Taranto Sociale

Dal sito

  • Storia della Pace
    Ribellioni popolari e storia della pace

    Dario Fo, la cultura popolare medievale e la Peace History

    Le ribellioni popolari medievali non furono l'opposto della pace ma furono una domanda di pace positiva da parte di chi subiva una insopportabile violenza strutturale.
    17 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
  • Storia della Pace
    Figura di spicco dell'anticlericalismo nel tardo Medioevo boemo

    Petr Chelčický e le radici della cultura per la pace

    Visse nel XV secolo ed ereditò le idee di pace che erano state predicate da Wycliff. Fu il primo scrittore pacifista del Rinascimento, anticipando Erasmo da Rotterdam. Le sue idee vennero riprese da anabattisti, quaccheri e battisti.
    22 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
  • Schede
    Scheda 15 – Diritti, istituzioni, civiltà comunale e crisi ecologiche nel Trecento

    La libertà nel Basso Medioevo

    Sintesi e rielaborazione da: "Schede per una storia della pace e dei diritti umani", Alessandro e Daniele Marescotti, 2005
    21 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
  • Schede
    Scheda 14 – Islam medievale, jihad e tolleranza

    I musulmani e la pace

    Rielaborazione critica da: "Schede per una storia della pace e dei diritti umani", Alessandro e Daniele Marescotti, 2005
    21 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
  • Editoriale
    Il libro fu scritto da Carlo Gubitosa, Enrico Marcandalli e Alessandro Marescotti

    Trent'anni di "Telematica per la pace"

    E' ancora disponibile online e racconta le origini della telematica pacifista. Rappresenta un vero e proprio manifesto operativo di mediattivismo per iniziative di pace, ecologia e cooperazione internazionale.
    21 giugno 2026 - Redazione PeaceLink

Forum: Tarantosociale: le tue news

3 ottobre 2006

Siamo al redde rationem

Uscire dalla crisi si può. Occorrono competenza, onestà, partecipazione e trasparenza.
Autore: Giovanni Matichecchia

Siamo al redde rationem, più semplicemente alla resa dei conti. Per molti politici nostrani rendere conto è ripresentarsi alla consultazione elettorale e ricevere, magari pilotandolo, il voto popolare. Questa volta non è così. Chi ha fatto scempio di questa città può evitare di ripresentarsi alla consultazione popolare. Il malcontento che si respira nella pubblica opinione è così forte che un poco di buon senso dovrebbe consigliare di passare la mano. Ma sappiamo anche quanto certe facce di bronzo siano ineguagliabili. L’economia, lo stesso futuro di questa città è stato messo in ginocchio. Che cosa potranno dire alle numerose famiglie che sono state ridotte al lastrico. Che cosa potranno dire per sollecitare la fiducia dal momento che hanno annientato ogni più piccolo barlume di rispetto nei loro confronti. Che cosa potrebbero mai fare per risollevare questa città considerato il loro truffaldino metodo di amministrare. L’auspicio che si respira tra la gente è: andatevene, non fatevi vedere mai più. Abbiamo bisogno di facce pulite, di uomini non compromessi, di persone serie e oneste, di amministratori competenti. Anche chi, dai banchi dell’opposizione, ha notarilmente ratificato con i silenzi o le sterili proteste, è giusto che rifletta sulla possibilità di ripresentare alcuni candidati. Dalle forze di opposizione ci aspettiamo un vigile controllo e una serrata denuncia di fatti, uomini (nomi e cognomi), e situazioni. Tutto questo non è avvenuto e continua a non avvenire. Gli intrecci con i potentati e le consorterie sono presenti anche nelle forze di opposizione (vedi la denuncia di Nello De Gregorio su alcune sponsorizzazioni). Non meno gravi sono le responsabilità di alcuni sindacati direttamente presenti con i propri uomini nelle vicende di latrocinio del patrimonio comunale, e non solo. Anche ai sindacati chiediamo il controllo degli uomini che operano in nome e per conto del sindacato. Ci sembra lontana l’epoca in cui i sindacati difendevano gli interessi dei lavoratori. Ora tutelano l’interesse di una ristretta cerchia di sindacalisti. Dalle opposizioni e dai sindacati ci aspettiamo una difesa degli interessi dei cittadini di Taranto. Una cittadinanza che sembra indifesa da soprusi e arroganza. Forse è l’ora che i cittadini si difendano da soli. È l’ora che vengano adottati strumenti di controllo dal basso senza intermediari. Solo così sarà possibile mettere le briglia ad una classe amministratrice che ha deluso ogni più piccola aspettativa di democrazia. Il prossimo sindaco potrà solo avvantaggiarsi da una rigorosa vigilanza da parte degli amministrati. Meno discrezionalità meno errori. Ecco questo deve essere il prossimo sindaco: garante di un esemplare metodo di collegiale e competente gestione della cosa pubblica, della più rigorosa trasparenza, del rispetto della volontà popolare. Ciò significa che cospicue energie dovranno essere indirizzate nella più congrua e adeguata informazione dei cittadini e nella sistematica consultazione-ascolto della volontà popolare. Per piacere non riproponeteci i nomi dei soliti trombati o, peggio, di coloro che devono rendere conto di qualcosa alla giustizia. Innocenti fino a prova contraria ma che vengano lasciati liberi di difendersi fino in fondo senza coinvolgere le istituzioni e l’intera città. Anche i partiti insomma diano un segno, una prova di volontà di riscatto dopo gli innumerevoli errori commessi, dopo le liti interne, dopo la perduta abitudine ad ascoltare la gente.

Prossimi appuntamenti

Dal sito

  • Storia della Pace
    Ribellioni popolari e storia della pace

    Dario Fo, la cultura popolare medievale e la Peace History

    Le ribellioni popolari medievali non furono l'opposto della pace ma furono una domanda di pace positiva da parte di chi subiva una insopportabile violenza strutturale.
    17 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
  • Storia della Pace
    Figura di spicco dell'anticlericalismo nel tardo Medioevo boemo

    Petr Chelčický e le radici della cultura per la pace

    Visse nel XV secolo ed ereditò le idee di pace che erano state predicate da Wycliff. Fu il primo scrittore pacifista del Rinascimento, anticipando Erasmo da Rotterdam. Le sue idee vennero riprese da anabattisti, quaccheri e battisti.
    22 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
  • Schede
    Scheda 15 – Diritti, istituzioni, civiltà comunale e crisi ecologiche nel Trecento

    La libertà nel Basso Medioevo

    Sintesi e rielaborazione da: "Schede per una storia della pace e dei diritti umani", Alessandro e Daniele Marescotti, 2005
    21 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
  • Schede
    Scheda 14 – Islam medievale, jihad e tolleranza

    I musulmani e la pace

    Rielaborazione critica da: "Schede per una storia della pace e dei diritti umani", Alessandro e Daniele Marescotti, 2005
    21 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
  • Editoriale
    Il libro fu scritto da Carlo Gubitosa, Enrico Marcandalli e Alessandro Marescotti

    Trent'anni di "Telematica per la pace"

    E' ancora disponibile online e racconta le origini della telematica pacifista. Rappresenta un vero e proprio manifesto operativo di mediattivismo per iniziative di pace, ecologia e cooperazione internazionale.
    21 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.5.10 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)