In Puglia divampa il dibattito «atomico»
LECCE – Nucleare, sì o no? Il dibattito prosegue. E sul palco di «Open Space», convegno organizzato all’Hotel Tiziano di Lecce dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e concluso stamattina, si sono scontrate due opposte visioni del problema: da un lato Sandro Frisullo, vicepresidente della Regione Puglia, e Giovanni Pellegrino, presidente della Provincia di Lecce, più sensibili al tema delle fonti energetiche rinnovabili e decisamente contrari all’ipotesi di una Puglia sede di centrali nucleari («La nostra regione ha già dato»). Dall’altro la linea del ministro per le Regioni Raffaele Fitto, che è poi la linea del ministro alo Sviluppo Claudio Scajola e del governo Berlusconi: «Confrontiamoci con serenità, sapendo però che il tempo delle decisioni è giunto». Perchè l’Italia, ha esordito Fitto nella tavola rotonda di «Open Space», già paga le conseguenze «di un errore clamoroso: aver detto no al nucleare nel 1987, stabilendo di percorrere una strada alternativa che non c'era». Ciò mentre il resto d’Europa si dotava di 58 centrali nucleari, «e su un’onda emotiva che ha prodotto altri errori, tipo lo smantellamento totale della ricerca in materia, impedendo tra l’altro all’Enel di poter realizzare impianti del genere anche in altri Paesi». Un errore che penalizza l’Italia da vent'anni, solo che adesso, «con il petrolio che presto sfonderà il tetto dei 140 dollari a barile», ha proseguito il ministro Fitto, non è più tempo di contrapposizioni ideologiche, «nè di film personali che qualcuno sta costruendo in piena autonomia, andando a ripescare ipotesi di centrali ad Avetrana o Manduria vecchie di vent'anni e per questo scendendo in piazza a fare le barricate. Il tutto in perfetta solitudine». Del resto, ha incalzato Fitto, «il ritorno al nucleare era nel programma elettorale del Partito delle libertà, e se questo programma ha ottenuto tanto consenso qualcosa vorrà dire».
Articoli correlati
La Decima Conferenza si è chiusa senza un documento ufficialeConferenza di revisione del Trattato di Non Proliferazione nucleare
Il Trattato è composto di 11 articoli e mira a scongiurare la catastrofe di un conflitto nucleare. Ancora oggi, lungi dal preservare la pace e la sicurezza, le armi nucleari sono utilizzate come strumenti di politica, legati alla coercizione, all'intimidazione e all'intensificarsi delle tensioni.19 settembre 2022 - Maria Pastore
Inizia il 20 giugno 2022 e vi partecipa l'ICAN, premio Nobel per la PaceConferenza di Vienna sulle armi nucleari
La conferenza riunisce rappresentanti statali, organizzazioni internazionali, comunità scientifica, sopravvissuti e società civile per discutere ed esplorare ricerche consolidate e nuove sulle conseguenze umanitarie e sui rischi delle armi nucleari.19 giugno 2022 - Redazione PeaceLink
Commissione UE: armi " beni essenziali"Proposta indecente: armi "beni essenziali" esenti da iva
Sinistra Europea nell’Europarlamento ha lanciato una campagna per bloccare l’iniziativa: "La proposta di finanziare con le nostre tasse, attraverso l’abbattimento dell’Iva, il commercio delle armi, è una proposta semplicemente criminale", ha commentato Paolo Ferrero, vice presidente di SE13 novembre 2021 - Gregorio Piccin
Cop26 Glasgow, respingiamo l'innaturale alleanza nucleare-rinnovabiliAbolizione nucleare e diritto alla pace: l'attivismo in piazza
E' molto grave la dichiarazione della presidente della Commissione UE, al termine del vertice del 23 ottobre: "Il nucleare serve all'Europa per fare i conti con la crisi energetica".30 ottobre 2021 - Laura Tussi




sociale.network