Il grafo delle parole chiave

PeaceLink: trent'anni di archivio in una mappa dinamica

Pubblichiamo su peacelink.it/graph un modo diverso e interattivo di scoprire i contenuti del sito. Si va verso una visione basata sul knowledge graph (grafo della conoscenza) che rappresenta i contenuti del sito web come una rete dinamica relazioni invece che come catalogazione statica.
26 settembre 2026
Redazione PeaceLink

Siamo abituati a navigare un sito attraverso forme rigide, solitamente un menù di navigazione con un numero molto limitato di argomenti che ci incanalano in aree tematiche e non forniscono una visualizzazione complessiva. Questo limite diventa ancora più problematico quando i contenuti sono decine di migliaia e spaziano attraverso argomenti eterogenei.

La rappresentazione logica

Proponiamo in questo esperimento sia visivo che organizzativo una forma diversa per orientarsi nel nostro archivio documentale.

Il link è peacelink.it/graph

Si tratta di un grafo, una rete di nodi, dove ogni cerchio rappresenta una parola chiave: disarmo, Ilva, nucleare, migranti, Gaza. Ogni linea è una relazione tra due parole. Più un cerchio è grande, più articoli del sito trattano quel tema. Più una linea è spessa, più articoli condividono le parole connesse. Il grafo delle parole chiave che gravitano attorno alla parola chiave "NATO"

Quando si seleziona una parola chiave, cliccando il nodo, ne vengono elencati gli articoli associati, e il grafo si riorganizza mostrando le altre parole chiave più vicine.

Complessivamente si tratta di 5.600 parole chiave e più di 13.000 relazioni, ricavate da oltre 21.500 articoli pubblicati.

Come nasce una relazione

Parliamo sempre più spesso, negli ultimi tempi, di intelligenza artificiale, ma in questo caso

la rete delle relazioni è stata tutta fatta a mano, nel corso del tempo. Le parole chiave sono quelle che gli autori e le autrici hanno assegnato agli articoli mentre li scrivevano, un'abitudine editoriale vecchia quanto il sito stesso, ma di cui abbiamo sin dall’inizio intuito l’importanza.

La “taggatura”, come si direbbe oggi, è infatti nata come strumento di categorizzazione dei contenuti trasversale a quello tematico che regola prevalentemente il nostro sito.

Volevamo in questo modo fornire ai visitatori un modo per continuare la lettura, proponendo altri articoli che condividessero le medesime parole chiave, e volevamo anche fornire canali alternativi di accesso ai nostri contenuti, come ad esempio quello geografico.

Questa pratica, mantenuta con costanza nel corso degli anni, ci permette ora di raccogliere tutto il nostro universo di contenuti in un grafo navigabile.

Il grafo prende le etichette, accumulate articolo dopo articolo per anni, e ne ricava una mappa.

Nessuno ha deciso a tavolino che "disarmo" e "nucleare" fossero temi collegati: lo sono diventati perché, negli anni, decine di articoli hanno trattato entrambi gli argomenti insieme. La relazione più forte del sito, non a caso, è quella attorno a "Ilva", la parola più taggata in assoluto, riflesso diretto della storia editoriale di PeaceLink e del suo impegno storico su Taranto.

In aggiunta a questa forma automatica di deduzione dei collegamenti tra le parole chiave, la redazione stessa ha possibilità di intervenire e stabilire dei collegamenti manuali. Questo è particolarmente importante per le parole chiave geografiche, ad esempio il fatto che Taranto sia un Puglia, cosa che sarebbe difficile da inferire automaticamente, mentre ha senso che nel grafo Taranto resti visibile vicino alla sua regione. Per questo esiste, dentro l'area di amministrazione del sito, uno strumento con cui i redattori possono dichiarare esplicitamente relazioni tra due parole chiave: Taranto appartiene alla Puglia, la Puglia all'Italia, l'Italia all'Europa, il Sudan all'Africa, e così via. Queste relazioni "dichiarate a mano" sono disegnate nel grafo in arancione, per distinguerle da quelle nate spontaneamente dal testo, e restano visibili anche quando gli articoli condivisi non sono abbastanza numerosi da far scattare una relazione automatica.

