Storia della Pace

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Archivio biografico

    Donne e uomini per la pace

    A questa pagina web è allegato un file con alcune schede biografiche contenenti consigli per la lettura e indicazioni di approfondimento
    14 agosto 2004 - Peppe Sini
  • Albert Einstein: "Cosa penso della guerra"

    Albert Einstein: "Cosa penso della guerra"

    "Disprezzo profondamente chi è felice di marciare in ranghi e nelle formazioni al seguito di una musica; costui ha ricevuto solo per errore il cervello: un midollo spinale gli sarebbe più che sufficiente".
    PeaceLink
  • A cinquanta anni dalla morte di don Lorenzo Milani
    Il 26 giugno 1967 moriva il priore di Barbiana

    A cinquanta anni dalla morte di don Lorenzo Milani

    Ricordo una infuocata discussione nella mia sezione del PCI: era giusto disobbedire ad un ordine militare contrario alla propria coscienza? Mi vennero alla mente le parole di don Milani, la sua lettera ai giudici.
    23 giugno 2017 - Alessandro Marescotti
  • Il dovere di fare storia
    Era il 26 febbraio del 1550 quando Antonio de Valdivieso fu pugnalato a morte per aver segnalato le violenze contro gli indigeni. Ma su di lui cosa si trova in rete?

    Il dovere di fare storia

    C'è pochissimo in rete su Antonio de Valdivieso, vescovo che nel 1550 subì in Nicaragua il martirio per aver difeso gli indios, raccogliendo l'insegnamento di Bartolomeo de Las Casas. Oggi lo vogliamo ricordare con questo editoriale
    26 febbraio 2018 - Alessandro Marescotti
Un po' di storia francescana

Obiezione di coscienza nel XIII secolo

13 settembre 2008 - Tiziano Marangi

Nel 1221, duecento terziari francescani, si recarono in piazza dell'Arengo a Rimini per opporsi pubblicamente all'invito del Podesta' a prestare il giuramento di fedelta', che implicava di impugnare le armi al comando degli organi dello Stato. Essi dichiararono di "non potere ne' combattere ne' portare le armi, sia di offesa che di difesa; perche' volevano la pace con gli uomini e con Dio, conquistandola con opere di bonta', trasformando il male che e' nel mondo in bene".
Imprigionati, furono poi difesi dal Papa che con una Bolla Pontificia li fece liberare. Questo episodio e' uno dei tanti che dimostrano come i primi francescani secolari, fecero dell'obiezione di coscienza alle armi e di conseguenza a tutte le guerre, una scelta di base cosi' importante da essere riportata nelle prime due regole (Memoriale Propositi e Niccolo IV). Rifiutando l’uso delle armi, seguivano le scelte di Francesco e nello stesso tempo si collocavano nella tradizione dei primi cristiani: volevano ricreare, nella societa' del loro tempo, il presupposto per un modo alternativo di risolvere i conflitti: quello basato sulla nonviolenza.

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.8 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)