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AFFARI

Natale in Tv

24 dicembre 2004 - Bruno Perini
Fonte: Il Manifesto

Non può che essere contento l'ingegner Carlo De Benedetti. Babbo Natale gli ha portato due bei «regali»: un gruzzolo piuttosto cospiquo di 496,6 milioni di euro, (pari a quasi mille miliardi di vecchie lire), come controvalore della cessione della sua quota in H3g e il controllo di Rete A, attraverso il gruppo editoriale Espresso, di cui De Benedetti è azionista di riferimento. Un evento quest'ultimo che celebra l'ingresso del numero uno della Cir nella tv e che apre interrogativi sulle prossime mosse di De Benedetti. E' infatti la prima volta che l'ingegnere si fa «etereo» e già si discute su come utilizzerà quest'oggetto del desiderio che ha portato tanti anni fa un suo avversario di nome Silvio Berlusconi a conquistare prima il monopolio dell'informazione poi palazzo Chigi. Marco Benedetto, amministratore delegato del gruppo Espresso ha deluso coloro che già si immaginavano l'ingegnere scendere in campo nel difficile terreno dell'informazione: «Abbiamo davanti un piano ambizioso ma con obiettivi in assoluto modesti», ha detto il manager. Benedetto ha spiegato che la televisione si focalizzerà sulla musica e si rivolgerà ai giovani, mentre non troveranno spazio fiction o programmi di informazione. Sarà vero? Alla Cir, quartier generale dell'ingegnere, confermano questa linea: «L'ingegnere ha sempre detto che non ha intenzione di scendere in campo nell'informazione televisiva con una tv generalista perché la situazione italiana è compromessa dal duopolio e dalla presenza di un privato che controlla tre emittenti televisive. E d'altronde l'ingegnere ha ripetuto più volte che è contrario alla privatizzazione della Rai». E allora, che se ne farà di Rete A? L'associerà semplicemente a Radio Capital e Radio Deejay per accrescere le entrate pubblicitarie? Può essere. Il numero uno della Cir è molto attento agli affari e sa che carta stampata più tv possono consentire una migliore difesa dall'invadenza pubblicitaria di Rai e Mediaset, ma nonostante ciò c'è ancora chi non crede a questa soluzione. La vocazione informativa dell'Espresso, commenta un giornalista del gruppo, difficilmente potrà fare eccezione a Rete A. All'inizio il gruppo Espresso si cimenterà nella musica e nei giovani, cercando di competere al meglio con Mtv, ma non è escluso che prima o poi metta mano all'informazione.

Per gli addetti ai lavori e per gli stessi ambienti editoriali milanesi questo sarebbe lo sbocco naturale dell'acquisto «natalizio» fatto dall'ingegner De Benedetti. Tra l'altro, la coincidenza della cessione della quota in H3g consentirà probabilmente alla Cir, azionista di controllo dell'Espresso, di dedicare una parte di quei 496 milioni di euro all'editoria, core business di Carlo De Benedetti. «L'accordo di oggi - ha commentato ieri l'amministratore delegato Rodolfo De Benedetti a proposito della cessione della quota in H3g - dota il gruppo di nuove risorse finanziarie che verranno impiegate nello sviluppo delle nostre aziende ed in particolare a sostegno del piano d'investimenti nell'Energia». Non è escluso tuttavia che una parte di quelle risorse finiscano anche nella nuova attività mediatica dell'ingegnere. La tv anche se a dimensione locale, come è Rete A, ha continuamente bisogno di risorse finanziare per restare sul mercato e per evitare di essere fagocitata dalle portaerei del cavaliere di Arcore.

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