Comunicato stampa di Vittorio Agnoletto

19 marzo: giorno di azione globale contro guerra e neoliberismo

Il Movimento antiliberista risponde all’arroganza di Bush che propone il falco Wolfowitz alla presidenza della Banca Mondiale
19 marzo 2005
Vittorio Agnoletto (europarlamentare gruppo GUE Sinistra europea)

Bruxelles, 18 marzo 2005 – “A due anni dall’invasione dell’Iraq l’ opposizione globale alla guerra è più grande che mai. La nomina del falco americano Paul Wolfowitz alla presidenza della Banca Mondiale rende visibile agli occhi di tutti l’intreccio tra guerra militare e guerra economica. Bush vuole affiancare alle bombe pseudo intelligenti i Piani di aggiustamento strutturale della più importante istituzione finanziaria internazionale che già tante sofferenze hanno causato in Argentina e nel Sud est asiatico.

In questo modo, dopo aver pianificato l’aggressione all’Iraq, Wolfowitz si
servirà della Banca Mondiale per garantire l’arricchimento delle multinazionali a stelle e strisce nella ricostruzione del Paese e la
spoliazione completa delle sue risorse.

Siamo di fronte all’ultimo atto di aggressione del governo Bush alla democrazia multilaterale di per sé già traballante e inefficace nella soluzione degli squilibri Nord-Sud del mondo.

Campagna "L'Europa ripudia la guerra"
I pacifisti europei hanno già annunciato che, qualora la Costituzione
europea fosse approvata, raccoglieranno le firme, come previsto dall’art.47,
per l’inserimento del ripudio della guerra all’articolo 1 del Trattato
Anche per questo domani, così come deciso durante l’ultimo Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre, il Movimento antiliberista torna in piazza in
tutto il mondo. In Europa la manifestazione principale si svolgerà a
Bruxelles dove convergeranno i movimenti di tutto il continente. Altre
manifestazioni sono previste in decine di città nel mondo, da New York a
Barcellona, da Johannesburg a Buenos Aires.

L’obiettivo prioritario rimane il ritiro immediato delle truppe dall’Iraq.
Di fronte a una guerra mai finita, dove i morti si contano a decine ogni
giorno e dove alla violenza dei terroristi si risponde con i bombardamenti
“a porte chiuse” di Falluja e Ramadi e gli orrori di Guantanamo e Abu
Ghraib, non ci sono altre opzioni possibili.

I pacifisti europei hanno già annunciato che, qualora la Costituzione
europea fosse approvata, raccoglieranno le firme, come previsto dall’art.47,
per l’inserimento del ripudio della guerra all’articolo 1 del Trattato e si
batteranno per lo smantellamento delle basi militari e la loro riconversione
a usi civili.

In piazza i movimenti ritroveranno i sindacati europei e gli studenti con
cui – pur nella diversità delle piattaforme – formeranno un’unica voce
contro la cultura di guerra preventiva e la connaturata ideologia del
mercato che oggi vede nella Direttiva Bolkestein nella UE e negli accordi
GATS dell’OMC nel mondo le proprie armi di sfondamento dei diritti sociali e
del lavoro”.

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