Ennesimo infortunio mortale all'ILVA. Ieri sciopero in fabbrica e vertice in prefettura
"Parole al vento, tempo scaduto"
Lavoro e morte. Sempre più stretti, sempre più vicini, in questa città che respira fumo e tensioni sociali, malessere e incapacità di esprimere un presente normale e un futuro non più segnato dall’incertezza.
2 agosto 2007
Luisa Campatelli
Fonte: corgiorno
E’ successo di nuovo, nel gigante che sforna dieci milioni di tonnellate di acciaio all’anno e ogni giorno accoglie tredicimila operai. Ancora una volta c’è stato chi da quel “mostro” grande due volte e mezzo la città non è più uscito perchè vittima di un incidente, un maledetto incidente sul lavoro. Una mamma che guarda l’orologio e si domanda cosa possa aver trattenuto il figlio in fabbrica più a lungo del solito. Una fidanzata che invia un messaggio che rimane senza risposta. Un collega che aspetta inutilmente di sentire che non è successo niente di grave. E alla fine il telefono squilla e quello che ognuno dentro di sè temeva, ma non osava dire, diventa una tragica certezza.
Da più parti viene chiesto di verificare l’Atto d’Intesa con l’azienda. Dura presa di posizione del governatore Vendola. I sindacati chiedono il rigoroso rispetto delle pratiche operative.
«Ciò che pare emergere — ha detto il governatore Nichi Vendola — è che l’insicurezza sia figlia di una cattiva organizzazione del lavoro e di protocolli che garantiscono più la sicurezza della produzione che non la sicurezza delle persone. Questa infinita tragedia pone interrogativi aspri e ineludibili, che riguardano la politica e il sistema d’impresa. La politica ha il dovere di rendere più efficaci le normative a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori ma anche di garantire una rete capillare di controllo delle condizioni lavorative. Occorre interrompere flussi di finanziamenti pubblici a quelle imprese che, nelle loro aziende e cantieri, mettono ogni giorno a repentaglio la vita dei propri dipendenti. E il sistema d’impresa, che spesso si erge a guida della vita pubblica, non può far finta di nulla dinanzi ai 1.200 morti ogni anno ammazzati dal cattivo lavoro». E infine alla dirigenza dell’Ilva Vendola chiede di assumere, in accordo con i sindacati, scelte concrete di riorganizzazione del lavoro: «Dinanzi ad atteggiamenti di noncuranza, la Regione Puglia è pronta a denunciare il protocollo d’intesa con la nostra più grande azienda»
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