Taranto Sociale

Questa dell'ILVA è un'occasione da non perdere per fare della vera prevenzione cioé la prevenzione primaria

Taranto: I livelli di diossina e la salute negata

E' un occasione per la scienza e per la politica di stare dalla parte dell'uomo. I morti ed i malati di cancro di Taranto, Brindisi, Bari e Manfredonia attendono ancora giustizia e chissà se le responsabilità penali verranno mai riconosciute
5 ottobre 2007
Maurizio Portaluri (Direttore Generale Istituto Tumori di Bari)

ILVA di Taranto L'ILVA di Taranto già costantemente al centro della cronoca regionale e nazionale per i gravissimi incedenti sul lavoro, lo è ancor di più in questi mesi perché per la prima volta nella sua lunga storia è stata oggetto, da parte di un organismo pubblico come l'ARPA, di rigorosi controlli sulle sue emissioni. A sollecitarli, era stato come spesso fortunatamente avviene, un movimento di cittadini noto per il suo impegno serio e competente: Peacelink. I risultati dei controlli hanno un sicuro interesse di carattere ambientale ma ne hanno di certo uno sanitario. Le cosiddette diossine sono infatti implicate nello sviluppo di alcuni tumori maligni ed in questa opera nefasta agiscono a dosi anche molto basse.

L'ARPA ha detto chiaramente che la quantità dei 17 tipi di diossine tossiche misurata non può essere confrontata con i limiti previsti dalla vigente normativa italiana che riguarda in violazione delle più restrittive prescrizioni europee, tutti gli oltri 100 tipi di diossine. Ciò che emerge dalla relazione preliminare è che i dati giornalieri riscontrati sono comunque al di sopra di alcuni multipli dei limiti più alti adottati in Europa dalla Gran Bretagna e di molti multipli oltre il limite adottato dalla Germania e in Italia dal Friuli Venezia Giulia cioè 0.4 ngl-TEQ/nm3. Ma lo sappiamo, un cancerogeno è un cancerogeno ed agisce senza soglia e cioé anche a dosi bassissime.

Portare le emissioni di diossine a Taranto al valore piu basso normativamente e tecnologicamente possibile è una necessaria ed urgente azione di sanità pubblica. Peacelink ci ricorda che a Seveso fuoriuscirono circa 3 kg di diossine in un giorno mentre a Taranto il doppio in 40 anni. Molti in si eserciteranno a dirci se sia più dannosa un'azione protratta o una acuta. Una cosa è certa e cioé che non possiamo esporre le popolazioni ai cancerogeni in modo generalizzato e inconsapevole ne attendere di contare i morti e fare le opportune valutazioni ed, eventualmente, pensare ai rimedi. Qui interessa ribadire che sulla prevenzione dei tumori dobbiamo tenere tutti un'atteggiamento fermo e univoco. Questo vale per le sostanze emesse dai poli industriali ed energetici della Puglia (diossine, IPA, arsenico, benzene, amianto, cadmio,ecc) cosi come per quelle provenienti dal traffico veicolare e dagli impianti termici, domestici ed industriali.

I morti ed i malati di cancro di Taranto, Brindisi, Bari e Manfredonia attendono ancora giustizia e chissà se le responsabilità penali verranno mai riconosciute mente i risarcimenti in sede civile avanzano tra mille difficoltà procedurali. Queste tragiche storie ci dicono che non è né etico né legittimo confidare risarcimento futuro del danno. Ogni sforzo deve essere compiuto oggi perché le cause ambientali dei tumori sono identificate, localizzate, abbattute dai livelli permessi dalle migliori tecnologie disponibili ed ove possibile eliminate.

Questa dell'ILVA è una occasione da non perdere per fare della vera prevenzione cioè quella primaria, quella che riconosce e rimuove tempestivamente le cause dei tumori. E' un occasione per la scienza e per la politica di stare dalla parte dell'uomo.

Articoli correlati

  • Prima udienza al TAR di Lecce sull'AIA dell'ILVA: confermata la plausibilità del ricorso
    Taranto Sociale
    Quello che rivendichiamo con questo ricorso è il coraggio intellettuale della verità

    Prima udienza al TAR di Lecce sull'AIA dell'ILVA: confermata la plausibilità del ricorso

    Hanno preferito rimanere in silenzio, senza intervenire in questo ricorso, i Comuni di Taranto e Statte, la Provincia di Taranto e la Regione Puglia. Soltanto il Codacons, con i suoi Avvocati, ha deciso di costituirsi appoggiando le nostre ragioni.
    28 gennaio 2026 - Direttivo PeaceLink
  • Al TAR di Lecce la prima udienza contro l’AIA di Acciaierie d’Italia
    Taranto Sociale
    Il comunicato dell'associazione Genitori Tarantini

    Al TAR di Lecce la prima udienza contro l’AIA di Acciaierie d’Italia

    Il prossimo 27 gennaio sarà celebrata la prima udienza relativa al ricorso contro l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) che consente di utilizzare il carbone per altri 12 anni nello stabilimento ILVA.
    24 gennaio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Aggiornamento del ricorso al TAR della città contro l'AIA di Acciaierie d'Italia
    Taranto Sociale
    I fondi resteranno a disposizione della causa fino all’ultimo grado di giudizio

    Aggiornamento del ricorso al TAR della città contro l'AIA di Acciaierie d'Italia

    Le somme raccolte ad oggi per sostenere il ricorso hanno raggiunto complessivamente i 31.840 euro. Le spese fino ad ora affrontate ammontano a 650 euro per il contributo di iscrizione al TAR di Lecce. In ragione di questa uscita, il totale ad oggi custodito è di 31.190 euro.
    22 gennaio 2026 - Associazione PeaceLink
  • Diventa legge l’ennesimo decreto “salva-ILVA”
    Taranto Sociale
    Giustizia per Taranto: «Non è un salvataggio, è accanimento»

    Diventa legge l’ennesimo decreto “salva-ILVA”

    PeaceLink aveva già espresso un parere negativo alla Nona Commissione del Senato che aveva chiesto un intervento in merito al testo in esame. La discussione è poi passata alla Camera dei Deputati che ha approvato il trasferimento di 92 milioni e il prestito ponte da 149 milioni.
    21 gennaio 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.8.28 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)