Il feroce crimine contro il popolo cubano
Gli Stati Uniti intensificano blocco e minacce
9 giugno 2026
Giorgio Trucchi

Lo scorso 6 giugno ha segnato l'inizio di una nuova fase di aggravamento del criminale e illegale blocco economico, commerciale e finanziario imposto da oltre sessant'anni dalle amministrazioni statunitensi contro Cuba.
Il nuovo pacchetto di sanzioni (Ordine Esecutivo 14404) annunciato dall'amministrazione Trump prevede l'inserimento nella lista dei "Soggetti Specialmente Designati" (SDN) [1] del presidente cubano Miguel Díaz-Canel, di alcuni suoi familiari, di familiari del leader della Rivoluzione Cubana Raúl Castro, di ministri del governo e di alti ufficiali delle Forze Armate cubane.
Vengono inoltre sanzionate imprese pubbliche e istituzioni, tra cui la finanziaria statale FINCIMEX, il conglomerato imprenditoriale GAESA e la sua catena turistica Gaviota, l'agenzia statale Amistur Cuba S.A., consorzi minerari come Moa Nickel S.A., il Ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie (MINFAR), i Comitati di Difesa della Rivoluzione (CDR) e l'Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP).
Gli effetti sono stati immediati. Per evitare le sanzioni secondarie imposte da Washington, la banca privata straniera incaricata di elaborare i pagamenti internazionali ha interrotto i rapporti con FINCIMEX, provocando la sospensione totale delle operazioni delle carte internazionali Visa e Mastercard.
Per lo stesso timore, grandi catene alberghiere come Meliá, Iberostar e Blue Diamond stanno accelerando la loro uscita dall'isola. Lo stesso stanno facendo diverse compagnie aeree straniere, colpendo ulteriormente il turismo, uno dei settori fondamentali per la generazione di valuta estera.
Viene inoltre vietato a qualsiasi cittadino, banca o impresa statunitense effettuare transazioni con persone o entità cubane sanzionate, pena l'applicazione delle stesse sanzioni secondarie.
Un'offensiva contro il popolo
Le nuove misure arrivano nel contesto di una continua escalation dell'offensiva contro la maggiore delle Antille, iniziata con la dichiarazione degli Stati Uniti che definisce Cuba una "minaccia insolita e straordinaria" per la propria sicurezza nazionale, proseguita con un illegale blocco energetico e con la minaccia di rappresaglie economiche contro chiunque fornisca petrolio all'isola, e aggravata ulteriormente dal nuovo ordine esecutivo.
Secondo stime recenti, l'assedio energetico ha generato perdite per quasi 500 milioni di dollari, mentre per l'azienda statale Unión Eléctrica de Cuba (UNE) le perdite raggiungerebbero i 280 milioni.
Il blocco petrolifero colpisce anche il sistema sanitario: quasi 100.000 pazienti sono in attesa di interventi chirurgici, di cui 11.000 bambini; 16.000 pazienti non possono proseguire le sedute di radioterapia e altri 3.000 quelle di emodialisi; 32.000 donne in gravidanza attendono ecografie e 30.000 bambini non possono essere vaccinati.
Per Federica Cresci, membro del Gruppo d'Azione Internazionalista "Cuba Mambí", il fatto che tra i soggetti sanzionati figurino anche l'ICAP e Amistur rappresenta un fatto estremamente grave.
"Non vengono colpite soltanto le strutture statali o le figure politiche, ma anche i canali attraverso i quali si sviluppano la cooperazione, gli scambi culturali, la solidarietà internazionale e l'amicizia tra i popoli".
"Mentre Washington continua a parlare di democrazia e diritti umani – prosegue Cresci – rafforza un sistema di misure coercitive unilaterali che da oltre sessant'anni soffoca economicamente il popolo cubano e tenta di isolare l'isola dal resto del mondo".
