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TG Rai: dateci notizie, non gossip

23 gennaio 2006

Siamo sconcertati e indignati nel constatare la sostanziale indifferenza dei telegiornali verso fatti e problemi che toccano una vasta fetta del mondo. Conflitti e disastri naturali fanno sì notizia, ma gli abusi e lo sfruttamento costante del Sud del mondo quasi mai bucano lo schermo. Come missionari siamo a contatto ogni giorno con la povertà, le carestie, le violazioni dei diritti di molte popolazioni del pianeta, ma anche con la creatività e la freschezza di tanti Paesi. Eppure, tornando in Italia e guardando il telegiornale, è come se d'incanto ci apparisse un nuovo mondo, fatto di divi dello spettacolo, sfilate di moda e così via. Con amarezza abbiamo appreso dall' Osservatorio sui media di Pavia , ad esempio, che, nei mesi di luglio e agosto 2005, a fronte di 11 ore e 35 minuti dedicati al gossip sui vip, solo 19 minuti sono stati dati alla gravissima emergenza alimentare in Niger.

Non ne possiamo più del gossip sui vip! Vogliamo che il Tg, la cui funzione è portare nelle case le vicende dell'Italia e del mondo, dia spazio anche a ciò che accade nel sud del pianeta, dove la gente è spesso vittima di violazioni, ma anche promotrice di fermenti e di iniziative dai quali avremmo tanto da imparare.

Come cittadini che pagano regolarmente il canone, ci rivolgiamo in particolare alla Rai che ha l'obbligo di essere «servizio pubblico». È nostro diritto esigere un'informazione aperta al mondo, senza dover ricorrere a canali esteri. È nostro diritto un'informazione di qualità che non sia relegata negli speciali (a volte anche molto interessanti) in onda in fasce orarie da sonnambuli.

Attualmente la Rai non dispone di un corrispondente fisso in ogni continente. Colmare questa lacuna ci pare un passo nella direzione giusta, di un'informazione più equilibrata e attenta al mondo. Una richiesta in tal senso è già stata avanzata da tre riviste (Missione Oggi, Mosaico di Pace e Nigrizia) e altri enti in occasione della Tavola della Pace a Perugia (settembre 2005 ); il direttore della Rai, Alfredo Meocci, ha promesso di aprire sedi Rai in Africa e in India. Ora la Fesmi (Federazione della stampa missionaria italiana) intende far pressione perché sia dato seguito a tale promessa. Non è vero che i telespettatori non sono interessati a conoscere le notizie di altri Paesi. Crediamo anzi che molti italiani, in primis i nostri lettori, condividano questa nostra indignazione, anche perché, pagando il canone Rai, contribuiamo al mantenimento del servizio pubblico di informazione.

Invitiamo tutti i contribuenti a mandare una cartolina di adesione a questa campagna all'indirizzo della Fesmi, segnalando l'avvenuto pagamento del canone. Sulla causale del versamento va scritto il seguente testo: Tg Rai: dateci notizie, non gossip!

Le cartoline pervenute alla sede della Fesmi entro fine giugno saranno consegnate al Direttore generale della Rai, accompagnate dalla richiesta di esercitare la sua funzione di garante di un'informazione più globale e a servizio dei contribuenti.

Federazione della stampa missionaria italiana (Fesmi)

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