"Il nemico li legge"

L'esercito Usa censura i blog

Chiusi molti diari firmati dai soldati al fronte. Squadre speciali controllano tutti i contenuti
2 gennaio 2006

NEW YORK - I blog raccontano la guerra, se la censura lo permette. Da Bagdad sono ormai una buona fonte di informazione i diari online degli studenti iracheni: ma i soldati americani rischiano di non poterlo fare più. Il Pentagono ha infatti dichiarato guerra ai milblogs, con una motivazione secca: anche il nemico può leggerli. E che la guerra telematica sia in corso, lo sa anche Bush, che ritiene legittima l'intercettazione di mail e telefonate: "Se Al Qaeda chiama un numero negli Usa, voglio sapere il perché".

Ora la censura arriva sui blog dei soldati. "Non interessano solo quattro amici in patria" sostengono le autorità "ma anche i ribelli". E' c'è chi protesta, come Jason Hartley, che proprio a causa di un diario è stato degradato e multato un anno fa. "Per uno che ne apre, ne viene chiuso subito un altro".

Ecco i controllori. Esercito, Marina e Air Force chiedono ora una registrazione al soldato che apre un diario. E squadre "speciali" leggono tutti i contenuti. Ma questa forma di censura nulla può contro le informazioni che i soldati scambiano con amici e media in patria, senza pubblicarle. "L'esercito spreca il suo tempo" spiega il giornalista specializzato Seymour Hersh.

Il macabro precedente. Non sempre i militari Usa hanno usato il blog per fare informazione "alternativa". Alcuni soldati ottennero sei mesi fa l'accesso a siti porno offrendo in cambio foto di cadaveri, magari con didascalie del tipo: "L'unico iracheno buono è quello morto".

Articoli correlati

  • Solidarietà a Sigfrido Ranucci
    Editoriale
    PeaceLink esprime profonda solidarietà, vicinanza e amicizia

    Solidarietà a Sigfrido Ranucci

    Gli siamo accanto in questo momento come cittadini. Ma anche come volontari che fanno informazione e che credono nel potere della verità, nel giornalismo come esercizio del diritto alla conoscenza e come fondamento della democrazia.
    17 ottobre 2025 - Redazione PeaceLink
  • La massiccia campagna israeliana per censurare i post pro Palestina su Facebook/Instagram: le prove
    CyberCultura
    Meta Leaks: un informatico militante nello stile di Julian Assange ci offre rivelazioni scottanti.

    La massiccia campagna israeliana per censurare i post pro Palestina su Facebook/Instagram: le prove

    Svelato uno dei trucchi che usa Israele per soffocare il grido disperato dei palestinesi e i nostri commenti al riguardo -- ovvero, la manipolazione dell'Intelligenza Artificiale. Di riflesso, l'articolo ci mette in guardia contro un nostro uso acritico di IA nella vita quotidiana.
    22 agosto 2025 - Patrick Boylan
  • Vietato distribuire volantini nel centro storico di Specchia
    Sociale
    Un'ordinanza in provincia di Lecce sta facendo discutere

    Vietato distribuire volantini nel centro storico di Specchia

    Con questa ordinanza verrebbe vietata anche una iniziativa di volantinaggio e sensibilizzazione dei turisti sui temi della pace e del rispetto dei diritti umani. Si promuove un'idea di turismo ridotto a svago passivo, privo di confronti con la realtà sociale e che limita persino la democrazia.
    30 giugno 2025 - Alessandro Marescotti
  • Per la libertà di gridare ovunque “Fermate il genocidio! Free, free Palestine!”
    Pace
    Una iniziativa degli Statunitensi per la pace e la giustizia - Roma

    Per la libertà di gridare ovunque “Fermate il genocidio! Free, free Palestine!”

    I tentativi di fermare e di censurare le proteste contro il genocidio in atto a Gaza vanno contrastati con fermezza. Ecco un esempio di contrattacco riuscito.
    23 novembre 2024 - Patrick Boylan
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.8.28 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)