Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

Taranto, iniziativa del presidente dell'acciaieria Ilva

Allarme mercurio, Riva querela gli ambientalisti

Azione legale contro Sorrentino, Marescotti e Farella
Fonte: Corriere del Giorno, 21 giugno 2007

Emilio Riva Il presidente del Gruppo Riva, Emilio Riva ha presentato per tramite dell’avvocato Egidio Albanese, querela nei confronti del segretario provinciale della Uil ionica Francesco Sorrentino, del presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti e di Giulio Farella del Comitato contro il rigassificatore per le affermazioni rilasciate nel corso di una conferenza stampa sull’inquinamento da mercurio che sarebbe stato provocato dal centro siderurgico di Taranto.

“In particolare - si legge nell’atto - sono stati elencati dati allarmanti circa i quantitativi di mercurio che l’Ilva avrebbe scaricato nell’arco temporale compreso tra l’anno 2002 ed il 2005, evidenziando che circa il 49% (1385 kg) dei 2821 chilogrammi di mercurio dispersi in atmosfera su tutto il territorio nazionale, sarebbero relativi alla zona di Taranto ed imputabili interamente allo stabilimento siderurgico. Ancor più allarmante, sempre a detta dei relatori, risulterebbe il dato relativo ai valori di concentrazione di mercurio nell’acqua, che sarebbe passato ai 118 kg del 2002 ai 665 kg stimati nel 2005, comportando che l’Ilva, da sola, avrebbe prodotto il 62,5% di tutto il mercurio proveniente dalla grande industria in Italia”.

Secondo il legale dell’Ilva “tali inquietanti valori sono stati diffusi in uno
a considerazioni circa la portata nociva dell’inquinante in questione, facendone volontariamente risaltare un presunto allarme ambientale, ed in particolare l’irreparabile danno arrecato ai prodotti ittici locali e conseguentemente alla salute dei cittadini. Si denunciava, infine, il silenzio delle istituzioni in ordine alla diffusione di tali dati disponibili. I dati pubblicizzati, come evidenziato dagli stessi autori, sarebbero rinvenuti
nell’ambito di una ricerca effettuata negli archivi del sito Internet dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (Apat), ove, in virtù di una disaggregazione degli stessi dati statistici rilevati nel database Ines (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti) sarebbero emersi gli allarmanti valori esposti”.

Secondo l’Ilva, “il contenuto della conferenza stampa, è il fuorviante frutto di una ricerca effettuata sulla base di parametri, costituiti da limiti di rilevabilità mai superati dall’azienda, ed in particolare, effettuando una mera stima delle emissioni di sostanza inquinante. Infatti, in generale, i valori degli inquinanti da dichiarare nelle acque, sono ottenuti moltiplicando un valore di concentrazione per la portata annuale dello scarico. Nel caso in cui il valore di concentrazione di un inquinante risulti inferiore al limite di rilevabilità ma la portata degli effluenti sia particolarmente elevata, il dato ottenuto moltiplicando il valore di rilevabilità, può risultare superiore al limite di soglia per il quale è necessario dichiarare la presenza della sostanza nelle emissioni. In questo caso, in ossequio all’allegato 1 paragrafo 1.3.2 del D.M. 23/11/2001 e successive modifiche, si assume una concentrazione di inquinante nell’affluente pari al 50% del limite di rilevabilità del metodo. Moltiplicando poi questa concentrazione di inquinante per la portata media annuale dell’affluente, si ottiene l’emissione annuale, che andrà confrontata con i valori soglia”.

L’avvocato Albanese per conto del suo assistito sottolinea “la portata esagerata e tendenziosa delle notizie divulgate il 31 maggio. Ed invero, i dati diffusi come effettivi sono solo dati di stima. Non si può addebitare allo stabilimento Ilva di Taranto il ruolo di attore di una presunta catastrofe ambientale, destando inevitabilmente pubblico allarme ed un diffuso turbamento nella comunità cittadina”.

Secondo Riva “l’annunzio di pericoli inesistenti, in quanto idoneo a suscitare
allarme presso l’autorità, gli enti o le persone che esercitano un pubblico servizio, renderebbe, altresì, astrattamente configurabile la fattispecie di reato prevista dall’art. 658 c.p. (v. Cass. Pen., 26/05/1987, Pasquinacci, in CED 176990). A corroborare la portata destabilizzatrice delle notizie diffuse in data 31/05/2007, basterebbero i malumori e le preoccupazioni insorti, all’indomani della conferenza stampa, nella comunità dei mitilicoltori di Taranto ed, in generale, di tutti coloro che operano nel settore dei prodotti ittici”.

Note: Il dossier mercurio che ha fatto "arrabbiare" il presidente dell'Ilva
http://italy.peacelink.org/tarantosociale/articles/art_21803.html

Articoli correlati

  • Domenico Iannacone: "Stop al sacrificio di Taranto"
    Ecologia
    Gli è stato appena assegnato un premio giornalistico per la libertà di stampa

    Domenico Iannacone: "Stop al sacrificio di Taranto"

    In questo videomessaggio l'autore della puntata "La polvere negli occhi" su Raitre ha dichiarato: "Voglio manifestare la mia vicinanza ai cittadini che soffrono. Sono qui a dare il mio pieno appoggio alla manifestazione che si terrà il 22 maggio a Taranto alle ore 17 in piazza Garibaldi"
    18 maggio 2022 - Alessandro Marescotti
  • ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini
    Ecologia
    Il 22 maggio manifestazione in piazza contro il dissequestro degli impianti siderurgici

    ILVA: la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo dà nuovamente ragione ai cittadini

    Le quattro condanne di oggi verso l'Italia sono la plastica evidenziazione di tutte le inadempienze dei governi che si sono succeduti. Le quattro condanne di oggi della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) confermano Taranto come "zona di sacrificio" dei diritti umani.
    5 maggio 2022 - Associazione PeaceLink
  • Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute
    Ecologia
    Dichiarazioni forti in materia di diritti

    Ex Ilva: Tar Lecce, superato diritto compressione salute

    Il Presidente del Tar di Lecce, Antonia Pasca, ha parlato dell'Ilva all'inaugurazione dell’anno giudiziario. Nel 2021 il Tar confermò invece l’ordinanza di chiusura dell'area a caldo del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.
  • Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all'area industriale
    Citizen science
    Raffronto fra la mortalità dei quartieri più inquinanti di Taranto e la mortalità regionale

    Eccessi di mortalità nei tre quartieri di Taranto più vicini all'area industriale

    Dal 2011 al 2019 in totale vi sono 1075 morti in eccesso di cui 803 statisticamente significativi.
    L'eccesso di mortalità medio annuo è di 119 morti di cui 89 statisticamente significativi.
    L'intervallo di confidenza considerato è del 90%.
    13 maggio 2021 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.44 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)