Taranto Sociale

Vendola tuona contro le industrie di Taranto

«Care imprese in Puglia scegliete l'Ambiente»

Questo non è un semplice percorso burocratico, non si tratta di adeguarsi formalmente rispetto ad alcune norme, di cambiare affinché, per l’ennesima volta, nulla cambi. Taranto non è più possibile tollerare un’attività industriale indifferente o addirittura dannosa per la salute dei cittadini ed ostile al territorio.
30 marzo 2008
Nichi Vendola (Presidente della Regione Puglia)

- La Regione Puglia ed il Ministero dell’Ambiente hanno inviato alle aziende proprietarie degli impianti industriali di Taranto un accordo di programma da sottoscrivere congiuntamente per avviare immediatamente la definizione delle necessarie autorizzazioni integrate ambientali previste dalla legge, per consentire il corretto funzionamento degli impianti di ILVA, EDISON, ENI e CEMENTIR. Non è un semplice percorso burocratico, non si tratta di adeguarsi formalmente rispetto ad alcune norme, di cambiare affinché, per l’ennesima volta, nulla cambi. A Taranto non è più possibile tollerare un’attività industriale indifferente o addirittura dannosa per la salute dei cittadini ed ostile al territorio. Non è più possibile perché la comunità tarantina testimonia ogni giorno la sua volontà di effettivo cambiamento, la necessità di un nuovo paradigma nel rapporto tra economia e territorio, e infine perché questa Regione rifiuta culturalmente e praticamente il baratto ipocrita e cinico fra il diritto al lavoro e quello alla salute. Siamo determinati a indirizzare l’attività economica di un’area industriale rilevantissima come quella di Taranto, su binari di una effettiva sostenibilità ambientale e per questa ragione vogliamo utilizzare subito queste procedure autorizzative integrate, che consentono una valutazione complessiva ed incontestabile dell’impatto sul territorio connesso al funzionamento degli impianti. Diossina e PCB, CO2 e NOX, polveri sottili e metalli pesanti devono essere tutti ridimensionati in modo esponenziale e con loro gli inquinanti connessi al ciclo produttivo carichi di rischi per i cittadini. Per questo, di concerto con il Ministero dell’Ambiente, puntiamo a sottoscrivere nei prossimi giorni l’accordo di programma quadro che vi è già stato inviato e che prevede anche il coinvolgimento degli Enti Locali, dell’ARPA e dell’APAT. Si tratta di un accordo che indica la necessaria adozione delle migliori tecnologie disponibili e porta ad un rapido e progressivo abbattimento degli inquinanti (ad iniziare dalla diossina) ed all’adozione delle misure necessarie nel solco dei progetti, dei piani e dei protocolli già sottoscritti o varati dalla Regione Puglia. E’ il momento quindi di fare una scelta, di decidere da che parte stare nella lotta per la difesa della vita e della terra e di rispondere positivamente alle richieste ed ai sogni contenuti nelle lettere di quei bambini di Taranto che abbiamo incontrato proprio nei giorni scorsi, lettere che ci obbligano a non procrastinare ulteriormente sull’atavica questione dell’inquinamento atmosferico nell’area tarantina. Una sfida che non può non vederci uniti verso il raggiungimento dei suddetti obiettivi. Una scelta che potrebbe inaugurare una nuova forma di collaborazione fra Istituzioni e mondo imprenditoriale, lungimirante e sicuramente proficua, a vantaggio di una comunità che finora si è nutrita solo di indifferenza e solitudine. Nichi Vendola Presidente della Regione Puglia Bari, 29 Marzo 2008

Articoli correlati

  • Addio a Ernesto Burgio, il medico che ha dato voce ai bambini esposti all'inquinamento
    Ecologia
    Pediatra, ricercatore e divulgatore scientifico

    Addio a Ernesto Burgio, il medico che ha dato voce ai bambini esposti all'inquinamento

    Burgio ha dedicato gran parte della sua vita a comprendere come l'inquinamento possa influire sullo sviluppo dei bambini, contribuendo a diffondere nel nostro Paese le conoscenze sull'epigenetica e sulle origini ambientali di molte malattie.
    6 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Cosa sono le "zone di sacrificio"?
    Cittadinanza
    Il caso dell'ILVA di Taranto nel rapporto ONU

    Cosa sono le "zone di sacrificio"?

    Sono zone devastate da attività industriali o estrattive, spesso contro la volontà delle popolazioni che sopportano un peso sproporzionato di rischi sanitari e ambientali, sacrificando la propria salute per il sistema economico. Il rapporto ONU è allegato a questa pagina web.
    27 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • Vittoria del NO popolare al Referendum costituzionale
    Sociale
    La Costituzione Italiana è stata protetta dai cittadini

    Vittoria del NO popolare al Referendum costituzionale

    Dal sequestro degli altoforni ILVA alle lotte contro lo "scudo penale", abbiamo sostenuto la magistratura che indagava sul disastro ambientale, tutelando la salute pubblica. L'abbiamo difesa dalle interferenze governative. Oggi il NO è una vittoria per tutelare il potere di quella magistratura.
    23 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
  • ILVA, una lotta durata 18 anni
    Ecologia
    Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinanti

    ILVA, una lotta durata 18 anni

    La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.
    27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.7.1 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)