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Risarcimento danni Ilva, si cerca un’alternativa

I partiti pro-sindaco preferiscono adottare un provvedimento che porti ad una contropartita senza intraprendere alcun contenzioso. La maggioranza chiederà al gruppo di Carrozzo di ritirare la mozione e di convergere su un testo unitario.
23 maggio 2008
Fabio Venere
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

- «Mercatino delle pulci» e mozione per chiedere il risarcimento danni all’Ilva. Su questo binario, mercoledì scorso, a Palazzo di città, c’è stato un summit tra sindaco, assessori ed i consiglieri comunali di maggioranza. E così, i partiti che sostengono Stefàno hanno concluso il «primo tempo» di un confronto tutt’inter - no alla maggioranza che dovrà, però, necessariamente proseguire il giorno prima del prossimo consiglio comunale. Proprio ieri, del resto, la conferenza dei capigruppo ha fissato per il 27 maggio e per il 6 giugno due sedute del consiglio comunale. La prima (convocata alle ore 14.30) dovrà discutere sulla mozione presentata da Massimo Mancini (I Riformisti) che impegna il Comune a richiedere all’Ilva un risarcimento per i danni subiti dal patrimonio immobiliare comunale.

La massima assise cittadina, inoltre, dovrà anche confrontarsi su alcune interrogazioni presentate diversi settimane fa. Tra queste, c’è quella firmata da Eugenio Introcaso, consigliere comunale Pdl, che aveva sottolineato una (presunta) divergenza di trattamento tra alcuni dipendenti comunali finiti al centro dell’inchiesta sulle «buste paga d’oro». Introcaso, nella sua interrogazione, aveva chiesto come mai alcuni impiegati fossero, da tempo ormai, rientrati regolarmente in servizio ed altri, invece, fossero ancora sospesi.

Il 6 giugno, con inizio alle ore 8.30, il consiglio comunale di Taranto dovrà approvare il conto consuntivo 2006, il bilancio di previsione 2008 (col piano triennale delle opere pubbliche), il bilancio pluriennale 2008-2010 ed il rendiconto delle aziende partecipate. Tornando al primo appuntamento consiliare (27 maggio), l’altroieri in maggioranza è iniziato il confronto su quale linea seguire.

In particolare, sulla mozione targata «Carrozzo». Il consiglio comunale impegnerà Palazzo di città a presentare il conto all’Ilva ed a trascinare il gruppo Riva in un (lungo) contenzioso giudiziario? Su questo, proprio su questo, è iniziato il confronto. Per ora, sia chiaro, non è stata assunta alcuna decisione. Se ne dovrà, necessariamente, riparlare. Eppure, secondo quanto risulta alla «Gazzetta», all’interno della maggioranza consiliare sembra delinearsi un orientamento abbastanza definito, i cui contorni iniziano a delinearsi. In particolare, la maggioranza non respinge completamente al mittente le tesi de “I Riformisti”. Il principio che sta alla base della mozione firmata da Mancini e Laruccia, infatti, trova larghi consensi trasversalmente agli schieramenti presenti a Palazzo di città.

Almeno sulle linee-guida, infatti, nessuno sembra alzare le barricate. Per la serie, chi inquina paga. Ed avanti di questo passo. Per questa ragione, evidentemente, la mozione de «I Riformisti» sembra fare breccia anche tra i banchi della minoranza. Eppure, l’altroieri la maggioranza ha iniziato a discutere sul «cuore» del documento carrozziano. O meglio, su alcuni punti (non trascurabili) del testo che verrà posto all’esame del consiglio stesso. E così, ampi settori della maggioranza iniziano a valutare la possibilità di richiedere al proponente (Mancini, appunto) di ritirare la sua mozione per convergere su un testo unitario. Testo che, da quel si apprende, potrebbe tener ben saldo il concetto di risarcimento senza, però, intraprendere la via giudiziaria.

La maggioranza, o almeno parte di essa, ritiene che un contenzioso giudiziario con la grande industria bloccherebbe il Comune di Taranto in un lungo braccio di ferro che potrebbe proseguire anche per diversi anni. Ed allora, una mozione alternativa a quella de «I Riformisti» potrebbe coinvolgere nella richiesta non solo nell’Ilva ma anche l’Agip e potrebbe rinviare ad un confronto tecnico con le stesse aziende la definizione del risarcimento danni.

In particolare, il Comune potrebbe anche richiedere a queste aziende delle somme quale (parziale) contropartita del danno ambientale subito dalla popolazione e dal patrimonio immobiliare comunale e dar vita così ad un Fondo ad hoc. Oppure, quale ulteriore ipotesi, l’Amministrazione comunale potrebbe adottare l’ormai consolidato meccanismo delle roialty. Ovvero, quale compensazione del danno ambientale inflitto al territorio ionico Palazzo di città potrebbe richiedere alle aziende della grande industria di effettuare degli interventi (sistemazione di strade o piazza; manutenzione di asili o strutture sportive) in favore della città. Naturalmente, se «I Riformisti» dovessero respingere la (probabile) richiesta della maggioranza di ritirare la mozione per elaborarne una unitaria, ci sarà la spaccatura.

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