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Occorre riflettere sull’effetto che ogni nostra azione ha sull’ambiente e fare scelte migliori, in modo da attuare quotidianamente la sua difesa

Dobbiamo sviluppare tutti una coscienza ambientalista

Parlare della diossina, della CO2 e di tutti gli altri inquinanti dannosi per la nostra salute come solo prodotti da queste ultime - facendo riferimento per quel che concerne Taranto al macroproblema ILVA - fa parte di una visione parziale del problema; perché elevate, anche se meno evidenti, sono le emissioni prodotte da fonti inquinanti a noi più familiari.
28 settembre 2007
Mariella Galeandro
Fonte: Taranto Sera

Gentile Direttore,
ILVA di Taranto Leggevo alcuni giorni addietro del resoconto sul convegno relativo all’ambiente curato dall’associazione “Taranto Viva”, con la presenza dell’Assessore al ramo dott. Bruno Pastore, del quale non ho potuto che apprezzare l’intervento, specie per quel che ha riguardato la richiesta, avanzata nei confronti dei cittadini di Taranto, di un più razionale ed oculato utilizzo delle automobili e delle caldaie per il riscaldamento domestico. Come ben noto, queste sono da considerarsi fonti di inquinamento atmosferico per le nostre città, inquinamento che va ad aggiungersi a quello massicciamente prodotto dalle industrie.

Parlare della diossina, della CO2 e di tutti gli altri inquinanti dannosi per la nostra salute come solo prodotti da queste ultime - facendo riferimento per quel che concerne Taranto al macroproblema ILVA - fa parte di una visione parziale del problema; perché elevate, anche se meno evidenti, sono le emissioni prodotte da fonti inquinanti a noi più familiari.

Per cui è necessario, contemporaneamente ad una seria battaglia contro le grandi industrie del territorio, che tutti i cittadini sviluppino una “coscienza ambientalista”, per contribuire, ognuno col proprio e seppur modesto contributo, alla tutela dell’ambiente. A proposito della CO2, sulla rivista “Panorama” del 19/7/2007 era riportato (in un articolo di Luciano Santilli) come questo temutissimo gas serra, da inquinante può diventare una risorsa!

Ebbene, pare sia proprio questo, nel futuro, il destino dell’anidride carbonica: essere riciclata. I Paesi Bassi si candidano a centro europeo di stoccaggio e riutilizzo. L’idea - di Catrinus Jepma, docente dell’Università di Groningen in Olanda - è posare un gasdotto che convogli la CO2 da Paesi Bassi, Belgio e Germania nord occidentale con il bacino industriale della Ruhr (che pesano per metà delle emissioni europee) in siti di stoccaggio, sotto terra e sotto il mare, sufficienti per 50 anni.

L’anidride carbonica pompata frenerebbe anche l’abbassamento del suolo nelle aree costiere olandesi. Passo successivo: ridistribuire la CO2 all’industria alimentare e delle bevande ed alla serre (serve a stimolare la crescita delle piante). Prima dell’incanalamento la CO2 sarà separata da altri gas e sottoposta a compressione e disidratazione, affinché sia meglio trasportabile e meno corrosiva. Si stima in questo modo di ridurre le emissioni del 30% entro il 2020.

Intanto, in Polonia la CO2 viene iniettata in strati di carbone. E nei pressi di Berlino è entrato questa estate in fase operativa il progetto “CO2 Sink”: l’anidride carbonica, trasportata con camion, viene pompata a 800 metri di profondità. Certo, si tratta di idee “futuriste” (ma non troppo!) e di non proprio immediata applicazione. Intanto, a sostegno delle verifiche sulla dannosità della CO2 e degli altri inquinanti sulla nostra salute, sarebbe opportuno ripristinare anche nella nostra città, come è successo in molte altre grandi città italiane, le “giornate ecologiche”.

Come sarebbe apprezzato, credo, da tutti i cittadini di Taranto la creazione di aree di verde pubblico, perché la loro presenza rappresenterebbe una delle condizioni imprescindibili per la salvaguardia della nostra salute e la determinazione del livello di qualità della vita che, ovviamente, sono l’obiettivo ultimo di ogni programma di tutela ambientale.

Ormai le automobili fanno parte della vita moderna e non ne possiamo più fare a meno, ma si può migliorare il servizio degli autobus in modo che diventi un’alternativa davvero valida e rendi “invitante” la nostra scelta eco compatibile.

E’ noto a tutti che la crescita urbana, lo sviluppo industriale, l’aumento dei consumi e le ricadute in termini di fabbisogno energetico e di smaltimento dei rifiuti incidono in maniera crescente sull’ambiente le cui risorse, prima considerate quasi inesauribili, diventano sempre più esigue e compromesse. Di questo dobbiamo tenerne conto e agire di conseguenza. Occorre riflettere sull’effetto che ogni nostra azione ha sull’ambiente e fare scelte migliori, in modo da attuare quotidianamente la sua difesa. E non delegarla esclusivamente alla classe politica sensibile a tali tematiche.

Grazie per l’attenzione.
Mariella Galeandro
Taranto

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