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E' in atto all'ONU un negoziato concreto ed effettivo, oltre che di portata storica

A New York si sta negoziando un trattato di divieto delle armi nucleari

I negoziati vanno avanti nonostante l'invito al boicottaggio e alle proteste delle superpotenze nucleari. Il discorso conclusivo della sessione, tenuto da Elayne Whyte Gómez, presidentessa della Conferenza (rappresentante permanente del Costa Rica alle Nazioni Unite), ha annunciato che a fine maggio verrà messa in circolazione una bozza di testo di Trattato.
1 aprile 2017 - Alfonso Navarra

A New York nella Conferenza ONU, istituita dalla risoluzione A/RES/71/258 del 23 dicembre 2016, la cui prima sessione si è chiusa ieri, 31 marzo, si sta negoziando EFFETTIVAMENTE un Trattato di divieto delle armi nucleari: è un passo molto importante, tanto importante che per questo abbiamo visto le Potenze Nucleari del Consiglio di Sicurezza, in una conferenza stampa al Palazzo di vetro, protestare ed invitare al boicottaggio. Gi F35 sono gli aerei destinati a trasportare le nuove armi nucleari

Il discorso conclusivo della sessione, tenuto da Elayne Whyte Gómez, presidentessa della Conferenza (rappresentante permanente del Costa Rica alle Nazioni Unite), ha annunciato che a fine maggio verrà messa in circolazione una bozza di testo di Trattato.

Nella discussione tra gli Stati partecipanti (ovviamente, come si è accennato, nell'assenza dei Paesi nucleari) si è registrata una grande ed insperata convergenza di posizioni; la principale diversità di opinioni sta su quanto il Trattato di proibizione deve anticipare i criteri di una futura Convenzione per l'eliminazione delle armi nucleari.

La società civile organizzata in ICAN collabora ed interviene attivamente con le sue proposte. 

E' un metodo ONU innovativo che va rimarcato perchè concretizza la speranza di una democrazia internazionale.

ICAN che coalizza tutte le reti storiche del pacifismo, del disarmismo, della nonviolenza, preme perché non vi sia spazio legittimante per la "deterrenza" e per le "condivisioni" (attraverso il divieto ESPLICITO del possesso, cioè della minaccia dell'uso, non solo dell'uso) e perché il Trattato sia collegato ad una più complessa "architettura" di disarmo ed alla pace.

In Italia i Disarmisti esigenti, una coalizione coalizione sociale di organizzazioni, nonché di attiviste e attivisti e personalità nonviolente, stimolate dall'appello di Stéphane Hessel ed Albert Jacquard ad “esigere un disarmo nucleare totale”, premono affinché l'Italia rappresentata dal governo partecipi positivamente alla sessione finale di giugno-luglio.

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