Il mondo si divide all'ONU sulla tratta degli schiavi africani
Contesto storico
La risoluzione riconosce l'impatto duraturo della schiavitù transatlantica, durata oltre 400 anni, che ha coinvolto milioni di africani deportati, famiglie distrutte e discriminazione razziale persistente. Enfatizza la scala, la brutalità e le conseguenze sistemiche, inclusi regimi razzializzati di lavoro e capitale che strutturano ancora oggi le società.
Contenuto principale
Il testo chiede "giustizia riparatoria", restituzione gratuita di beni culturali africani (opere d'arte, documenti) e affrontamento di ingiustizie storiche per promuovere dignità e uguaglianza. Non ha forza legale vincolante, ma ha un forte peso politico e apre discussioni su riparazioni, come sostenuto dal presidente ghanese John Mahama.
Reazioni chiave
António Guterres, segretario generale ONU, ha definito la schiavitù un "affronto ai principi della Carta ONU". Gli USA si sono opposti alla risoluzione, negando un "diritto legale a riparazioni per ingiustizie non illegali all'epoca", mentre l'approvazione è stata accolta da applausi.
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