Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

I Carabinieri del Noe hanno apposto i sigilli ad una montagna di 7.000 ton

Sequestrato Pet-Coke al Porto

Il provvedimento della Procura è scattato per la presenza di alcune sostanze superiore ai limiti consentiti dalla legge. Dopo quello di Gela dei giorni scorsi, altri sequestri sono stati effettuati dalla magistratura tarantina a Firenze, Livorno e Caserta per complessive 90.000 tonnellate
12 gennaio 2008
Fonte: Corriere del Giorno

Petrolchimico di Gela Ancora un sequestro di pet coke. I sigilli sono scattati per una montagna di carbone, del peso complessivo di 7.000 tonnellate, al molo polisettoriale di Taranto. Il decreto, firmato dal pm della Procura di Taranto Matteo Di Giorgio, è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce e dell’Agenzia delle Dogane di Taranto col supporto dei carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Taranto e della Polizia Provinciale.

La magistratura ha ravvisato la necessità di procedere al sequestro non ritenendo quei quantitativi di pet coke conformi alle norme ambientali. Gli investigatori hanno rilevato la presenza di zolfo superiore del 6% rispetto al limite consentito dalle disposizioni legislative e di sostanze volatili superiore in una percentuale pari al 14%.

Gli investigatori hanno contestato violazioni del Decreto Ronchi. Comunque, si sono limitati a localizzare i siti finiti nel mirino della magistratura e ad eseguire i provvedimenti di sequestro (eseguiti dai Carabinieri del Noe a Livorno, Caserta e Firenze) infatti al momento, stando a quanto si è appreso, non ci sono indagati.

I sequestri effettuati ieri costituiscono una seconda tranche di quelli scattati mercoledì scorso quando i sigilli sono scattati per una montagna di pet coke di Gela (80.000 tonnellate a cui oggi se ne sono aggiunte altre 10.000), come riferito nell’edizione di giovedì scorso. Un segnale dell’attenzione che la Procura di Taranto continua a riservare al molo carbonifero del porto di Taranto e che, in questo caso, è stata rivolta anche ad altre località in cui è presente il pet coke proveniente dal capoluogo ionico.

Le indagini sulla vicenda sono ancora in corso e potrebbero riservare ulteriori sviluppi anche in tempi brevi. Non è la prima volta che la Procura di Taranto fa scattare i sigilli al molo carbonifero. Infatti, anche a maggio del 2006, fu adottato lo stesso provvedimento con contestazioni analoghe. In quel caso, il pm Antonella Montanaro dispose il sequestro contestando lo sversamento in mare e la diffusione nell’atmosfera di polveri sottili inquinanti provenienti proprio dalle montagne di carbone.

Il pet coke viene definito la “feccia del petrolio” in quanto è il prodotto dell’ultima fase di trasformazione del petrolio. Viene considerato un materiale pericoloso per la presenza di idrocarburi policiclici aromatici, (in particolare il benzopirene) e di metalli pesanti (nichel e vanadio).

Articoli correlati

  • Normativa sicurezza e infortuni sul Lavoro: Taranto Capitale per un giorno
    Taranto Sociale
    Venerdì 26 novembre ci sarà un convegno nazionale a Taranto

    Normativa sicurezza e infortuni sul Lavoro: Taranto Capitale per un giorno

    Per la prima volta, Bruno Giordano, Direttore Ispettorato Nazionale del Lavoro, sarà a Taranto per partecipare a un importante convegno nazionale e, inoltre, per portare solidarietà ai due Ispettori del Lavoro che, nei giorni scorsi, sono stati aggrediti da un imprenditore del tarantino.
    24 novembre 2021 - Fulvia Gravame
  • Edoardo Bennato: "Mio padre ha lavorato nell’Italsider e mi sento vicino alla vicenda ILVA"
    Cultura
    "Vendo Bagnoli" è la canzone dedicata alla chiusura del polo siderurgico napoletano

    Edoardo Bennato: "Mio padre ha lavorato nell’Italsider e mi sento vicino alla vicenda ILVA"

    "L'Italsider di Bagnoli - ha detto a Taranto - poi fu chiusa e si disse che si sarebbe valorizzato il turismo in quell’area perchè si poteva fare. Anche Taranto è una bella città che ha potenzialità turistiche e io mi auguro che si possa delineare un futuro migliore per tutti voi”.
    Redazione PeaceLink
  • Terni e Taranto, confronto di due esperienze di cittadinanza attiva
    Ecologia
    Territori inquinati

    Terni e Taranto, confronto di due esperienze di cittadinanza attiva

    Un video-confronto con Carlo Romagnoli (ISDE) e Alessandro Marescotti (PeaceLink). Cosa fanno le istituzioni? Cosa risponde la politica locale e nazionale ai cittadini che esigono risposte e tutela della propria salute?
    9 agosto 2021 - Alessandra Ruffini
  • Gemellare i SIN per riaffermare il diritto alla salute
    Ecologia
    Il caso di Livorno nord e di Calambrone di Pisa

    Gemellare i SIN per riaffermare il diritto alla salute

    I siti di interesse nazionale (SIN) per legge dovrebbero essere bonificati. Dovrebbe essere particolarmente tutelata la salute pubblica e per questo è previsto lo studio epidemiologico SENTIERI. Ciò nonostante nei SIN la popolazione si trova a “lottare” quotidianamente per i diritti fondamentali.
    5 agosto 2021 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)