La Salute come investimento strategico per la sicurezza

La questione viene richiamata dai medici italiani della FNOMCeO, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.
E così, mentre l’Europa spinge per riarmo, i camici bianchi italiani lanciano una campagna chiara: “Aumentiamo gli investimenti nella difesa. Della salute”. Un’inversione di rotta culturale che trasforma ogni atto di cura in un atto di pace.
Dato che la Nato alza l’asticella verso una “difesa al 5% del PIL”, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (FNOMCeO), guidata dal presidente Filippo Anelli, ha rotto gli indugi con una presa di posizione politica netta, documentata e controcorrente: la salute è l’unica vera infrastruttura di pace.
Il Presidente Filippo Anelli ha firmato una scheda divulgativa su Dottoremaeveroche e un’intervista a FNOMCeO Tg Sanità per mettere in fila i dati.
“Il nostro Servizio Sanitario Nazionale – afferma Anelli – è da anni in difficoltà crescente”. La spesa sanitaria italiana è scesa al 6,1% del PIL nel 2026, mentre la spesa militare tra il 2013 e il 2023 è schizzata del 26%, con un incremento del 132% per l’acquisto di armi. E con l’ipotesi di un balzo verso il 5% Nato, l’Italia dovrebbe trovare 40 miliardi di euro all’anno in più. Per capirci: l’intero fondo sanitario di alcune regioni del Sud, o quanto spendiamo oggi per università e ricerca.
Nel luglio 2025, con la “Carta di Roma: la Salute come investimento strategico”, gli Ordini dei medici di sei Paesi europei hanno chiesto all’Unione Europea una “clausola di resilienza sanitaria” che sganci la salute dai vincoli di bilancio, riconoscendola come investimento e non come costo. E nel marzo 2026 è arrivato il Manifesto “Medici e Pace” (presentato al convegno “Curare senza paura” a Perugia), dove si afferma senza retorica che i sistemi sanitari pubblici e universalistici sono “infrastrutture di pace”, mentre la guerra ne è la negazione.
I medici firmatari si impegnano a sostenere la sanità pubblica, a tutelare i fragili in ogni contesto e – affermazione importante – a rifiutare la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti.
Una frase significativa la rilascia Anelli nel video della FNOMCeO: “Ogni atto medico è un atto di pace”. Perché significa prendersi cura dei deboli, lenire le sofferenze, ridurre le disuguaglianze. Esattamente il contrario di quello che fa la guerra, che distrugge case e ospedali, che ammazza civili e operatori sanitari violando la Quarta Convenzione di Ginevra.
Da PeaceLink non possiamo che accogliere con ammirazione questa presa di posizione. Mentre troppe voci rimangono in silenzio, sono i medici – quelli che ogni giorno vedono le conseguenze dello spostamento di risorse dalla sanità al riarmo – a ricordarci che la prima difesa non è l'acquisto di un cacciabombardiere ma la difesa del diritto fondamentale alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione.
PeaceLink sostiene ogni iniziativa che rimetta al centro il diritto alla salute, la cooperazione e il disarmo. Per approfondire, leggi la scheda della FNOMCeO su Dottoremaeveroche e condividi la campagna social “Aumentiamo gli investimenti nella difesa. Della salute”.
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