Taranto Sociale

Diossina, nuove regole per l'Ilva

Regione, approvato il testo: riduzioni sensibili entro il 2010 La riforma passa in Commissione Ambiente Ora tocca all'Aula Le emissioni scendono a 0,4 nanogrammi. De Bartolomeo: «Disegno di legge rigido, è necessario rivedere le scadenze». Losappio: «L'approvazione costituisce una smentita delle posizioni e delle polemiche espresse dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo».
6 dicembre 2008
Cesare Bechis
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia
BARI — La quinta commissione Ambiente della Regione Puglia, con l'astensione dell'opposizione di centrodestra (voto favorevole di Antonio Scalera, Udc), ha approvato ieri il disegno di legge che introduce un calendario e i vincoli alle emissioni di diossine dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto. Ma Confindustria chiede una deroga dei vincoli alla scadenza del 31 dicembre 2010 ritenuti eccessivamente penalizzanti. In base al testo licenziato è confermato, salvo modifiche possibili quando il provvedimento sarà portato in Aula, che entro aprile del prossimo anno il livello di diossina dovrà essere portato a 2,5 nanogrammi per metro cubo mediante la tecnologia all'Urea e, allo scadere del 2010, a 0,4 nanogrammi. Un valore che allinea l'Italia, per quanto attraverso una legge regionale, alla media europea. Inoltre, sono state recepite modifiche (ideate per sfuggire all'eventuale conflitto di competenza che potrebbe sollevare il governo) spostando la regolamentazione da «tutela dell'ambiente» (riservata esclusivamente allo Stato) a «tutela della salute» (ambito concorrente).


«L'approvazione costituisce una smentita delle posizioni e delle polemiche espresse dal ministro Stefania Prestigiacomo - osserva Michele Losappio, assessore all'Ambiente, - e perfino gli amici del ministro Fitto hanno dovuto riconoscere, con la loro astensione, che la legge non comporta rischi di chiusura dello stabilimento, ma solo la salvaguardia della salute di dipendenti e cittadini ». «Il 16 dicembre - commenta il tarantino Michele Pelillo, assessore regionale al Bilancio - quando l'aula del Consiglio regionale approverà il provvedimento per Taranto sarà una grande giornata di festa. E questa festa la condivideremo con i tanti amici che già da oggi, attraverso l'egregio lavoro dei volontari di AltaMarea, stanno confermando la loro presenza per quella data».

Luciano Mineo, vice presidente del Consiglio regionale, sostiene che «la salute e, quindi, la vita diventano, finalmente, una priorità assoluta grazie all'impegno della Regione Puglia, delle istituzioni locali, dei sindacati dei lavoratori e delle associazioni ambientaliste. Dopo anni di immobilismo durati sino al 2005, la giunta Vendola ha impresso un'accelerazione».

L'utilità di aver ascoltato le parti sociali e le associazioni viene sottolineata dal consigliere Pietro Lospinuso (An): «Sono stati approvati quasi tutti gli emendamenti proposti da Confindustria, giudicati - oltre che da noi - anche dalla maggioranza migliorativi rispetto al testo originario». «Erano modifiche tecniche accettabili - chiarisce Rocco Palese, capogruppo di Fi - , ma ci siamo astenuti sul voto complessivo perché fino ad oggi non ci hanno convinto le risposte del governo regionale sui motivi per cui la scadenza ultima per la realizzazione e l'entrata in funzione della nuova impiantistica debba essere quella del 31 dicembre 2010. Vogliamo anticiparla».

Ma Confindustria non è convinta. «E' fondamentale afferma Nicola De Bartolomeo, presidente degli industriali pugliesi - che sia tenuto in conto un altro emendamento: quello della eventuale deroga alla scadenza del 31 dicembre 2010. Per rispettare tale data, infatti, occorrerebbe un impianto da realizzare ex-novo che però nell'attuale area dell'Ilva a Taranto non si può realizzare. Sarà necessario un adeguamento dell'attuale impianto da compiere mentre senza bloccare l'esistente».

Articoli correlati

  • ILVA, una lotta durata 18 anni
    Ecologia
    Il decreto del Tribunale di Milano impone il fermo degli impianti inquinanti

    ILVA, una lotta durata 18 anni

    La dichiarazione dell'avvocato Maurizio Rizzo Striano, protagonista dell'azione inibitoria accolta dal Tribunale civile di Milano.
    27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Tribunale ordina fermo stabilimento ILVA di Taranto per rischi salute
    Taranto Sociale
    Rassegna stampa

    Tribunale ordina fermo stabilimento ILVA di Taranto per rischi salute

    Sospensione, a partire dal 24 agosto 2026, dell'attività produttiva dell'area a caldo dello stabilimento. Il procedimento è nato dalla causa mossa da alcuni attivisti dell'associazione Genitori tarantini. Dopo tanti decreti salva-ILVA adesso giunge un salutare decreto salva-cittadini.
    27 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
  • ILVA, un decreto finalmente a favore della salute di cittadini e lavoratori
    Ecologia
    Il decreto del Tribunale civile di Milano

    ILVA, un decreto finalmente a favore della salute di cittadini e lavoratori

    Il Tribunale ha disapplicato l'ultima AIA dopo un'azione inibitoria presentata dall'associazione Genitori tarantini e ha ordinato la "sospensione" dal 24 agosto dell'attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto.
    26 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
  • La priorità dimenticata: salvare vite umane
    Editoriale
    La vicenda Sea Watch ricorda quella dell'ILVA di Taranto

    La priorità dimenticata: salvare vite umane

    In questi anni vi è stato un conflitto istituzionale che ha evidenziato quanto sia dannoso mettere la tutela degli esseri umani al secondo posto. Per Sea Watch e per ILVA i magistrati sono dovuti intervenire. Al referendum costituzionale invitiamo a votare NO per difendere la magistratura.
    22 febbraio 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.8.31 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)