Coronavirus e salute pubblica
L'ondata di irrazionalità cavalcata dalla destra
Alla politica spetta il compito di trasformare la conoscenza scientifica nella risorsa a cui conformare norme e comportamenti di responsabilità sociale. Il disagio sociale attualmente viene invece strumentalizzato a fini elettorali a tutto danno della salute pubblica.
3 maggio 2020
"Torniamo liberi", titola oggi IL GIORNALE. Così la destra rompe il patto di responsabilità sociale per sconfiggere la pandemia.
"Torniamo liberi" rischia di trasformarsi in "torniamo in ospedale" se non si rispettano i criteri di precauzione. Criteri che solo la scienza - in un processo di confronto e di verifica - può fornire. Di fronte a tali criteri di precauzione scientifica la politica dovrebbe avere il massimo rispetto e, avrebbe detto Kant, "piegare le ginocchia". Perché quando si finisce in ospedale non ti cura Trump, non ti cura Salvini: ti cura una persona che ha studiato, e che sa cosa è la scienza.
Alla politica spetta il compito di trasformare la conoscenza scientifica nella risorsa a cui conformare norme e comportamenti di responsabilità sociale.
Alla politica spetta il compito di applicare il Principio di precauzione lì dove vi sono pareri discordanti nella comunità scientifica.
Se non si fa così avremo un'ondata di oscurantismo antiscientifico e di irrazionalità pura che sarà strumentalizzata a fini elettorali a tutto danno della salute pubblica.
Quando le scelte politiche prescindono dalla salute pubblica ma si attengono a criteri meramente politici ed economici - basati sul disconoscimento della scienza - nel mondo rischia di accadere quello che accade a Taranto con l'ILVA: si fanno cioè scelte in contrasto con la tutela della vita e del Principio di Precauzione.
In queste ore assistiamo alle proteste negli Stati Uniti per rompere la quarantena fissata negli stati democratici, e in prima fila Donald Trump, impaziente di far tornare l'economia a produrre, giocando la sua campagna elettorale proprio su questo. Guardate questa foto: "Back to work", ritorno al lavoro. E' uno dei manifestanti che imbraccia il fucile. Perché negli Stati Uniti la prima fila che si è vista all'inizio della pandemia è stata quella per comprare i fucili. Questi manifestanti sono delle «brave persone ma sono arrabbiate, vogliono tornare alla loro vita», ha twittato Trump. E così va avanti la sua campagna elettorale, mentre il conto dei morti da coronavirus negli Stati Uniti sale, superando quelli del Vietnam. La curva dei contagi in America supera quella di ogni altra nazione al mondo.
E' la testimonianza del fallimento di Trump ma è anche il triste avvertimento di quello che potrebbe accadere in Italia se passarre la linea di Salvini, che a Trump si ispira, e il titolo del "Giornale" di oggi è esemplare.
E visto che questa linea di Trump è un fallimento, Trump zittisce gli scienziati.
Trump blocca l'immunologo di maggior spicco in America, annulla l'audizione con il dottor Fauci - suo stesso consulente a fini istituzionali! - che avrebbe dovuto parlare davanti ai parlamentari, non senza aver prima parlato di una strampalata ipotesi di cure a base di iniezioni di disinfettanti. Alcuni suoi seguaci lo hanno preso sul serio e sono andati all'ospedale.
Così rischia di trasformarsi questa storia, in un palcoscenico dell'isteria e del medioevo sociale, con le tinte cupe e fosche della tragedia, intervallata dai guizzi della farsa, in cui questa nuova destra si cimenta senza alcun pudore, senza il senso del ridicolo e ovviamente senza alcuna responsabilità verso il suo stesso elettorato, condotto verso la pandemia con una leadeship così maldestra.
Destra maldestra, appunto.
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