In questo modo, spiega l'attivista, le sanzioni non colpiscono un governo astratto, ma la vita quotidiana di milioni di persone, l'accesso ai medicinali, alle tecnologie, ai pagamenti internazionali, al commercio e persino alle attività di solidarietà.
In questo senso, avverte Cresci, Washington pretende di decidere non soltanto ciò che possono fare o non fare le imprese statunitensi, ma anche quelle spagnole, le banche europee, gli operatori turistici internazionali e qualsiasi soggetto economico che mantenga rapporti con l'isola.
"Questo è il vero volto del blocco economico, commerciale e finanziario contro Cuba. Non si tratta di una misura simbolica, né di una controversia diplomatica, ma di un'autentica guerra economica condotta contro un intero popolo con l'obiettivo di provocare difficoltà, privazioni e sofferenze per piegare la sovranità del Paese. Di fronte a questa nuova escalation dell'aggressione imperialista, il silenzio equivale alla complicità", ha dichiarato l'attivista italiana.
Un blocco criminale
Tutto ciò si aggiunge agli enormi danni causati dal blocco pluridecennale, che ammonterebbero ormai a circa 171 miliardi di dollari. Considerando la svalutazione del dollaro rispetto all'oro, questa cifra supera i 2.100 miliardi di dollari. Nel solo 2024 le perdite hanno superato i 7,5 miliardi di dollari, ovvero 625 milioni al mese, quasi 21 milioni al giorno e oltre 868.000 dollari all'ora: un incremento vicino al 50% rispetto all'anno precedente.
Quattordici ore di blocco "illegale e criminale" rappresentano il costo dell'insulina necessaria per curare tutti i pazienti diabetici dell'isola; due mesi equivalgono al costo del combustibile necessario a coprire il fabbisogno elettrico nazionale, mentre un mese di blocco comporta la perdita delle risorse economiche necessarie per il piano annuale di produzione di energia solare.
Guerra mediatica
Ma tutto questo va oltre. Parallelamente alla campagna di massima pressione non cessano le minacce di intervento militare, né la campagna mediatica internazionale portata avanti attraverso una rete di media cubani cosiddetti "indipendenti", finanziati dagli Stati Uniti.
Nell'articolo di Alan MacLeod "USAID, NED e Open Society finanziano segretamente i media 'indipendenti' di Cuba per favorire un cambio di regime" (versione originale in inglese QUI), viene descritto come questi media, che si presentano come promotori di un giornalismo investigativo imparziale, siano in realtà finanziati silenziosamente da Washington attraverso USAID, National Endowment for Democracy (NED) e Open Society Foundation di George e Alex Soros.
Secondo l'autore, l'obiettivo sarebbe quello di diffondere il malcontento nell'isola caraibica e preparare il terreno a una possibile invasione da parte dell'amministrazione Trump.
CubaNet, ADN Cuba, Diario de Cuba, El Toque ed El Estornudo fanno parte di questa rete e avrebbero ricevuto milioni di dollari per sviluppare attività considerate destabilizzatrici. Quando l'amministrazione Trump decise di congelare i finanziamenti a USAID e NED, l'effetto su questi media fu immediato, con ripercussioni anche a livello internazionale.
Secondo MacLeod, quella decisione rivelò accidentalmente una vasta rete di oltre 6.200 giornalisti e quasi 1.000 mezzi di comunicazione nel mondo che venivano addestrati, sostenuti e finanziati sotto la bandiera della promozione dei media indipendenti e della libertà di informazione. Successivamente, dopo una riorganizzazione, i finanziamenti sarebbero stati ripristinati.
In questo contesto emerge la figura del Segretario di Stato Marco Rubio.
Secondo un articolo di Cubadebate intitolato "La costruzione digitale di Marco Rubio come 'soluzione' per Cuba", la presenza di Rubio sui social network di CiberCuba, Mario Pentón, Cubanet ed El Toque, veri amplificatori finanziati dalle agenzie statunitensi, costituirebbe una vera e propria architettura di influenza e guerra cognitiva "che non si limita a informare su Cuba o sulla politica estera statunitense, ma cerca soprattutto di produrre percezioni" .
