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Da qualche tempo con la gestione Assennato sono disponibili on line sul sito dell'Arpa i dati del monitoraggio effettuato dai rilevatori della rete regionale Qualità dell'Aria.

Il monitoraggio "dimenticato"

Arrivano quasi sempre puntuali, con cadenze mensili sui tavoli degli amministratori della Provincia di Taranto e della Regione Puglia. Che fine fanno non è dato sapere. Forse non vengono neanche letti.
19 settembre 2007
Nello De Gregorio

Taranto vista dal mare Da qualche tempo con la gestione Assennato sono disponibili on line sul sito dell’Arpa: sono i dati che meticolosamente e con grande professionalità vengono elaborati dopo il monitoraggio effettuato dai rilevatori della rete regionale Qualità dell’Aria dai tecnici del Progetto Simage – Dipartimento Arpa di Taranto. Un’attività iniziata già dal 2004 ma che è andata gradatamente a regime a partire dal gennaio 2005.

Un’attività impostata in conformità al Decreto legislativo 4.8.1999 n.351 “Attuazione della direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e di gestione della qualità aria ambiente”; al decreto Ministeriale 2.4.2002 n.60 “Recepimento della direttiva 1999/30/ce del Consiglio del 22.4.1999 concernente i valori limite di qualità dell’aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, il particolato e il piombo e della direttiva 2000/69/CE relativa ai valori limite di qualità dell’aria ambiente per il benzene ed il monossido di carbonio”; al Decreto legislativo 21.5.2004 n.183 per l’ozono.

Tre anni di dati interessantissimi che chi dovrebbe diffonderli al pubblico non li ha mai diffusi e soprattutto chi dovrebbe gestirne le conseguenze, per i rischi a carico della popolazione interessata, finora non ha fatto assolutamente nulla almeno per quanto prevedono le leggi suesposte.

Tre anni di dati, quale prova oggettiva ed inequivocabile, di come alcuni micidiali inquinanti quali il PM10 ed anche l’Ozono3, si abbattono ed aggrediscono soprattutto la popolazione più esposta ovvero quella del rione Tamburi minandone irreversibilmente la salute e la qualità della vita.

Così recita testualmente in alcuni suoi articoli l’inattuato D.Lgs. 351/99: “…art.7 – Piani d’azione. Le regioni provvedono, sulla base della valutazione preliminare di cui all’art.5, in prima applicazione, e, successivamente, sulla base delle valutazioni di cui all’art.6, ad individuare le zone del proprio territorio nelle quali uno o più inquinanti comportano il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme e individuano l’autorità competente alla gestione di tali situazioni di rischio.

Nelle zone di cui al comma 1, le regioni definiscono i piani d’azione contenenti le misure da attuare nel breve periodo, affinchè sia ridotto il rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme. I piani devono, a seconda dei casi, prevedere misure di controllo e, se necessario, di sospensione delle attività, ivi compreso il traffico veicolare, che contribuiscono al superamento dei valori limite e delle soglie di allarme; art.8. I piani ed i programmi devono essere resi disponibili al pubblico…; art.11. Lo Stato, le regioni, le province, i comuni e gli altri enti locali garantiscono, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, che informazioni aggiornate sulla qualità dell’aria ambiente relativamente agli inquinanti normati ai sensi dell’art.4 commi 1 e 9, siano messe regolarmente a disposizione del pubblico. Le informazioni devono essere chiare, comprensibili e accessibili.”

L’allegato III del D.M. 2.4.2002 n.60 definisce i valori limite che non devono superare le emissioni di particolato PM10. A partire dal 1° gennaio 2005 il valore di 50 microgrammi/mc non deve essere superato più di 35 volte per anno. Dal 1° gennaio del 2010 i superamenti non potranno essere superiori a 7 volte per anno.

La stazione di rilevamento presa a riferimento è quella dell’area più critica ovvero rione Tamburi e precisamente in via Archimede. In questa stazione il rilevatore di PM10 è stato installato l’11 marzo 2005. Ecco i dati rilevati tratti dai report mensili.

Marzo 2005 9 superamenti
Aprile 0
Maggio 5 superamenti fra i quali uno di 102 microgrammi/mc
Giugno 7 superamenti con una punta max di 90
Luglio 11 superamenti con una punta max di 111
Agosto 9 superamenti con una punta fino a 138

Fra settembre ed ottobre il numero complessivo di superamenti arriva a 53. Considerando che la stazione è stata attivata a marzo e che mancano i dati relativi ai mesi di novembre e dicembre si può realisticamente ipotizzare che il numero di superamenti complessivi nell’anno 2005 si aggira attorno a poco più di 70.

