Dopo gli inni a Hitler ora emergono abusi sessuali

Un nuovo scandalo nelle forze armate tedesche

Competizioni a punti tra i soldati per forzare al sesso il maggior numero possibile di giovani donne reclute. E minacce fisiche per mettere a tacere i testimoni. La Germania si candida ad avere il più grande esercito europeo mentre l'estrema destra dilaga.
22 ottobre 2026
Redazione PeaceLink
Nei suoi discorsi ufficiali alla Nazione e alle conferenze della Bundeswehr (le forze armate tedesche), Merz focalizza la sua comunicazione sul concetto di "Kriegstüchtigkeit" (l'essere pronti alla guerra).
Ma la Bundeswehr è malata.
La Bundeswehr è il nome ufficiale delle forze armate della Repubblica Federale di Germania
L'esercito "pronto alla guerra" ha al suo interno frange che inneggiano a Hitler e che sono state attenzionate con forte preoccupazione.
 
E questo esercito rischia di essere consegnato all'estrema destra.
 
A metà ottobre 2026, una nuova e devastante scossa ha investito le forze armate tedesche. Questa volta l'epicentro del terremoto è la caserma Sachsen-Anhalt di Weißenfels, sede del 1° Reggimento Sanitario. Le rivelazioni giornalistiche, confermate dal Ministero della Difesa, delineano uno scenario degradante: una competizione a punti tra soldati per molestare e forzare al sesso il maggior numero possibile di giovani donne reclute (tra cui una minorenne). Inoltre è emerso un consumo sistematico di anfetamine e minacce fisiche per mettere a tacere i testimoni.
 
Il servizio di controspionaggio militare (MAD) è dovuto intervenire d'urgenza.
 
Oltre ai reati civili, gli inquirenti stanno scavando a fondo per verificare l'eventuale ramificazione ideologica. Dietro quel "muro del silenzio" eretto aWeißenfels si teme infatti la presenza consolidata di cellule della galassia neonazista e dell'estrema destra oltranzista.
 
Non si tratta di un caso isolato, ma dell'ennesimo anello di una catena inquieIltante. Solo all'inizio del 2026, lo scandalo del 26° Reggimento Paracadutisti di Zweibrücken aveva mostrato soldati dediti a inni e saluti nazisti. E spaccio di cocaina.
 
Andando ancora indietro, nel 2020 l'allora ministra della Difesa fu costretta a sciogliere un'intera compagnia dei corpi speciali (KSK) dopo la scoperta di arsenali clandestini, tonnellate di esplosivi sottratti allo Stato e la pianificazione del "Giorno X", un piano eversivo. Gli obiettivi del piano erano esponenti politici di partiti moderati e progressisti, attivisti per i diritti umani, avvocati, giornalisti e associazioni che avevano sostenuto l'accoglienza dei rifugiati. Un database per "fare pulizia" in caso di collasso dell'ordine democratico.
La costante che unisce questi scandali è sempre la stessa: la nascita di network sotterranei impenetrabili che prosperano grazie all'omertà di cameratesca memoria.
 
Mentre l'intelligence militare fatica a estirpare queste sacche eversive, i vertici politici di Berlino si muovono in una direzione diametralmente opposta e preoccupante.
 
Il Cancelliere Friedrich Merz e il suo Ministro della Difesa Boris Pistorius continuano a insistere in modo quasi ossessivo sul concetto di "Kriegstüchtigkeit": l'ossessione di rendere la Germania "idonea alla guerra", spingendo per il riarmo accelerato, l'aumento della spesa militare e la trasformazione della Bundeswehr nella forza convenzionale più potente d'Europa in funzione antirussa.
 
La sinistra tedesca, come la Linke, accusa storicamente i leader conservatori della CDU di aver minimizzato per anni il pericolo dei network neonazisti nell'esercito, concentrandosi solo sull'efficienza bellica e sulla spesa militare.
 
Da una prospettiva pacifista e nonviolenta, la retorica bellicista tedesca è di per sé allarmante.
 
Ma c'è un paradosso politico ancora più oscuro che si profila all'orizzonte. Con l'ultradestra di Alternative für Deutschland (AfD) che continua a guadagnare consensi elettorali e a consolidare il proprio radicamento nelle regioni orientali del Paese, una domanda sorge spontanea: per chi e per quale progetto politico Merz e Pistorius stanno potenziando questo enorme apparato bellico?
 
Cosa succederà alle forze armate tedesche se l'AfD dovesse arrivare al potere o entrare nella stanza dei bottoni del governo federale?
 
Cosa ne sarà di un esercito già permeabile di fronte alle infiltrazioni neonaziste, una volta che i suoi vertici risponderanno a un partito che tollera e accarezza il revisionismo storico e il nazionalismo etnico?
 
È questo l'interrogativo più inquietante che grava sul futuro della democrazia tedesca. Un interrogativo che la politica di Berlino, accecata dalla preparazione del riarmo, continua a ignorare.
Note: AfD, 421mila mail rubate e diffuse online: tra frasi antisemite, svastiche e inviti a «sparare» ai migranti, così il «leak» mette in difficoltà il partito
https://www.corriere.it/esteri/26_ottobre_21/afd-leak-mail-rubate-hacker-c7dc2394-0d38-4304-bdfd-f9ed08ff5xlk.shtml

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