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USA: Un'intervista con Kevin Zeese

Responsabilita' della folta schiera degli "ABB" -Anybody But Bush (Chiunque tranne Bush) per la sconfitta di Kerry
1 dicembre 2004 - Joshua Frank

Kevin Zeese ha svolto il ruolo di capo ufficio stampa di Ralph Nader per la campagna presidenziale del 2004. Recentemente ha parlato con Joshua Frank

Joshua Frank: Kevin, dunque, i conti sono stati depositati, e sembra che Ralph Nader non avesse nulla a che fare con la rielezione di George W. Bush. A questo punto, e so che stanno rifacendo alcuni calcoli, qual e' il numero totale di voti che l'accoppiata Nader/Camejo ha preso? E la campagna di Nader e' soddisfatta dei risultati?

Kevin Zeese: abbiamo preso circa 500.000 voti e non siamo soddisfatti di questo risultato. (il conteggio dei voti in cui il nome di Nader e' stato scritto dai votanti pur non essendo presente sulla scheda non e' ancora terminato.) Naturalmente meta' dei votanti negli Stati Uniti non aveva Nader/Camejo sulla scheda, principalmente a causa degli sforzi del partito democratico di tenerci fuori dal ballottaggio. I democratici, con le loro azioni di intimidazione e assalto nei confronti di chi raccoglieva firme per noi, e nei confronti di chi firmava la nostra petizione, con i loro sporchi giochetti e le loro false cause hanno manipolato i voti e hanno provato a forzare la gente a votare per John Kerry.

Ma noi pensiamo che sia un bene per il pubblico vedere i democratici per quello che sono: anti-democratici disposti a tutto, anche a minare la democrazia pur di vincere a tutti i costi; e pensiamo che sia bene che il pubblico sia maggiormente consapevole degli ostacoli al ballottaggio posti di fronte al terzo partito e ai candidati indipendenti, e che hanno impedito ai votanti di avere piu' possibilita' di scelta. Pero' non siamo soddisfatti.

JF: Che cosa e' stato lasciato fuori nei discorsi delle Elezioni 2004?

KZ: Ralph Nader e Peter Miguel Camejo volevano parlare delle questioni che gli americani devono affrontare ogni giorno - 80 milioni di persone sono rimaste senza assicurazione medica negli ultimi due anni, eppure non e' stato discusso nessun piano per offrire copertura medica per tutti; 47 milioni di lavoratori a tempo pieno guadagnano meno di 10 dollari all'ora - cioe' 1 lavoratore a tempo pieno su 3, eppure non si e' parlato di stipendi adeguati alle necessita' della vita ne' di come i lavoratori USA potranno competere con i lavoratori a costi molto piu' bassi presenti oggi nel mondo del lavoro.

Non c'e' stata discussione su come sia possibile andarsene dall'Irak in maniera responsabile, si e' parlato soltanto di quanto fosse fondamentale "vincere" la guerra; nessuna discussione riguardo la possibilita' di pensare con la nostra testa a proposito della questione Israelo-Palestinese, solo cieco appoggio ad Ariel Sharon; non si e' discusso dell'abolizione del Patriot Act e di come proteggere la privacy e le liberta' civili degli americani, ma solo del fatto che noi dobbiamo privarci della liberta' per combattere il terrorismo e cosi' via. E non c'e' stata reale discussione sull'ambiente, i diritti civili, i diritti delle donne, il divario tra ricchi e poveri.

Sulle questioni mondiali a proposito di America Centrale e del Sud, Africa, Asia, Europa e Messico non si e' parlato; la questione Israele-Palestina e' stata appena affrontata; lo scandalo sulla prigione di Abu Gharib non e' stato discusso. Il pubblico americano ha perso, perche' di cio' che gli premeva di piu' non si e' parlato.

Le elezioni hanno mostrato ad un numero sempre maggiore di Americani che il sistema bipartitico e' un fattore chiave del problema. I partiti continuano ad avvicinarsi gli uni agli altri e ad ignorare la gente e i loro interessi.

Poi per di piu' ora siamo bloccati per altri 4 anni con Bush. I liberali si sono tirati indietro, hanno lasciato che Kerry li calpestasse, gli hanno permesso di ignorare e non affrontare le loro punti chiave, e cio' che hanno ottenuto e' il Regime Bush/Cheney n. 2. Un giorno forse capiranno il loro errore: non aver spinto Kerry ad essere un candidato migliore. Avendo rinunciato a lottare per i propri ideali, che per lo piu' hanno il sostegno della maggioranza, hanno permesso a Kerry di diventare un candidato peggiore.

Chi potrebbe essere soddisfatto di un'elezione del genere?

JF: pur con questo senso di frustrazione nei confronti dei democratici, e le tattiche non democratiche per tenere Nader / Camejo fuori dal voto, non vi sentite in qualche modo vendicati? C'erano molti pensatori liberali e progressisti, insieme a orde di democratici che si opponevano alla corsa di Nader, compresi precedenti supporter di Nader come Norman Solomon, Medea Benjamin e Barbara Ehrenreich. Quest'anno tutti loro hanno lavorato molto per opporsi alla candidatura di Nader, mossi dalla paura che Nader avrebbe contribuito a spostare il voto verso Bush portando via voti a Kerry.

