni. Solo l'Utopia porta avanti il mondo. Vale solo questo: la nuova salvezza deve venire da voi operai. Inutili sono le barricate da lunedì sera a venerdì mattina perché dopo viene il weekend. Non vedete che vi comperano con una seicento e un televisore? E intanto vendono le armi che voi fabbricate perché sparino contro di voi. Né vale più dire guerra di offesa guerra di difesa: sono sempre guerre. Queste idee sono sempre micidiali quando giungono al potere. Perciò Cristo non vuole il potere. "Caino, che hai fatto di tuo fratello?" Ma intanto bisogna ammazzare Caino! Invece, "non uccidete Caino: sarà ucciso sette volte colui che uccide Caino!" E' stato così, è sempre stato così. La spirale della violenza doveva essere distrutta fin dall'origine. Non c'è altra via di scampo: non fare armi, operaio non fare armi. Allora sarai tu il nuovo Cristo che viene. Anche a difesa di Dio "Metti via la spada!" Ma bisogna che facciamo così, a un giorno convenuto, in tutto il mondo. Gli operai che scendono in piazza a gridare insieme: "non facciamo più armi!" Operai di tutto il mondo (o ci salveremo insieme o tutti insieme ci perderemo). A gridare dico insieme sulle piazze: "non vogliamo fare più armi!" Alla vostra busta paga tutti insieme ci penseremo. Immaginate, operai, per grazia vostra nessun'arma che spara sulla terra nessuna portaerei che naviga sui mari nessun fragore di bomba dal cielo. Per grazia vostra, operai, nessuna sirena che urla nessun reggimento che marcia in nessuna direzione, perché non ha armi, nessun lamento di uccisi: il silenzio, la pace! In grazia vostra, operai. David Maria Turoldo Salmodia contro le armi (appello a tutti gli operai) (dicembre 1972)
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