MediaWatch

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • Conto Corrente Bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Jalal Talabani, un peshmerga, un leader, un uomo di pace
    Jalal Talabani non è stato soltanto, fino al 2014, il Presidente della Repubblica dell’Iraq. E’ stato il garante istituzionale di un Paese nato esattamente un secolo fa.

    Jalal Talabani, un peshmerga, un leader, un uomo di pace

    E’ trascorsa una settimana dal Referendum - così a lungo atteso - per l’indipendenza del Kurdistan Iracheno. Oggi la notizia della morte di Jalal Talabani. I due eventi, casualmente così ravvicinati, sembrano concatenarsi in una sequenza simbolica di passaggio di testimone.
    4 ottobre 2017 - Andrea Misuri
  • Il filo rosso dei deboli e degli indifesi di Dino

    Il filo rosso dei deboli e degli indifesi di Dino

    Ma si riuscirà mai, per dirla con don Lorenzo Milani, a far strada agli impoveriti senza farsi strada? Portare al centro della politica gli ultimi, gli emarginati, gli impoveriti, i lavoratori, chi lotta contro le ingiustizie, le mafie, la disumanità e la barbarie delle guerre, facendo quanti più passi indietro perché siano loro a farne almeno una volta, almeno uno, avanti? Ma non sarebbe quasi ora di domandarsi, anche se non so quanti hanno fratelli che sono figli unici, se siamo ancora convinti che esistono gli sfruttati, i malpagati, i frustati, i calpestati e gli odiati e la vicinanza/distanza da loro?
    2 giugno 2017 - Alessio Di Florio
  • Messico: guerra aperta agli operatori dell’informazione
    I giornalisti sotto il fuoco incrociato dei narcos e dello Stato

    Messico: guerra aperta agli operatori dell’informazione

    Il coraggio di Javier Valdez e dei suoi colleghi, caduti per la libertà di espressione nel segno del giornalismo indipendente
    1 giugno 2017 - David Lifodi
  • Che cosa era la guerra?
    A ogni incontro, Gulala riporta una frase esplicativa nella sua semplicità, della poetessa americana Eve Merriam: “Io sogno di dare alla luce un bambino che chieda: Mamma, che cosa era la guerra?”

    Che cosa era la guerra?

    Brevi note dopo la cena-incontro solidale che da Campi Bisenzio ha dato voce a chi dall'Italia lavora per Kurdistan Save the Children. Un progetto che prosegue, un ponte reciproco con la regione tormentata del Nord Iraq.
    6 marzo 2017 - Andrea Misuri

Reporters sans frontières chiede delle spiegazioni al esercito americano sulla detenzione del Cameraman di CBS news

9 giugno 2005
Fonte: www.rsf.fr - 06 maggio 2005

In una lettera del 6 Maggio 2005, reporters sans frontières ha chiesto al generale John Abizaid, comandante delle forze americane in Iraq, la liberazione d’Abdel Amir Younes Hussein, cameraman iracheno del canale CBS news, detenuto a Mossoul dal 5 Aprile. L’organizzazione ha anche chiamato a comunicare velocemente l’identità degli altri giornalisti detenuti.

“Fa un mese che questo giornalistà è detenuto senza che l’esercito americano abbia nessuna prova concreta delle sue affermazioni. Il 9 Aprile, Reporters sans frontières era molto preoccupato da questa detenzione.
Oggi ancora, l’organizzazione vuole esprimervi la sua inquietudine e reitera la sua domanda di avere più informazioni. Vi ci chiediamo, ancora una volta, la rimessa in libertà del giornalista se non avete le prove tangibile” ha dichiarato Reporters sans frontières.

“Di più, secondo le recenti informazioni militare americane, al totale 9 giornalisti iracheni “sospettati di aiutare dei gruppi di insorti” sarebbero attualmente imprigionati senza capo d’imputazione, nei posti di detenzione americani e iracheni.
Reporters sans frontieres chiede al esercito americano, come alle autorità irachene di fare prova di un po più di trasparenza e di discernimento nei numerosi arresti di giornalisti in Iraq. L’identità di questi giornalisti e il motivo della loro detenzione devono essere resi pubblici velocemente” ha aggiunto l’organizzazione.

Rievocazione dei fatti.

Abdel Amir Younes Hussein è stato ferito all’anca, il 5 Aprile, durante uno scambio di tiri tra un insorto e dei soldati americani della prima brigata della 25° divisione della fanteria, vicino alla città di Mossoul.
L’esercito americano aveva dichiarato in un primo tempo che dei soldati avevano tirato su un “insorto” che brandiva un AK47 (fucile) e fermava i civili. Qualcuno che sembrava tenere un’arma, a vicino del insorto, è stato ferito. Era in realtà il giornalista che teneva la sua camera. Purtroppo, questo cameraman è stato ferito in questo contesto complesso e instabile. Il comunicato aggiungeva che l’incidente era in corso di investigazione. Il giornalista è stato portato dopo, in un ospedale militare americano dove è stato curato per delle ferite qualificate di leggere dal esercito.

