Taranto Sociale

Lista Taranto

Archivio pubblico

Il Tar dà ragione all'Ilva: niente bonifica obbligatoria

Ilva e Sanac hanno ottenuto l'annullamento delle prescrizioni decise dalla Conferenza di Servizi, tenuta presso il Ministero dell'Ambiente che stabilivano misure per la bonifica dei dieci chilometri quadrati dell'area del siderurgico
20 giugno 2008
Nazareno Dinoi
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

- LECCE — Il Tar di Lecce ha accolto il ricorso presentato dall'Ilva e dalla Sanac, azienda del Gruppo «Ilva Laminati Piani » che produce refrattari per l'edilizia nella stessa città industriale. Le due società hanno ottenuto l'annullamento delle prescrizioni decise dalla Conferenza di Servizi, tenuta presso il Ministero dell'Ambiente a Roma il 15 gennaio scorso, che stabilivano le misure da adottare al fine della bonifica dei dieci chilometri quadrati dell'area siderurgica sullo Jonio, per decine di milioni di euro di investimento. Nel loro parere, i giudici amministrativi bacchettano enti ed organismi pubblici che si occupano della tutela ambientale.

«Gli interventi concepiti dal Ministero dell'Ambiente (e contestati dall'Ilva, ndr) si legge nel dispositivo - sembrano soltanto apparentemente essere posti a tutela della salute e dell'ambiente, mentre in concreto gli stessi, attraverso continui e repentini mutamenti di metodologie e parametri di riferimento, contribuiscono a rallentare se non a disattivare il raggiungimento degli obiettivi di bonifica di un sito che, pacificamente risulta fortemente inquinato».

La stroncatura porta la firma del presidente del Tar, Aldo Ravalli. Tra gli adempimenti impugnati dalle due indu-strie, quelli di maggior rilievo riguardavano le procedure per la messa in sicurezza della falda profonda e il numero di «punti di ricerca» delle sostanze inquinanti nel terreno con particolare attenzione per la diossina.

In sede di Conferenza di servizi, l'organismo composto dai rappresentanti dei Ministeri, Regione Puglia, Arpa, Asl, Provincia e Comune di Taranto, aveva stabilito che tutte le fonti di inquinamento del sottosuolo dovevano essere protette con speciali barriere di separazione estese per tutta la superficie del siderurgico; i «punti di ricerca» (dove prelevare i campioni da analizzare), sarebbero dovuti essere almeno cinquemila. Tutte misure spropositate e sbagliate nel metodo secondo l'Ilva che per questo si era rivolta al Tar. Che l'altro ieri sera, con l'ordinanza 478 emessa dalla prima sezione, ha accolto in pieno «il ricorso e per l'effetto sospende gli atti in oggetto». Le imprese tarantine sono state assistite dagli avvocati amministrativisti, Roberto Gualtiero Marra e Francesco Perli.

«Ora, alla luce di questo illuminante parere dei giudici del Tar - fa notare l'avvocato Marra - si ridiscuterà tutto in una nuova conferenza di servizi che questa volta dovrà rispettare i nostri rilievi accolti anche dai giudici». Telegrafica ed amara la reazione a caldo del presidente dell'associazione ambientalista telematica» tarantina, Peacelink. «Qualunque sia il risultato della "schermaglia legale" - afferma Alessandro Marescotti - rimane il fatto che l'Ilva inquina e che a sue spese deve avvenire la bonifica del territorio? Andando così le cose - conclude - chissà quando i lavoratori Ilva sapranno quanta diossina hanno sotto le scarpe».

Articoli correlati

  • Taranto verso la manifestazione del 23 aprile: "Un futuro senza inquinamento ILVA"
    Taranto Sociale
    I cui dettagli saranno forniti nel corso degli prossimi giorni

    Taranto verso la manifestazione del 23 aprile: "Un futuro senza inquinamento ILVA"

    Scenderemo in piazza per affermare che l’unico futuro per Taranto e la Provincia è senza acciaieria. Per trovare insieme la forza di lasciare alle spalle il dolore del passato, per creare tutti insieme un futuro sostenibile.
    17 febbraio 2024 - Associazioni riunite
  • Relazione sull'ILVA
    Ecologia
    Slides proiettate da Alessandro Marescotti al Senato della Repubblica del 13 febbraio 2024

    Relazione sull'ILVA

    La crisi ILVA ha radici nel suo gigantismo. Per andare in equilibrio deve aumentare i quantitativi provocando maggiori emissioni e un maggiore impatto sanitario. Oggi ILVA non è strategica ma è superflua per via della sovracapacità produttiva di acciaio nel mondo. I dati più recenti del benzene
    13 febbraio 2024 - Redazione PeaceLink
  • "Nel Decreto ILVA nessun riferimento alla salute"
    Ecologia
    Legambiente e PeaceLink in audizione al Senato

    "Nel Decreto ILVA nessun riferimento alla salute"

    Per PeaceLink lo stabilimento è in pesante perdita e non ha più ragione di continuare: occorre definire un ecoprogetto di reimpiego dei lavoratori. Legambiente punta sulla decarbonizzazione. Entrambe le associazioni evidenziano l'aumento del benzene nonostante il calo della produzione.
    6 febbraio 2024 - Agenzia Stampa Public Policy
  • La ricerca sul benzene presentata oggi al Senato per l'audizione sull'ILVA
    Taranto Sociale
    Comunicato stampa di PeaceLink

    La ricerca sul benzene presentata oggi al Senato per l'audizione sull'ILVA

    La ricerca era finalizzata a conteggiare tutti i picchi di benzene registrati da Arpa Puglia che superassero il valore significativo di 27 microgrammi a metro cubo. Tale ricerca ha evidenziato come nel 2023 vi siano stati più picchi di benzene che nei dieci anni precedenti.
    6 febbraio 2024 - Alessandro Marescotti
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.7.15 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)