L'obiettivo sarebbe quello di presentare Cuba come un Paese in crisi terminale, Washington come unico centro legittimo di decisione, le sanzioni come una pressione necessaria, gli aiuti umanitari come giustificazione morale e il cambiamento politico come un esito inevitabile.
Secondo Cubadebate, "non siamo di fronte al giornalismo, ma a una macchina di intossicazione politica organizzata per ripetere narrazioni, attivare emozioni, erodere la legittimità della Rivoluzione Cubana e costruire consenso attorno alla pressione statunitense".
Minaccia militare
Nel frattempo crescono le minacce di Trump contro l'isola.
"Ci occuperemo di Cuba appena possibile. Non appena avremo finito con l'Iran, al ritorno faremo tappa sulle coste di Cuba", avrebbe dichiarato recentemente. Anche Marco Rubio è tornato a parlare di Stato fallito, della necessità di un cambio di regime e di modello politico ed economico, accusando Cuba di sostenere il terrorismo e di ospitare strutture di intelligence cinesi e russe.
Secondo l'articolo, tali affermazioni servirebbero a giustificare qualsiasi misura in violazione del diritto internazionale.
Il presidente Miguel Díaz-Canel ha definito le nuove minacce contro Cuba "cecità politica".
"Il presidente degli Stati Uniti ha rilasciato nuove dichiarazioni minacciose contro Cuba e il Dipartimento del Tesoro ha imposto nuove e illegittime sanzioni. Sono misure destinate a rafforzare il blocco e ad alimentare lo scenario di conflitto tra Cuba e Stati Uniti. Questa cecità politica si aggiunge alle misure coercitive applicate nelle ultime settimane contro il nostro Paese, progettate per danneggiare il popolo cubano. L'aggressività e la perversità del governo statunitense si scontreranno con la nostra decisione di affrontare gli scenari peggiori e resistere all'offensiva imperialista".
Il ministro degli Esteri Bruno Rodríguez ha rincarato la dose: "Le bambine e i bambini cubani sono vittime dirette dell'avidità, dell'asfissia economica e dell'aggressione statunitense. L'assedio petrolifero e l'estremo inasprimento del blocco costituiscono una crudele e indiscriminata punizione collettiva che provoca morti nel nostro Paese, soprattutto tra i minori".
Come esempio, Rodríguez cita il raddoppio del tasso di mortalità infantile da 4,0 a 9,9 per mille nati vivi e la riduzione delle aspettative di vita dei bambini malati di cancro dall'85% al 65%.
L'indispensabilità della solidarietà
Nonostante gli attacchi e le campagne volte a generare paura e destabilizzazione, gli aiuti umanitari, la solidarietà dei governi amici e dei popoli del mondo non hanno mai smesso di arrivare a Cuba.
"Le bombe distruggono le città. L'assedio distrugge la vita poco a poco. E quando questa violenza dura da sessantasette anni, il silenzio non è neutralità: è complicità", avverte Cresci. "Ma se Washington pensa di poter isolare Cuba colpendo anche l'amicizia tra i popoli, sta commettendo un errore storico. Perché la solidarietà internazionalista non conosce blocchi, né sanzioni, né frontiere. E finché milioni di donne e uomini in tutto il mondo continueranno a sostenere il popolo cubano, nessun assedio potrà spezzarne la dignità, la sovranità e la resistenza. La solidarietà non si sanziona. La solidarietà non si ferma. La solidarietà non si arrende"[2].
Fonte: LINyM (spagnolo)
Traduzione: Federica Cresci
Note:
[1] Persone fisiche, società e gruppi collegati a paesi soggetti a sanzioni, a terroristi o a trafficanti di droga internazionali. Questa banca dati è gestita dall'Ufficio per il controllo dei beni stranieri (OFAC) del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti.
[2] cit. Contropiano
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