«Psicosi diossina» nel tarantino
Oggi s'è svolto un incontro in Regione in cui è stato annunciato un monitoraggio dell'Arpa. Il dirigente dell'Arpa Puglia, prof.Giorgio Assennato: caso isolato, non c'è rischio per la salute. Nichi Vendola: non siamo a Caserta. Il ministro De Castro: caso isolato
BARI - “Quello che vogliamo assicurare è che la situazione non desta nessun allarme di tipo sanitario”: lo sottolinea il dirigente dell’Arpa Puglia, prof.Giorgio Assennato, a proposito di tracce di diossina e di Pcb trovate nei giorni scorsi in un formaggio prodotto artigianalmente con latte proveniente da uno dei due allevamenti che si trovano a poca distanza dallo stabilimento Ilva di Taranto. La denuncia è stata fatta nei giorni scorsi da Peacelink ed è stata confermata dalle analisi fatte dall’istituto zooprofilattico di Teramo indicato dal ministero della salute. Sulla vicenda si è tenuto in tarda mattinata un incontro alla Regione tra lo stesso Assennato, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, l’assessore regionale alla Sanità, Alberto Tedesco, e l’assessore all’Ecologia, Michele Losappio, oltre a funzionari della Asl di Taranto che ha prelevato i campioni di latte. “Gli eventuali eccessi ambientali – ha detto Assennato – saranno identificati e aspettiamo anche di riuscire a comprendere con esattezza le sorgenti industriali e non industriali responsabili di questi superamenti che sono estremamente localizzati”.
Il segretario generale della Uil regionale, Aldo Pugliese. “Non cedere ancora una volta alle promesse - afferma - ma imporre all’Ilva le cose da fare in tema di tutela dell’ambiente e naturalmente anche di sicurezza dei lavoratori”. Secondo il sindacalista “le rilevazioni effettuate dal 26 al 28 febbraio scorsi registrano policloro di benzodiossina e cloro di benzofurami nei fumi del reparto Agglomerazione. Si tratta di valori significativamente superiori a quelli rilevati nel monitoraggio del giugno 2007. Per cui risulta del tutto fuori luogo qualsiasi tipo di enfasi sulla situazione ambientale a Taranto, a cominciare da quella di un ministro che recentemente ha visitato lo stabilimento e che ha sostenuto che l’Ilva presto ridurrà le emissioni di diossina, incidendo su ambiente e salute. Se questi sono i risultati, stiamo freschi”. A giudizio di Pugliese l’esperienza insegna che non è il caso di attenersi alle promesse dell’azienda: “Intanto non dobbiamo dimenticare che siamo in campagna elettorale – precisa il segretario Uil – e quindi non si può dare alcun credito alle promesse, da qualsiasi parte arrivino. Sono quindici anni che Taranto ed i tarantini attendono interventi migliorativi sul piano ambientale, senza che vi siano novità di alcun tipo. Non è del resto un caso che siano stati firmati ripetuti accordo tra Ilva e Regione Puglia, senza che i vertici del siderurgico abbiamo mantenuto gli impegni presi. In realtà i fatti suggeriscono che a Taranto bisogna fare come è stato fatto a Servola di Trieste, dove le emissioni sono di fatto scomparse per una precisa volontà politica delle istituzioni locali. Il che dimostra che volere è potere. Se a Taranto non accade è perché evidentemente tale volontà non è così forte”.
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