I silenzi e le complicità del governo italiano su Israele
Il tempo è scaduto. Il governo italiano ha lasciato che i termini per la disdetta del memorandum di intesa militare tra Italia e Israele decorressero senza alcun provvedimento. Un’occasione persa, ma non una sorpresa. Per mesi PeaceLink aveva rilanciato l’appello a interrompere ogni forma di cooperazione militare con uno Stato accusato da numerose organizzazioni internazionali, tra cui l’ONU e la Corte Penale Internazionale, di violazioni sistematiche del diritto internazionale e di crimini di guerra a Gaza e in Cisgiordania.
Non c’è più tempo per l’ambiguità. Le esportazioni di armi, i trasferimenti di tecnologia militare e la condivisione di intelligence continuano sotto la copertura di accordi bilaterali che il nostro Paese ha scelto di non mettere in discussione. La scelta politica è chiara: anteporre interessi geopolitici e industriali alla difesa dei diritti umani e al rispetto delle sentenze dei tribunali internazionali.
Ma se l’Italia, in questo momento storico, appare prigioniera di una visione miope e compiacente, il terreno di lotta non può e non deve restare solo nazionale. Esiste una leva potente, quella della mobilitazione europea e che riguarda l’intera architettura delle relazioni tra l’UE e Israele.
L’accordo di associazione UE-Israele: la pietra miliare da rimuovere
L’Accordo di associazione UE-Israele, entrato in vigore nel 2000, rappresenta il cuore delle relazioni commerciali, economiche e politiche tra l’Unione europea e lo Stato di Israele. Esso istituisce una zona di libero scambio, facilita investimenti, cooperazione tecnologica e dialogo politico. In altre parole, è il trattato che legittima e finanzia l’intera impalcatura della relazione privilegiata tra l’Europa e Israele.
Nonostante le ripetute violazioni del diritto internazionale da parte di Israele – l’espansione degli insediamenti illegali, l’annessione de facto di territori palestinesi, l’assedio su Gaza, le uccisioni di civili e operatori umanitari – l’UE non ha mai sospeso l’accordo. Una omissione gravissima, che rende l’Unione europea complice, per inerzia, di crimini contro l’umanità.

L’iniziativa dei cittadini europei: sospensione totale ora
Proprio per colmare questo vuoto politico e morale, è stata lanciata un’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) intitolata: “Richiesta di sospensione totale dell’accordo di associazione UE-Israele in considerazione delle violazioni dei diritti umani da parte di Israele”.
L’iniziativa, registrata dalla Commissione europea con numero 2025/000005, chiede formalmente alla Commissione di presentare al Consiglio una proposta per la sospensione totale dell’accordo perché l’accordo nella sua interezza fornisce risorse, legittimità e stabilità a un governo che viola i principi fondanti dell’Unione europea: democrazia, diritti umani e Stato di diritto.
L’ICE ricorda che l’articolo 2 dell’accordo stesso subordina le relazioni al rispetto dei diritti umani e dei principi democratici. Poiché Israele viola sistematicamente tale clausola, l’UE ha non solo il diritto, ma il dovere giuridico e politico di sospendere l’accordo.
Perché è importante sostenere questa iniziativa
Sostenere l’ICE significa agire concretamente laddove i governi nazionali, come quello italiano, falliscono. Significa passare dalla denuncia simbolica all’azione istituzionale europea. Se l’iniziativa raggiunge almeno un milione di firme in almeno sette Stati membri, la Commissione europea è obbligata a esaminarla, a organizzare un’audizione pubblica e a pronunciarsi motivando la sua decisione.
Ogni firma è un atto di civiltà europea. Ogni firma dice: non accettiamo che i nostri soldi, i nostri trattati e la nostra democrazia vengano usati per sostenere un’occupazione illegale e crimini di guerra.
Come si può sostenere
Per sostenere l’iniziativa, ogni cittadino dell’Unione europea (di età sufficiente per votare alle elezioni europee, generalmente 18 anni, salvo diverse soglie nazionali) può firmare online sul sito ufficiale della Commissione europea dedicato alle ICE. È sufficiente collegarsi alla pagina:
https://citizens-initiative.europa.eu/initiatives/details/2025/000005_it
Una volta lì, si può firmare elettronicamente tramite SPID, CIE, eIDAS o altri sistemi di identificazione nazionale. L’iniziativa è aperta fino al raggiungimento dell’obiettivo o alla scadenza prevista (12 mesi dalla registrazione). È inoltre possibile promuovere l’iniziativa nei propri territori: organizzare banchetti informativi, diffondere il link sui social, coinvolgere associazioni, sindacati, università e comitati di base.
PeaceLink invita tutte le persone e le organizzazioni pacifiste, umanitarie e democratiche a fare propria questa campagna. Basta complicità.
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