«Scacco alle diossine in sette mosse»
TARANTO - Sette mosse, sette riunioni al Ministero dell’Ambiente per seguire passo passo l’applicazione dell’accordo di programma sull’ambiente. Quello firmato qualche settimana fa alla Regione e grazie al quale dovrebbe essere possibile entro un anno ridurre drasticamente le emissioni di diossine, con il conseguente rilascio alle aziende dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Si è cominciato stamattina, con l’insediamento del Comitato di Coordinamento, l’organo tecnico al quale è affidato il compito di gestire le fasi tecniche dell’intesa. Al tavolo del ministero sono chiamate tutte le grandi realtà industriali sulle quali pesa la responsabilità di adeguare gli impianti per abbattere l’inquinamento: Ilva, Eni, Edison, Cementir, Sanac ed anche l’Amiu, chiamata in causa per il funzionamento dell’inceneritore. Il prossimo appuntamento è il 29 maggio, quando saranno ascoltate le associazioni ambientaliste che così avranno modo di formulare tutte le osservazioni su migliori tecnologie, diossine, mercurio, piani di monitoraggio. A luglio il cronoprogramma entra nella sua fase “calda” con la verifica dello stato d’avanzamento dell’istruttoria sugli interventi di adeguamento degli impianti alle migliori tecnologie disponibili. All’ordine del giorno anche gli interventi sull’area agglomerato, con riferimento particolare alle emissioni di diossine. A settembre toccherà anche alla centrale Edison, alla Cementir e alla Sanac Sarà verificato anche lo stato di avanzamento dell’istruttoria che riguarda l’impianto di incenerimento dell’Amiu. Due mesi dopo, saranno verificati gli interventi impiantistici e gestionali della Raffineria Eni e lo stato d’avanzamento delle migliorie da apportare alla centrale Enipower. Il 15 gennaio 2009, l’appuntamento per decidere eventuali misure supplementari per assicurare il rispetto delle norme di qualità ambientale nell’area industriale di Taranto e Statte. L’ultimo incontro è quello messo a calendario il 16 febbraio 2009: potrebbe essere una data storica. Quel giorno si riunirà la conferenza dei servizi che dovrà tirare le somme del lavoro svolto e procedere eventualmente al rilascio dell’Aia. Taranto potrebbe finalmente tornare a respirare. E.F.
Articoli correlati
Dati, ambiente, intelligenza artificialeDal caso ILVA al dataset aperto: il registro E-PRTR delle emissioni industriali
Nel 2005 PeaceLink usò un poco conosciuto registro europeo per dimostrare che l'ILVA di Taranto era responsabile dell'8,8% delle emissioni di diossina di tutta Europa. Vent'anni dopo, quello stesso registro è stato liberato dal suo formato proprietario e reso disponibile su PeaceData.21 luglio 2026 - Francesco Iannuzzelli
Rassegna stampaTribunale ordina fermo stabilimento ILVA di Taranto per rischi salute
Sospensione, a partire dal 24 agosto 2026, dell'attività produttiva dell'area a caldo dello stabilimento. Il procedimento è nato dalla causa mossa da alcuni attivisti dell'associazione Genitori tarantini. Dopo tanti decreti salva-ILVA adesso giunge un salutare decreto salva-cittadini.27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
Quello che rivendichiamo con questo ricorso è il coraggio intellettuale della veritàPrima udienza al TAR di Lecce sull'AIA dell'ILVA: confermata la plausibilità del ricorso
Hanno preferito rimanere in silenzio, senza intervenire in questo ricorso, i Comuni di Taranto e Statte, la Provincia di Taranto e la Regione Puglia. Soltanto il Codacons, con i suoi Avvocati, ha deciso di costituirsi appoggiando le nostre ragioni.28 gennaio 2026 - Direttivo PeaceLink
Appello alle istituzioni localiNon firmate l'ennesima condanna per Taranto!
Il 23 giugno settantasette associazioni della provincia di Taranto e della Basilicata hanno inviato un appello accorato al neo presidente della provincia jonica, al neo sindaco del capoluogo e al sindaco di Statte per chiedere di essere coraggiosi in questo momento delicato della vicenda ILVA23 giugno 2025





sociale.network