Mi scusi, onorevole, ma Lei per caso vive in Svizzera?
La mancanza di pudore di certa classe politica è imbarazzante quanto irritante. La recente boutade di un funambolico onorevole jonico, a commento dei tanto attesi risultati sul controllo delle emissioni di diossina, ha dell'incredibile. La distanza della politica dai bisogni della gente è tale da far venir meno persino la pratica del più diffuso sport nazionale: il salto sul carro del vincitore. Perchè Taranto ,a serio commento dei dati resi noti, ha vinto stavolta!
Hanno vinto le ragioni dei coraggiosi pionieri di una battaglia talmente ovvia da essere stata rinviata per anni. E dire che già la semplice rilevazione visiva di quanto esce quotidianamente dalle ciminiere cittadine avrebbe dovuto allarmare, e da tempo, chi dei tarantini rappresenta ed amplifica le istanze.
Ma se l'evidenza non è elemento scientifico, come si possono trascurare i dati che rendono giustizia dei fondati sospetti e ammonire chi, a fronte di questi, mette in guardia e suggerisce soluzioni! Nonostante il tentativo, lo spregiudicato onorevole forzista non è riuscito a rovinare il giorni di festa e di riscatto. Il primo di tanti, si spera.
Certo, rimbomba il silenzio delle autorità cittadine a commento di quanto reso noto.
E' forse il caso di richiamare l'attenzione dei politici nostrani sul dato utile (tanto a loro che a noi) che emerge prepotente ma sottovalutato: la questione ambientale inizia ad "andare di moda" anche qui da noi e ha già dato prova di essere fonte di consenso. Se n'è accorto il Presidente Vendola, che scrive al Ministro competente perchè abbassi gli altri livelli di diossina cui, una normativa iniqua, condanna la sola Taranto.
Come pure il Sindaco di Bari,Michele Emiliano, il suo:"siamo tutti tarantini" rivolto al Presidente Prodi in occasione della giornata inaugurale della Fiera del Levante, coronava l'inatteso appello a non abbandonare Taranto alle sue difficoltà.
Sorge, in chiusura, la curiosità di una domanda banale: ma Lei onorevole dove abita? in Svizzera?
Tommaso Carrieri
Taranto
Articoli correlati
Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinantiILVA, una lotta durata 18 anni
La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Rassegna stampaTribunale ordina fermo stabilimento ILVA di Taranto per rischi salute
Sospensione, a partire dal 24 agosto 2026, dell'attività produttiva dell'area a caldo dello stabilimento. Il procedimento è nato dalla causa mossa da alcuni attivisti dell'associazione Genitori tarantini. Dopo tanti decreti salva-ILVA adesso giunge un salutare decreto salva-cittadini.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Il decreto del Tribunale civile di MilanoILVA, un decreto finalmente a favore della salute di cittadini e lavoratori
Il Tribunale ha disapplicato l'ultima AIA dopo un'azione inibitoria presentata dall'associazione Genitori tarantini e ha ordinato la "sospensione" dal 24 agosto dell'attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto.26 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
La vicenda Sea Watch ricorda quella dell'ILVA di TarantoLa priorità dimenticata: salvare vite umane
In questi anni vi è stato un conflitto istituzionale che ha evidenziato quanto sia dannoso mettere la tutela degli esseri umani al secondo posto. Per Sea Watch e per ILVA i magistrati sono dovuti intervenire. Al referendum costituzionale invitiamo a votare NO per difendere la magistratura.22 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Sociale.network