Lo stesso approccio vale per connessioni esplicite tra due argomenti stabilite per ragioni editoriali.

Una navigazione continua

Il grafo non è una fotografia statica. Cliccando su un cerchio, la mappa si accentra su quella parola e ne mostra i vicini più stretti, mentre gli articoli taggati con quel termine sono visibili a lato. Una casella di ricerca con autocompletamento permette di saltare direttamente a una parola specifica, e ogni pagina del sito dedicata a una parola chiave (per esempio quella su "Ilva") include un link che porta dritto al grafo, già centrato su quel tema. È pensato per essere esplorato, non solo osservato: si parte da un interesse specifico, per esempio "nucleare", e si scopre con cosa quel tema si intreccia nell'archivio del sito, spesso in modo non ovvio. 

Per ragioni di leggibilità (con migliaia di parole chiave, mostrarle tutte insieme produrrebbe solo un ammasso illeggibile) il grafo mostra sempre un vicinato ristretto attorno al punto di partenza, che si espande via via che si clicca. È una scelta che è stata affinata più volte durante lo sviluppo: le prime versioni avevano nodi più grandi e connessioni più diradate, poi si è scelto di renderli più piccoli e la disposizione più compatta, per rendere la mappa più leggibile a colpo d'occhio.

Sotto l’aspetto tecnico, questa visualizzazione è stato realizzata con la libreria open-source JavaScript D3.js. Gli stessi dati che alimentano il grafo visivo sono a disposizione anche degli assistenti AI, attraverso il server MCP pubblico di PeaceLink, che approfondiremo in un articolo dedicato.

Aggiornamento automatico

Il grafo non viene ricalcolato a ogni visita: i dati vengono rigenerati periodicamente, insieme ad altri contenuti del sito come la homepage e la mappa del sito. Ogni volta che un nuovo articolo viene pubblicato con le sue parole chiave, contribuisce a ridisegnare, alla prossima rigenerazione, la forma della mappa: qualche relazione si rafforza, qualche parola cresce, e la costellazione dell'archivio di PeaceLink continua lentamente a cambiare forma, un articolo alla volta.

Il knowledge graph

Il grafo consente una rappresentazione viva della conoscenza, intesa come sistema di relazioni fra le informazioni. L’archivio di PeaceLink può così essere esplorato sperimentando nuove esplorazioni e ricombinazioni, dove ogni clic apre possibilità inedite di lettura e di scoperta.

Nel modello classico (tassonomico), la conoscenza è organizzata in categorie gerarchiche: un articolo appartiene a una sezione, che appartiene a un'area tematica. Sapere significa essere collocati in una casella.

Nel knowledge graph, invece, sapere significa essere in relazione. Una parola chiave non è definita dal suo posto in una gerarchia, ma dalla rete di connessioni che intrattiene con altre parole.

Un archivio vivo

Epistemologicamente, questo è un punto decisivo: il sapere non è un archivio chiuso da consultare, ma un sistema dinamico che si trasforma con l'uso. La conoscenza è ciò che emerge dall'attività di chi la produce e la esplora, non un rispecchiamento di una realtà data una volta per tutte.

Il grafo non è uno specchio della realtà, ma uno strumento per pensare, un oggetto epistemico che invita a nuove esplorazioni e ricombinazioni.

La memoria collettiva

Infine, c'è una dimensione storica e collettiva. Il grafo è il risultato di trent'anni di pratiche di taggatura di centinaia di autori e autrici. Epistemologicamente, questo è un esempio di intelligenza collettiva. Il grafo è, in questo senso, una mappa dinamica della memoria collettiva di PeaceLink, un archivio vivo di come una comunità ha pensato il mondo per trent'anni.

PeaceLink (collegamenti di pace) non è solo una parola ma un metodo che ci ha guidato: creare link, cioè collegamenti. E oggi finalmente abbiamo una rappresentazione visiva di tutti i link che abbiamo pensato e tresferito nel nostro sito web.

 

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