Taranto, viaggio nel dolore di un quartiere inquinato

Chemioterapia e ciminiere

Appena uscito dalla chemioterapia, si avvicina a me. E mi racconta le storie delle altre persone del quartiere Tamburi che hanno percorso il calvario della morte
24 agosto 2016

Ennesimo decesso per neoplasia nel quartiere Tamburi di Taranto

Ieri sono andato nel quartiere Tamburi di Taranto per un'inchiesta giornalistica.

Si era appena celebrato il funerale di questa signora, morta di tumore a soli 54 anni quando si avvicina una persona, mi dà la mano e si presenta. Mi racconta la sua storia. Sposato, con figli, 41 anni, appena uscito dalla chemioterapia, gli hanno asportato un pezzo dello stomaco. E mi racconta le storie delle altre persone del quartiere Tamburi, ancora più giovani di lui, che ha incontrato in chemioterapia.

Ieri ho incontrato un ex-operaio che ha lavorato in cokeria e che ha raccontato di essere stato mandato allo sbaraglio, senza alcuna informazione. "Si lavorava e basta", ha detto mentre giocava a carte, e le gettava sul tavolo con stizza. Aveva la rabbia in corpo. I sindacati? "Non parlavano della nocività del lavoro". Non solo. "Chi sapeva non parlava".

Parla dei suoi compagni di lavoro che adesso "sono in cielo, sono in paradiso".

Un quadro impressionante, a tratti apocalittico, come un viaggio nel medioevo.

La ASL di Taranto dice che questo è dovuto al passato e non al presente, ed è anche corretto scientificamente. Ma se avessero ragionato così a Casale Monferrato, la fabbrica dell'Eternit non l'avrebbero mai chiusa. 

Il sindaco di Taranto intanto che fa? Durante i giorni di vento proveniente dall'area industriale (Nord-Ovest) devia il traffico nel quartiere Tamburi (accanto a cui sorge l'ILVA). Come se il vento dall'area industriale porti sulla città l'aria inquinata del traffico. Invece il quartiere Tamburi subisce l'inquinamento da traffico quando il vento viene dal centro-città, ossia da Sud-Est, quindi dalla direzione esattamente opposta!

In altri termini il sindaco prende provvedimenti per il traffico quando il vento non viene dalla zona trafficata ma dalle ciminiere dell'ILVA.

I risultati? Il PM10 e il PM2,5 hanno sforato alla grande durante l'ultimo "wind day" dell'altro ieri.

Ragion per cui PeaceLink ha scritto all'ARPA Puglia:

"Evidentemente la centralina non ha superato i limiti di legge per il traffico, essendo stato deviato per ordine del sindaco. Alla luce di quanto accaduto, si chiede all'Arpa se ritiene che tecnicamente efficaci i provvedimenti del sindaco durante i wind days. Si chiede all'Arpa di rendere edotto il sindaco di Taranto circa la sorgente che determina l'aumento delle polveri sottili (PM10 e PM2,5) durante i wind days".


E mentre il sindaco di Taranto emana di ordinanze prive di efficacia, la Taranto dei funerali precoci, la Taranto della chemioterapia, la Taranto rassegnata e stanca torna a casa, pulisce i balconi, chiude le finestre, si addormenta, si risveglia e fa fatica a credere che tutto ciò abbia un senso, abbia una logica e abbia un termine.

Il pensionato della cokeria tornerà a giocare le sue carte nella sala parrocchiale, a gettarle con stizza sul tavolo, a imprecare sul suo passato, a pensare alla sua cartella clinica malconcia e a sperare di portarsi a casa qualche altro anno di vita, nonostante tutto. 


Note: Angela mi scrive: "Tutto continua nell"indifferenza più totale... Mio marito, operaio dell"Ilva da circa 26 anni, nel 2012 o forse molto prima si è ammalato di sarcoidosi polmonare. Dicono che l'Ilva non è la causa, negano l"evidenza e non solo, lo stipendio si è ridotto in quanto non idoneo a fare turni".

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