Politica di Palazzo, spionaggio Usa e mediattivismo

I leader dell'Ulivo, i sottomarini nucleari e le biciclette telematiche

Mentre Rutelli, D'Alema e Fassino discutono, dal fondo del mare possono partire le intercettazioni. Nessuno chiede se Echelon li spia. Evidentemente non è una cosa molto importante. Intanto un ciclista americano viene processato per aver usato l'alta tecnologia al servizio della pace. Il 29 settembre entrerà in tribunale per il processo. Intanto "loro" discutono, discutono, discutono...
26 settembre 2004

Il "grande orecchio"

E' in corso una silenziosa riconversione dei sottomarini nucleari americani. Tanti parlamentari ormai non prestano più attenzione a queste cose. Non controllano. Ma vengono controllati alla grande. Fanno finta di niente, mettono la testa sotto la sabbia come gli struzzi perché il problema è più grande di loro. Rassegnati, hanno gettato la spugna e si occupano d'altro. E' una triste realtà. Provate a cercare fra i temi di dibattito politico, nelle zuffe dei salotti televisivi, quello di cui ci appresteremo a trattare e scoprirete lo zero assoluto.

I leader dell'Ulivo in questo momento si beccano per cose che il comune cittadino non comprende.

C'è una politica fatta di segreti retroscena e pugnalate alle spalle.

Ma c'è anche qualcuno che nel frattempo - magari su un sottomarino - può ascoltare indisturbato le telefonate dei big della politica (o dell'economia).

Dal fondo del Mediterraneo si può intercettare la telefonata segreta di D'Alema, di Fassino, di Prodi, di Rutelli. O di un ministro. O di un'azienda italiana. I parlamentari più sensibili farebbero bene a sollevare il problema. Non è un film quello che racconteremo.

Cominciamo con il trasferimento del "grande orecchio" di Echelon da San Vito dei Normanni a Taranto, sede del più importante nodo del sistema di spionaggio americano C4i.

E passiamo in particolare ad un elemento non secondario: gli Stati Uniti continuano a mantenere nel Mediterraneo i loro sommergibili a propulsione nucleare senza alcuno scopo operativo plausibile.

Perché?

Non vi è infatti alcuna minaccia militare navale nel Mediterraneo.

Cerchiamo allora di capirci qualcosa, visto che i leader dell'Ulivo sono indaffarati a concentrasi su altre cose più importanti.

Prendiamo da una buona biblioteca "La guerra moderna", un librone tecnico-militare scritto da Luttwak e Koehl (Rizzoli editore) che ordina tutte le informazioni come un dizionario. Alla voce "sottomarino" apprendiamo che i sottomarini "in origine erano destinati alla difesa costiera" e poi nel corso del tempo "si sono rilevati importanti sistemi d'arma offensivi". Infatti "dal 1945 il sottomarino è diventato il tipo di unità navale dominante, non solo per l'attacco alle unità militari e mercantili, ma anche per gli attacchi contro il territorio nemico e la lotta antisom".

Questo che vuol dire?

Che i sottomarini nucleari americani non servono attualmente nel Mediterraneo: eppure ci sono.

Non abbiamo bisogno di alcuna difesa costiera verso nazioni che minacciano un attacco, né gli Stati Uniti hanno bisogno di attaccare alcuna nazione del Mediterraneo.

La Libia? I militari libici stappano lo spumante a Taranto e fanno esercitazioni congiunte nella base Nato di Chiapparo. L'Italia ha inaugurato una stagione inedita di collaborazione con la marina militare di Gheddafi. Il Capo di Stato Maggiore della Marina Libica, Brigadiere Hamdi Al Shibani Al Swehli, ha incontrato l'Ammiraglio Sergio Biraghi, Capo di Stato Maggiore della Marina Miltare Italiana, per definire concretamente lo sviluppo di una più stretta collaborazione tra le due Marine.

Quali sono dunque i motivi per cui i sottomarini americani gironzolano ancora nel Mediterraneo in assenza di "nemici"?

Qui giungiamo allo spinoso capitolo della progressiva conversione dei sottomarini Usa in strumenti di spionaggio che completano, dalla profondità degli abissi, quell'opera che Echelon compie dall'alto dei satelliti . Decine di migliaia di chilometri di cavi subacquei infatti uniscono l'Europa al Nord Africa e al Medio Oriente. Sono in gran parte gestiti dalla Flag Telecom Holding Ltd.

I sottomarini a propulsione nucleare possono rimanere in fondo al mare molto di più rispetto ai sottomarini diesel-elettrici. "Il tallone d'Achille dei sottomarini diesel-elettrici risiede nella limitata capacità delle loro batterie. Una volta scaricate le batterie essi devono riemergere per caricarle", si legge sul librone di Luttwak e Koehl. I sottomarini nucleari Usa non hanno bisogno di riemergere mentre è magari in corso una interessantissima conversazione telefonica. La ragione della presenza dei sottomarini nucleari nel Mediterraneo non è più strettamente "militare" ma riguarda il controllo politico ed economico delle nazioni europee.

Forse così capiremo meglio perché sbattono inspiegabilmente sul fondale (i cavi telefonici sono sui fondali) come è accaduto al sottomarino nucleare Hartford nell'ottobre del 2003 o perché nel giugno del 2001 il sottomarino spia americano NR-1 è finito contro un peschereccio pugliese nel mare di Brindisi.

Ma i comandi militari americani sono esenti da ogni processo. Viene invece processato il ciclista americano Joshua Kinberg, un mediattivista che è stato arrestato per aver ideato una bicicletta collegata ad Internet senza fili che stampa sull'asfalto (con vernice lavabile ed ecologica) le scritte contro la guerra inviate dal web.
Joshua Kinberg, il mediattivista arrestato negli Usa per la sua bicicletta ipertecnologica


Se non possiamo bloccare i sottomarini Usa, possiamo almeno sostenere Joshua.

Il suo email è: info@bikesagainstbush.com
Il suo sito è http://www.bikesagainstbush.com

Articoli correlati

  • L'era digitale pretende un esercito digitale
    Disarmo
    USA

    L'era digitale pretende un esercito digitale

    Pubblicato il rapporto della commissione statunitense sull'uso dell'intelligenza artificiale in ambito militare
    3 marzo 2021 - Francesco Iannuzzelli
  • In difesa dei nativi americani
    Pace
    Il movimento di opposizione all’Indian Removal Act

    In difesa dei nativi americani

    Jeremiah F. Evarts (1781–1831) era un missionario, riformatore e attivista cristiano per i diritti degli indiani d'America. Si distinse per la difesa dei diritti degli indiani d'America.
    Redazione PeaceLink
  • Per una critica dell’innovazione capitalistica: il lavoro nella catena del valore delle armi
    Disarmo
    La sicurezza degli Stati passa attraverso il controllo capillare del territorio

    Per una critica dell’innovazione capitalistica: il lavoro nella catena del valore delle armi

    La nozione di sviluppo tecnologico è una nozione inscindibile da quella di sviluppo capitalistico, si trattava pertanto di smascherare la presunta neutralità della scienza
    29 marzo 2021 - Rossana De Simone
  • AI - La nuova corsa agli armamenti
    Disarmo
    Intelligenza artificiale e armi autonome

    AI - La nuova corsa agli armamenti

    USA e Cina, e non solo, gareggiano sul fronte pericoloso della delega delle operazioni militari a sistemi autonomi in contesti sempre più complessi, come i combattimenti in volo
    3 dicembre 2020 - Francesco Iannuzzelli
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)