Casson racconta "La Fabbrica dei Veleni"
L’ex magistrato, concluderà la discussione a cui prenderanno parte anche il segretario generale della Uil regionale, Aldo Pugliese; il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti, lo stesso on. Rubino in rappresentanza del Tavolo Verde. I lavori saranno moderati dal nostro vice caposervizio Michele Tursi. Quello di Rubino è un progetto ambizioso. “Piuttosto lo definirei - afferma - un percorso obbligato. Per la prima volta si incontrano mondo dell’agricoltura, sindacati dei metalmeccanici e ambientalisti per discutere di ambiente. Affrontare questi temi non è un vezzo o una scelta, ma è una necessità per un settore, come l’agricoltura, che non può ambire ad essere di qualità in un ambiente degradato. L’agricoltura non va più intesa come un settore a sè stante, slegato dal contesto territoriale. Oggi per vincere la sfida dei mercati occorre produrre bene guardando alla salute del consumatore. Una buona salute si costruisce con una buona alimentazione ed una buona alimentazione è fatta di prodotti sani”. L’altro anello della virtuosa catena ideata da Rubino è costituito dall’industria. “Questo, forse, potrà sembrare un paradosso - continua - ma di fatto non lo è. Diffido di quanti predicano l’industrialismo senza alcun controllo perchè un’industria che non rispetta il territorio è destinata a chiudere. Oggi ci sono le tecnologie e le conoscenze necessarie per assicurare uno sviluppo ecocompatibile. Allo stesso modo diffido di quell’ambientalismo che dice sempre no senza indicare soluzioni ai problemi”. Il libro di Casson, senatore dei Ds, componente delle Commissione giustizia e dell’organismo parlamentare di inchiesta sull’uranio impoverito, svela i segreti del petrolchimico di Porto Marghera. Casson ha avviato l’inchiesta che ha portato in tribunale i padroni della chimica italiana e che ha accertato 157 morti e 103 malati tra gli operai, oltre ad un vero disastro ambientale con 120 discariche abusive e 5 milioni di metri cubi di rifiuti tossici. Le vittime si erano ammalate negli anni ’50 e ’60 ma, fino al 1973, gli effetti cancerogeni del cloruro di vinile monomero, il gas indispensabile per produrre il Pvc, la sostanza plastica più diffusa al mondo, non erano noti. Dopo l’assoluzione in primo grado, Casson non si è dato per vinto. La sua battaglia è continuata fino a quando non ha trovato la conferma definitiva del “patto del silenzio” sottoscritto dalle maggiori industrie chimiche di tutto il mondo, fra cui la Montedison, per occultare i dati sulla pericolosità del gas. La sentenza d’appello del 2004, ha capovolto l’esito del primo grado di giudizio. Nel 2006 la Cassazione ha confermato le condanne. La Fabbrica dei veleni è edito da Sperling e Kupfer nella collana “Continente desaparecido” diretta da Gianni Minà.
Articoli correlati
Il caso dell'ILVA di Taranto nel rapporto ONUCosa sono le "zone di sacrificio"?
Sono zone devastate da attività industriali o estrattive, spesso contro la volontà delle popolazioni che sopportano un peso sproporzionato di rischi sanitari e ambientali, sacrificando la propria salute per il sistema economico. Il rapporto ONU è allegato a questa pagina web.27 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
La Costituzione Italiana è stata protetta dai cittadiniVittoria del NO popolare al Referendum costituzionale
Dal sequestro degli altoforni ILVA alle lotte contro lo "scudo penale", abbiamo sostenuto la magistratura che indagava sul disastro ambientale, tutelando la salute pubblica. L'abbiamo difesa dalle interferenze governative. Oggi il NO è una vittoria per tutelare il potere di quella magistratura.23 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinantiILVA, una lotta durata 18 anni
La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Rassegna stampaTribunale ordina fermo stabilimento ILVA di Taranto per rischi salute
Sospensione, a partire dal 24 agosto 2026, dell'attività produttiva dell'area a caldo dello stabilimento. Il procedimento è nato dalla causa mossa da alcuni attivisti dell'associazione Genitori tarantini. Dopo tanti decreti salva-ILVA adesso giunge un salutare decreto salva-cittadini.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
sociale.network