Questi leader progressisti hanno dimostrato di aver senza dubbio buttato al vento i loro sforzi, dato che adesso sappiamo che i democratici possono perdere tutto da soli senza problemi. Pensa che il fatto che esponenti della sinistra, come Solomon e company, abbiano rinunciato a sfidare Kerry, avra' un qualche effetto positivo, dato che non saranno comunque in grado di mettere a tacere altre voci del terzo partito nelle elezioni future? Per quanto mi riguarda, penso che il contraccolpo si sia gia' sentito. Mi sembra che tu sia d'accordo. Forse questi risoluti progressisti hanno in qualche modo aiutato Bush a vincere non forzando Kerry ad affrontare questioni che avrebbero attratto il 40% dei votanti che sono rimasti a casa il giorno delle elezioni del 2004? Rinfaccia dunque a gente come Solomon e Benjamin la sconfitta di Kerry?

KZ: negli ultimi due mesi della campagna, abbiamo detto all'intellighentia dell'ABB che se non pretendevano da Kerry di essere un candidato piu' forte, lo stavano trasformando nel candidato piu' debole, incrementando cosi' le probabilita' di una vittoria di Bush. Le uniche richieste che Kerry ha ricevuto sono venute dalle multinazionali legate ai democratici, e lui gli ha dato cio' che volevano. Ad una raccolta fondi Kerry ha dichiarato ai donatori: "Non vi preoccupate, non sono un democratico redistribuzionista", e cosi' ha ammesso che il suo piano per il lavoro non era niente di piu' che un taglio fiscale per le multinazionali.

Gente come Medea Benjamin hanno fatto un danno enorme al movimento per la pace e non sono sicuro che vi si possa rimediare. Le sue direttive sbagliate lo hanno portato ad essere messo fuori dalla corsa presidenziale. Come si rimedia ad un fatto del genere? La direzione del paese viene decisa durante il dibattito per le presidenziali, specialmente su questioni come la pace e la guerra.

Meta' del paese voleva le nostre truppe a casa, piu' della meta' pensava che l'invasione dell'Irak fosse sbagliata, eppure il movimento pacifista, grazie a leader sbagliati come la Benjamin, e' stato portato direttamente nella "Valle della Morte" di tutti i movimenti: il partito democratico.

Lei puo' continuare a innalzare i suoi stendardi e fare i suoi giochetti anti-guerra, che possono essere d'intrattenimento, ma la gente dovrebbe ricordare che quando e' arrivato il momento delle elezioni, lei ha incitato la gente a votare per un candidato che diceva che dovevamo vincere la guerra. Lei ha sostenuto un candidato che diceva che avrebbe mandato truppe in guerra e che poteva gestire la guerra in maniera migliore, il mantra di Kerry era l'esatto contrario di un messaggio di pace. La conclusione allora e' questa: quando si tratta di elezioni, non seguite Medea Benjamin, seguite i veri fautori della pace, quelli che rifiutano di appoggiare candidati che sono a favore della guerra.

JF: E Solomon?

KZ: per quanto riguarda Solomon, non e' mai stato un vero attivista del terzo partito, era parte del New Party, che di fatto ha lavorato all'interno del partito democratico per spostarlo a sinistra. La loro strategia nazionale della fusione non ha fatto nulla per sfidare i democratici. Percio' non mi aspetto molto da lui.

La questione chiave e' questa: i progressisti riconosceranno che non possono riformare il partito democratico dall'interno, e cominceranno a costruire un terzo partito reale che porti avanti un messaggio populista-progressivo e rifiuti di sostenere le multinazionali dei democratici e quelle dei repubblicani? Siamo oggi allo stesso punto in cui si trovarono gli abolizionisti nel 1840, quando tracciarono una linea di confine e dissero: "mai piu'". Come gli abolizionisti che decisero di non votare per nessun partito a favore della schiavitu', noi dobbiamo dire che non voteremo per nessun partito che è a favore di un governo pro-multinazionali. Ne abbiamo abbastanza! La gente e i suoi bisogni devono essere al primo posto.

La vendetta verra' soltanto quando la gente comincera' a riconoscere che il partito democratico e' in un vicolo cieco. Si possono gia' vedere i democratici che razionalizzano questa terribile sconfitta, ma non affronteranno ne' si schiereranno mai a favore di valori populisti-progressisti. La gente che veramente vuole vedere quei valori nell'arena politica, fara' bene a svegliarsi e a capire: i democratici sono parte del problema, non parte della sua soluzione.

JK: puo' approfondire questo argomento? In che modo i democratici rappresentano essi stessi parte del problema piuttosto che esserne la soluzione?

KZ: Loro danno per scontata la base. Prendi ad esempio la comunita' afro-americana, che e' democratica in maniera compatta. Senza di loro i democratici non avrebbero possibilita' di successo, tuttavia i loro leader incoraggiano gli afro-americani ad appoggiare qualsiasi democratico si presenti. E che cosa hanno ottenuto per questo? Negli ultimi 30 anni gli afro-americani sono caduti in una spirale negativa sotto ogni punto di vista: lavoro, salari, educazione, incarcerazioni, possibilita' di usufruire di strutture sanitarie, eppure continuano ad appoggiare il partito democratico. Se gli afro-americani cominceranno a decidere di andare verso un terzo partito allora si avra' veramente una scossa notevole.

Infatti, se gli afro-americani e la classe lavoratrice annunciassero di essere aperti ad un terzo partito alternativo, si vedrebbe all'orizzonte la morte del partito democratico, e un vero partito del popolo potrebbe prendere il loro posto. Quella e' la direzione in cui dobbiamo andare.

Note:

Joshua Frank ha contribuito al prossimo libro di Counterpunch in uscita, "A Dime's Worth of Difference: Beyond the Lesser of Two Evils”, e sta ultimando il libro "Left Out: How Liberals did Bush's Work for Him", che sara' pubblicato da Common Courage Press nel 2005.

Potete inviare i vostri commenti a Joshua Frank a questo indirizzo: frank_joshua@hotmail.com

Tradotto da Paola Merciai per www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando le fonti, l'autore e il traduttore.

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