Come i cafoni di Fontamara
L'ILVA è diventato il palcoscenico della propaganda di governo.

Ci vogliono far credere che
- con tecnologie che taglierebbero del 30% le polveri delle emissioni dei camini
- aumentando del 66% la produzione l'inquinamento diminuirà.
Assurdo, giocano con la matematica e la credulità popolare.
Vogliono far credere che 2+2 fa 3 invece di 4.
Emergono pian piano i dettagli di una operazione propagandistica del governo ai danni della popolazione esposta all'inquinamento.
Il tutto ci appare una presa in giro simile a quella che Ignazio Silone descriveva ai danni dei "cafoni" nel romanzo Fontamara, ai tempi del fascismo.
Il ministro Costa mi appare come il don Circostanza di Ignazio Silone, detto «l'amico del popolo», che riesce a convincere i cafoni che si lasciavano al podestà i tre quarti dell'acqua del ruscello (che serviva ai contadini per irrigare) e ai fontamaresi i tre quarti dell'acqua rimanente: «Così gli uni e gli altri avranno tre quarti, cioè, un po' di più della metà», concluse don Circostanza, dando poi a intendere che la sua proposta danneggiava enormemente il podestà. Nel nostro caso Arcelor Mittal.
Caro Ministro, abbiamo studiato, sappiamo fare i conti, mio padre ha lottato contro il fascismo, ha fatto la Resistenza perché al popolo venisse restituita la dignità. Quella dignità che questo governo ci vuole negare così malamente, giocando con i numeri e con la credulità popolare.
Questo governo, dopo non aver soccorso le persone in difficoltà in mare con la terribile strategia del ministro Salvini, ha deciso di non soccorrere nemmeno gli abitanti di Taranto, ormai considerati indigeni senza tutela e senza diritti.
Lei, signor Ministro, doveva soccorrere le persone in pericolo e non lo ha fatto.
LIFE IS A RIGHT, la vita è un diritto.
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