Lanterne per Lorenzo
Era cominciato un po’ sottotono, una battuta tra amici che si conoscono da anni per ricordare il piccolo Lorenzo Zaratta nel giorno del suo onomastico e star vicini al fratellino e ai suoi genitori. Claudio e altri avevano pensato di lanciare le lanterne cinesi che sono fatte di carta sottilissima e che volano appena quando l’aria calda prodotta dalla fiammella posta alla loro base le riempie.

Abbiamo dato un senso diverso alla notte di san Lorenzo: invece di contare le stelle cadenti, abbiamo lanciato le nostre lacrime verso il cielo, chiedendo pace e giustizia. Del resto, qualcuno più autorevole di me disse molti anni fa che non c’è pace, senza giustizia. L’ILVA ha fatto da sfondo al lancio delle lanterne con i soliti vapori che si levavano verso l’alto ma poiché non riuscivano a disperdersi, piegavano verso la città, verso destra guardando la zona industriale.


Solo che la notte dedicata a Lorenzo Zaratta doveva essere diversa, noi volevamo che lo fosse, ma non lo è stata.
Chi ha il potere di fare qualcosa e non lo usa, è colpevole.
Chi conosce le conseguenze mediche dell’inquinamento presente a Taranto e non le denunzia, è colpevole.
Chi disinforma sugli effetti dell’inquinamento, sottacendo il significato dei dati scientifici, è colpevole.
L’ennesima morte per tumore deve essere il pungolo della coscienza di coloro che possono impedirne altre.
Diamo ai figli di Taranto un futuro diverso e migliore!
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