Contestazioni e auto in fiamme: Ferrero, pomeriggio di fuoco

il nuovo leader di Rifondazione, uscito vincitore dal congresso che lo ha visto duellare proprio con Vendola, ha scelto la più grande fabbrica del Mezzogiorno per il suo esordio. Lite tra alcuni operai e il segretario.
1 agosto 2008
Giovanni Di Meo
Fonte: Repubblica

- TARANTO - Gli operai dello stabilimento Ilva di Taranto contestano il nuovo segretario del partito della Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero. Intanto, le loro macchine bruciano, in un incendio di grosse dimensioni divampato in un parcheggio secondario della grande fabbrica che domina sul capoluogo ionico. È accaduto nel primo pomeriggio di ieri: il nuovo leader di Rifondazione, uscito vincitore dal recentissimo congresso che lo ha visto duellare proprio con il governatore della Puglia Nichi Vendola, ha scelto la più grande fabbrica del Mezzogiorno per il suo esordio da erede di Fausto Bertinotti. E non è stato un inizio facile. Davanti alla portineria "D", quella in cui maggiore è l´andirivieni dei lavoratori, Ferrero ha dovuto saggiare la rabbia delle tute blu. Una decina di operai infatti lo ha affrontato a brutto muso: i dipendenti dell´Ilva gli hanno contestato un atteggiamento troppo morbido nei confronti della grande industria da parte del partito e del governo Prodi, del quale Ferrero era ministro per la Solidarietà sociale. Al neosegretario del Prc sono state rinfacciate le difficili condizioni di vita nella città che ospita lo stabilimento, sia sul fronte economico ed occupazione che su quello, drammatico, della questione ambientale e dell´inquinamento. «Io conosco i problemi della fabbrica, perché è dalla fabbrica che vengo. Se ho scelto di cominciare da qui, un senso lo ha, ed è quello che Rifondazione mette al centro del suo impegno la condizione dei lavoratori, degli operai, impegnandosi a contrastare con forze le politiche del governo e di Confindustria» è stata la replica dell´ex ministro. Che non ha risparmiato un duro attacco all´Ilva ed al patron Emilio Riva. «Questa azienda - è stato l´affondo di Ferrero - fa così tanti profitti che non c´è da scegliere tra il diritto alla salute e quello al lavoro. Cercheremo di far scucire da Riva i soldi per mettere a posto lo stabilimento, tanto sul versante dell´ambiente quanto su quello degli infortuni, sino agli stipendi ed al diritto al lavoro. Siamo qui a dire che daremo aiuto ai lavoratori nella vertenza che ci sarà in autunno, così come ci impegneremo per bloccare il governo Berlusconi con le azioni di peggioramento delle condizioni di vita che sta attuando. Non ci sono elezioni all´orizzonte, non veniamo qui per portare a casa qualche voto». «Positive» per il nuovo segretario di Rifondazione comunista, le cose fatte dal compagno di partito Vendola, in riferimento alla lettera a Berlusconi sul caso diossina. Mentre Ferrero parlava ai lavoratori, proprio le macchine degli operai parcheggiate nei pressi della Portineria Imprese bruciavano in un incendio divampato in un´area di sosta utilizzata dai dipendenti del Siderurgico. Una ventina le vetture rimaste coinvolte. Di queste, dieci sono andate distrutte mentre le altre hanno riportato gravi danni. Ad andare bruciati anche tre ettari di pineta. Sono intervenuti cinque mezzi dei vigili del fuoco distaccati all´interno dello stabilimento siderurgico. Sul posto anche polizia e carabinieri, per i quali le cause dell´incendio sarebbero accidentali. A dare origine alle fiamme, forse, un mozzicone di sigaretta.

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