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Lettera al Ministero dell'Ambiente: il 5 Luglio a Roma la riunione decisiva

Altamarea: no all'AIA truffa

Ai Sindaci di Taranto e Statte e ai Presidenti della Regione Puglia e della provincia di Taranto ripetiamo che ci auguriamo vivamente che i cittadini di Taranto e provincia non siano traditi proprio dai loro amministratori
18 giugno 2011
Biagio de Marzo (Presidente di Altamarea)

Nel Verbale della CdS del 22 febbraio 2011 relativa alla AIA di Ilva SpA stabilimento di Taranto è scritto: Punto 1 dell'OdG - "..... Sullo specifico punto (NdR: ammissibilità delle osservazioni prodotte dalle associazioni ambientaliste) la Conferenza delibera all'unanimità che, in considerazione della portata ampia della legislazione in materia di procedimento amministrativo, non sia possibile escludere dal procedimento le osservazioni presentate e che, pertanto, esse debbano essere prese in esame puntualmente dalla Commisssione IPPC, che dovrà esprimersi in merito"; Punto 6 dell'OdG - “La Conferenza all’unanimità delibera di aggiornare i propri lavori, dando mandato alla Commissione IPPC di esaminare puntualmente, entro trenta giorni, quanto concordato in corso di seduta, eventualmente aggiornando il parere istruttorio conclusivo”.

A quasi quattro mesi dalla Conferenza dei Servizi del 22 febbraio 2011, non si ha notizia di "puntuale esame" nè delle nostre osservazioni nè, più in generale, di aggiornamento del parere istruttorio della Commissione IPPC già rilasciato per la CdS del 22.2.2011.
AltaMarea conferma il proprio assoluto dissenso su quel parere istruttorio, giudicato erroneo, ingannevole, inidoneo e del tutto inadeguato al rilascio dell’AIA e ribadisce la propria posizione sull’inqualificabile operato della Commissione e delle sue lungaggini. Tale operato, illegittimamente e colpevolmente tollerato e non sanzionato dal Ministero, di fatto, permette ad Ilva di continuare a gestire gli impianti senza apportare tutte le riduzioni effettive dell'enorme carico inquinante che grava sulla città e sui lavoratori stessi provocando direttamente o indirettamente danni alla salute.

In svariate occasioni il RUP si impegnò a far conoscere tempestivamente alle associazioni ambientaliste gli adempimenti della Commissione IPPC rispetto alle e delibere della CdS e di programmarne l'audizione sul parere istruttorio aggiornato, con particolare riferimento alle principali criticità ambientali e di sicurezza dello stabilimento e segnatamente alle questioni relative a CPI - Certificato Prevenzione Incendi, a nulla osta in materia di RIR - Rischio di Incidente Rilevante, a Certificazione di qualità espressa in maniera ambigua per usare un eufemismo.  Foto dal titolo "Il cancro della mia città"

Abbiamo saputo in sede locale che è stata convocata la CdS per l’AIA di Ilva stabilimento di Taranto per il 5 luglio senza averci invitati come ripetutamente promesso. Con tutto il rispetto dovuto all'Istituzione che rappresenta, ricordiamo al RUP che egli è personalmente il responsabile finale dei fatti e misfatti della Commissione IPPC e degli altri organismi tecnici ed amministrativi coinvolti nelle varie vicende. La Magistratura nazionale ed europea e l’opinione pubblica sapranno come vanno le cose in Italia di modo che possano valutare azioni e comportamenti di Ilva, di Istituzioni nazionali, regionali e di Enti locali lungo una vicenda che dura da almeno quattro anni, in cui se ne sono viste di tutti i colori. 

Noi riteniamo che la Conferenza di Servizi deve dare una spiegazione ben argomentata e puntuale, cioè punto per punto di ciascun documento da essa acquisito, sul perché la Commissione IPPC, a quanto ci dicono, li ha ignorati totalmente.
Chiediamo che venga convocata immediatamente una riunione con tutti gli interessati per il confronto, alla luce del sole, sugli importantissimi problemi tecnici posti da AltaMarea, ARPA Puglia e Regione Puglia.

Nel contempo invitiamo i Sindaci di Taranto e Statte a dare precise istruzioni ai propri rappresentanti nel “Gruppo istruttore” e nella Conferenza dei Servizi perché facciano valere le prescrizioni contenute nella nota, con annessi allegati, del Comune di Taranto prot. 709 del 29 gennaio 2009, firmata congiuntamente dai Sindaci di Taranto e Statte e da 15 associazioni di volontariato e sottoscritta da 68 organizzazioni della provincia di Taranto, tutte in qualità di “pubblico interessato”. Tali documenti, regolarmente protocollati dal Ministero dell’ambiente (prot. DSA – 2009 – 0003214 del 12/2/2009 e prot. DSA – 2009 – 0004667 del 26/2/2009), sono stati ignorati dalla Commissione IPPC senza dare in merito alcuna motivazione come ci dicono che sia avvenuto per le osservazioni presentate ed illustrate nella Conferenza dei Servizi del 22 febbraio 2011.

Ai Sindaci di Taranto e Statte e ai Presidenti della Regione Puglia e della provincia di Taranto ripetiamo che ci auguriamo vivamente che i cittadini di Taranto e provincia non siano traditi proprio dai loro amministratori.

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