Più completi i dati rilevati dai report del 2006

Gennaio 2006 1 superamento
Febbraio 7 superamenti con una punta di 109
Marzo 7 superamenti
Aprile 6 superamenti
Maggio 6 superamenti con una punta di 117 microgrammi/mc
Giugno 16 superamenti
Luglio 13 superamenti con una punta di 100
Agosto 8 superamenti con una punta di 91
Settembre 8 superamenti con una punta pari a 149
Ottobre 3 superamenti
Novembre 2 superamenti
Dicembre 1 superamento

Pur considerando che i dati di novembre e dicembre sono stati condizionati da un basso rendimento dei rilevatori, l’anno 2006 si chiude con un numero complessivo di superamenti pari a 78 ovvero più del doppio del limite previsto per legge, ma a nessuno sembra importare più di tanto così come lo era già stato al termine dell’anno 2005. Di piani e programmi per intervenire sulle fonti inquinanti, che nella fattispecie, trattandosi del rione Tamburi, non possono essere legati a fattori antropici e tanto meno al traffico, non si vede neanche l’ombra. Da considerare inoltre che sempre nel 2006, sia pur di poco il superamento complessivo di 35 volte ha riguardato anche il rilevatore posto a Paolo VI.

Per il 2007 gli unici dati disponibili sul sito Arpa si fermano solo a marzo e registrano n. 8 superamenti complessivi. Non è difficile ipotizzare che il trend del 2007 si discosti significativamente da quello dei due anni precedenti attesa la scarsità di precipitazioni del periodo invernale e primaverile e l’alta temperatura con scarsa ventilazione del periodo estivo.

Con il Decreto legislativo 21.5.2004 n.183 “Attuazione della direttiva 2002/3/CE relativa all’ozono nell’aria” è partito il monitoraggio di questo inquinante di cui solo più recentemente ci si è accorti dei suoi effetti devastanti potenziati dalla esposizione concomitante ad altri inquinanti atmosferici. L’Ozono3 non è emesso direttamente in atmosfera, si forma per reazione tra altri inquinanti, principalmente NO2 e di idrocarburi, in presenza di radiazione solare. Condizioni queste che non potevano che essere drammaticamente favorevoli alla presenza di ozono sul nostro territorio prevalentemente nel periodo da maggio ad agosto.

I principali effetti dell’O3 si evidenziano a carico delle vie respiratorie dove si ha l’induzione di una risposta infiammatoria della permeabilità sia degli epiteli di rivestimento che degli endoteli vascolari. L’insieme di queste alterazioni determina una riduzione della funzione polmonare, comparsa di iper-reattività bronchiale fino alla possibile insorgenza di edema polmonare.

Anche per l’ozono la legge definisce i valori limite da ottenere nel medio lungo termine oltre che per l’immediato i cosiddetti valori soglia di informazione e di allarme. L’art. 3 definisce il cosiddetto valore bersaglio per la salute umana il cui obiettivo a partire dal 2010 è il limite di 120 microgrammi/mc da non superare per più di 25 giorni l’anno. L’art. 5 definisce i valori soglia di allarme e di informazione rispettivamente in 240 microgrammi/mc e 180. Dice a tal proposito l’art.7:” In caso di superamento delle soglie di allarme e delle soglie di informazione previste dall’art.5, comma 1, e, se possibile, anche nel caso in cui si prevede il superamento di dette soglie, l’autorità di cui al comma 2 dello stesso articolo 5 fornisce al pubblico informazioni dettagliate che comprendono almeno gli elementi indicati nell’allegato II. In caso di superamento in corso o previsto delle soglie di allarme, le informazioni di cui al presente comma sono comunicate con la massima tempestività alla popolazione interessata e alle strutture sanitarie competenti”. Fra queste informazioni che vanno rapidamente date al pubblico ci sono quelle relative ai gruppi di popolazione a rischio, che sono soprattutto bambini, anziani , soggetti asmatici, la descrizione dei sintomi riscontrabili, le precauzioni raccomandate per la popolazione colpita, a partire dalla limitazione nei mesi estivi della permanenza all’aria aperta nelle ore in cui più elevate sono le concentrazioni di ozono, le sedi presso cui ottenere ulteriori informazioni.

Come vedremo di seguito dai rilevamenti della stazione di via Machiavelli, in questo caso la zona maggiormente colpita è sempre il rione Tamburi, i superamenti del valore bersaglio sono numerosissimi. Nel 2006 si sono avuti da maggio a luglio 54 superamenti oltre i 120 microgrammi/mc., ma ciò che più sconcerta è che nel silenzio più inquietante l’area interessata è stata più volte colpita sia nel 2005 che nel 2006 da almeno venti superamenti l’anno delle soglie di informazione > 180 microgrammi/mc con punte vicinissime alla soglia di allarme 240 microgrammi/mc.

Ogni commento è più che superfluo. Non ci resta che attendere le iniziative che il Sindaco di Taranto sicuramente adotterà, per quanto di sua competenza, non appena liberatosi delle emergenze occupazionali di queste settimane.

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