Don Primo Mazzolari e l'obiezione di coscienza
Nel saggio di Anselmo Palini si ricostruisce la posizione di don Primo Mazzolari su pace e guerra, culminata in Tu non uccidere, “Magna Charta” per gli operatori di pace.
Non è una riflessione a tavolino: nasce dalle due guerre mondiali, dal fascismo e dalla Resistenza. Nel 1941 il giovane aviatore Giancarlo Dupuis gli pone dubbi di coscienza; don Mazzolari risponde con la lunga Risposta ad un aviatore. Qui afferma che la Chiesa deve disapprovare la guerra con un giudizio chiaro.
Rivendica il primato della coscienza, il diritto-dovere di disobbedire a ordini iniqui e, per la prima volta in ambito cattolico, considera l’obiezione di coscienza.
Nel 1950 altri giovani gli chiedono se impugnare le armi e con chi; la risposta confluisce in Tu non uccidere (1955, anonimo; ritirato dal Sant’Uffizio nel 1958; con autore nel 1965).
Mazzolari sostiene che ogni guerra è peccato, fratricidio, oltraggio a Dio e all’uomo.
Propone la nonviolenza attiva, non la passività: resistere al male con mezzi diversi dalla forza, come Gandhi e Martin Luther King.
Condanna la corsa agli armamenti e indica la giustizia sociale come vera difesa. Così matura un pacifismo radicale e il dovere dell’obiezione di coscienza.
Il testo di don Mazzolati, uscito anonimo per prudenza, divenne punto di riferimento per i cattolici impegnati nella pace e suscitò dibattito nonostante la censura.
Per informazioni sull'autore del saggio si veda anche https://anselmopalini.it
Allegati
Don Primo Mazzolari e il problema della pace e della guerra
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