Obiezione di coscienza nel XIII secolo
Nel 1221, duecento terziari francescani, si recarono in piazza dell'Arengo a Rimini per opporsi pubblicamente all'invito del Podesta' a prestare il giuramento di fedelta', che implicava di impugnare le armi al comando degli organi dello Stato. Essi dichiararono di "non potere ne' combattere ne' portare le armi, sia di offesa che di difesa; perche' volevano la pace con gli uomini e con Dio, conquistandola con opere di bonta', trasformando il male che e' nel mondo in bene". Imprigionati, furono poi difesi dal Papa che con una Bolla Pontificia li fece liberare. Questo episodio e' uno dei tanti che dimostrano come i primi francescani secolari, fecero dell'obiezione di coscienza alle armi e di conseguenza a tutte le guerre, una scelta di base cosi' importante da essere riportata nelle prime due regole (Memoriale Propositi e Niccolo IV). Rifiutando l’uso delle armi, seguivano le scelte di Francesco e nello stesso tempo si collocavano nella tradizione dei primi cristiani: volevano ricreare, nella societa' del loro tempo, il presupposto per un modo alternativo di risolvere i conflitti: quello basato sulla nonviolenza.
Articoli correlati
Protestanti che perseguitarono altri protestanti nel SeicentoIl pacifismo dei quaccheri perseguitati in America nel Seicento
Fra i quaccheri che fuggivano in America era radicata la convinzione che nessun protestante avrebbe potuto uccidere un altro protestante per motivi di coscienza. Ma non fu così. Perfino i capitani delle navi che li trasportavano vennero pesantemente sanzionati. Cerchiamo di ricostruire la storia.15 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
Scheda storica su Smedley ButlerIl generale americano pluridecorato che divenne il più feroce oppositore dell'imperialismo
Nato negli Stati Uniti il 30 luglio 1881, partecipò a quasi tutti i conflitti militari dell'epoca. Ma da eroe si trasformò in critico intransigente delle guerre americane fino a scrivere un manifesto pacifista: "War is a racket"5 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
Terzo secolo a.C.L'imperatore Ashoka che abbandonò le guerre di conquista
Al posto della conquista militare, Ashoka propose quella che chiamò "conquista mediante il Dhamma" (dhammavijaya), cioè la diffusione dell'esempio morale, della giustizia e della cooperazione. Governò gran parte dell'attuale India, Pakistan, Bangladesh e Afghanistan orientale.5 luglio 2026 - Redazione PeaceLink- Scheda 17 – Il “quieto vivere” degli intellettuali italiani
La Controriforma e il conformismo
Rielaborazione dal libro "Schede per una storia della pace e dei diritti umani", Alessandro e Daniele Marescotti, 200524 giugno 2026 - Redazione PeaceLink
sociale.network