«Ci serve personale per realizzare l’accordo sull’ambiente»
Presidente Florido, quello firmato l’altro ieri alla Regione non è il primo accordo in materia ambientale. Ma se vediamo la situazione dell’inquinamento a Taranto e l’allarme sulla diossina, c’è da essere perplessi difronte ad una nuova intesa. Servirà? Ma soprattutto quest’accordo in cosa differisce dagli altri? «L’aspetto più rilevante è che stavolta è indicato un tempo. Un tempo - dice Gianni Florido, presidente della Provincia di Taranto, ente che ha firmato l’accordo - nel quale le industrie devono far rientrare le emissioni nei parametri di accettabilità, i famosi 300 giorni. Il secondo aspetto da evidenziare è la legittimazione dell’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, che ha finalmente la responsabilità oggettiva del controllo sui progressi che verranno fatti. Ora l’Arpa non è più disarmata. Col contributo della Provincia, un milione e 700mila euro, l’Arpa ha comprato lo spettrofotometro per monitorare diossine, furani e pcb sulle polveri ed ha assunto due tecnici da dedicare a questa macchina. Prima il pubblico era impossibilitato funzionalmente ad esercitare i controlli, ora non è più così. Conosceremo le fonti di emissione. Sapremo se le polveri trasportano anche Ipa, Idrocarburi policiclici aromatici. Perchè se dovesse essere così, questo vuol dire che i nostri polmoni non rischiano solo le broncopatie ma anche i veleni». Trenta giorni hanno le aziende, a partire dall’accordo, per presentare i loro piani anti-inquinamento, 300, invece, i giorni a disposizione del pubblico per rilasciare le Autorizzazioni integrate ambientali. Ce la faremo presidente? «Questa è effettivamente una parte debole dell’accordo. Le industrie hanno voluto 300 giorni ed io ho accettato affinchè l’accordo si facesse. Ma per stare in questi tempi occorre essere molto veloci. Bisogna fare miracoli e se il personale a disposizione degli enti pubblici resta quello che abbiamo, la vedo dura. Abbiamo bisogno di assumere personale e con la Regione dovremo dare una risposta al problema, magari attivando un tavolo della mobilità per vedere chi è disponibile a trasferirsi. La Provincia, sbloccando le assunzioni, ha lanciato un bando per un chimico ed un biologo, nell’immediato utilizzeremo anche le persone del comitato tecnico, ma noi abbiamo bisogno di altre unità che istruiscano le pratiche».
Articoli correlati
Pediatra, ricercatore e divulgatore scientificoAddio a Ernesto Burgio, il medico che ha dato voce ai bambini esposti all'inquinamento
Burgio ha dedicato gran parte della sua vita a comprendere come l'inquinamento possa influire sullo sviluppo dei bambini, contribuendo a diffondere nel nostro Paese le conoscenze sull'epigenetica e sulle origini ambientali di molte malattie.6 luglio 2026 - Redazione PeaceLink
Il caso dell'ILVA di Taranto nel rapporto ONUCosa sono le "zone di sacrificio"?
Sono zone devastate da attività industriali o estrattive, spesso contro la volontà delle popolazioni che sopportano un peso sproporzionato di rischi sanitari e ambientali, sacrificando la propria salute per il sistema economico. Il rapporto ONU è allegato a questa pagina web.27 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
La Costituzione Italiana è stata protetta dai cittadiniVittoria del NO popolare al Referendum costituzionale
Dal sequestro degli altoforni ILVA alle lotte contro lo "scudo penale", abbiamo sostenuto la magistratura che indagava sul disastro ambientale, tutelando la salute pubblica. L'abbiamo difesa dalle interferenze governative. Oggi il NO è una vittoria per tutelare il potere di quella magistratura.23 marzo 2026 - Redazione PeaceLink
Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinantiILVA, una lotta durata 18 anni
La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink



sociale.network