Ma il 8 Aprile, un nuovo comunicato del esercito aveva annunciato che i militari detenevano il cameraman e facevano “un’indagine sulle sue attività precedenti e su un possibile sostegno alla guerriglia.” Aggiungeva che c’erano delle ragioni di pensare che il giornalista era una “minaccia seria per le forze della coalizione” e che era “attualmente detenuto e sarebbe trattato come tutti gli altri prigionieri”. Il capitano Mark Walzer, porta voce del esercito aveva dichiarato che il reporter soffriva di ferite leggere ed era implicato con qualche persona nei tiri. Aveva precisato che il cameraman era detenuto sulla basa di testimonianze dirette degli incidenti. CBS aveva pubblicato, lo stesso giorno, una dichiarazione di sostegno al suo impiegato.

Il cameraman sarebbe detenuto alla prigione d’Abou Ghraib, dal 22 Aprile : secondo un comunicato del esercito americano, “un test” ha rivelato la presenza di esplosivi sul giornalista : “la forza multinazionale in Iraq persegue le sue investigazioni riguardante la collaborazione eventuale del corrispondente con i terroristi e su delle accuse secondo le quali conosceva i futuri attacchi terroristi”

Numerosi casi di giornalisti detenuti.

Il 5 maggio, il colonnello Steve Bylan, porta voce del esercito americano, ha affermato all’agenzia France-presse (AFP) che 9 giornalisti impiegati da 7 mass medi occidentali erano detenuti “da qualche mese” nei posti di detenzione americani e iracheni.

Nella mattina del 30 Marzo, la polizia irachena ha arrestato Sami Shouker Naji, cameraman dell’agenzia americana Associated Press Television News (APTN) mentre lavorava per il suo proprio conto a Ba’ Qubah (nord del Iraq). Secondo un generale del esercito iracheno, è detenuto alla prigione d’Abou ghraib con il pretesto di una collaborazione con gli “insorto”. Da questo momento, l’agenzia e la famiglia sono senza notizie. Un porta voce d’ APTN ha dichiarato a Reporters sans frontieres che l’agenzia faceva tutto per aiutare il cameraman.

Due giornalisti che lavorano per AFP sarebbero anche imprigionati. Secondo l’agenzia di stampa, l’esercito ha confirmato la detenzione di uno solo, Ammar Daham Naef Khalaf, arrestato il 11 Aprile dai soldati americani al suo domicilio di Ramadi (ovest di Bagdad). Sempre secondo l’esercito, il giornalista è stato trasferito alla prigione d’Abou Ghraib, dove non può avere visite per 60 giorni.

Secondo L’AFP, Fares Nawaf al-Issaywi, fotografo dell’agenzia è stato arrestato dal esercito iracheno il primo maggio, poi, dato alle forze americane mentre realizzava un documentario a Falloujah (50 km al ovest di Bagdad)

Hussein Al shimari, reporter del canale satellite Al-Diyar, è stato arrestato il 9 Aprile, nella provincia di Diyala (nord est di bagadad). Secondo il suo capo, il giornalista, detenuto dalle forze militari irachene che lo sospettano di collaborare con gli insorti, sarebbe stato vittima di torture. Non ha avuto il diritto di contattare la sua famiglia, senza notizie dal suo arresto.

Il 12 Aprile, il comune delle città di Kawit (sud del Iraq) ha ordinato l’arresto d’Ayad Al-Tamimi. Capo della redazione del quotidiano Sada Wasit, e del giornalista Ahmed Mutare Abass. Secondo Ibrahim Al-Srage, presidente dell’associazione della difesa dei giornalisti iracheni, il comune aveva chiesto un mandato d’arresto al procuratore generale della città e ha condannato arbitrariamente il primo a 2 mesi di prigione e il secondo a 4 mesi per diffamazione. Il giornale aveva evocato, in qualche articolo, le debolezze dell’amministrazione della città e l’insicurezza costante. I 2 giornalisti sono attualmente incarcerati.

Due giornalisti e una collaboratore di mass media rilasciati.

Il 3 maggio, la polizia irachena ha liberato un ingegnere di suono del canale Al-Charka TV, detenuto da qualche mese senza prove contro di lui. Sarebbe stato picchiato durante la sua detenzione.

Nabile Hussein, cameraman di Reuters television, e suo padre sono stati liberati il 4 Maggio, dopo 11 giorni di detenzione senza prove contro di loro. Il giornalista ha dichiarato all’agenzia che sono stati detenuti in piccolissime stanza, con poco cibo e poca acqua : “siamo stati insultati e umiliati dalla polizia irachena durante tutto il tempo della detenzione”. David Schlesinger, direttore internazionale della redazione, ha salutato questa rimessa in libertà, pur richiedendo un’indagine “sono molto felice della liberazione, ma penso che sia vitale per la sicurezza di tutti i giornalisti che lavorano in Iraq che un’indagine approfondita sia aperta sulle circostanze della sua detenzione”

Lo stesso giorno, Hassan Walid Abdul Wahab, cameraman freelance di 23 anni, collaboratore regolare del canale tedesco Zweites Deutsches Fernsehen (ZDF), è stato rimesso in libertà con 2 dei suoi fratelli e suo padre.
La ZDF aveva subito preso un avvocato per aiutare il suo collaboratore. Erano stati arrestati al loro domicilio, il 20 Aprile da qualche agente di polizia.

Note:

Tradotto da Charlotte Bonin per www.peacelink.it
Il testo è liberamente utilizzabile per scopi non commerciali citando la fonte, l'autore e il traduttore

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.6 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Posta elettronica certificata (PEC)