Per avere un'economia verde in Europa sono necessarie misure concrete come l'eliminazione di quei sussidi che incentivano attivita' dannose per l'ambiente, un migliore Piano di Azione per la Tecnologia Ambientale con obiettivi di performance per beni e servizi, una spesa pubblica verde, riforme fiscali ecologiche per ridurre i costi della manodopera e tassare lo spreco delle risorse naturali, e incentivi fiscali per favorire i capitali a rischio investiti in tecnologie verdi
Se gli americani usassero gli stendi biancheria verrebbero risparmiati consumi di energia per un totale di 30 milioni di tonnellate di carbone all’anno, oppure si potrebbero spegnere 15 centrali nucleari.
A Parigi la riunione dei trenta paesi più industrializzati sulle emergenze ambientali. Smog, rifiuti e spreco dell'acqua le spine nel fianco del nostro paese. Per il ministro Matteoli necessarie risorse per 10 miliardi in dieci anni
Risparmio, efficienza, uso di tecnologie appropriate, nei trasporti, nelle abitazioni, nel modo di produrre energia offrirebbero grandi risparmi nelle emissioni inquinanti e nei costi, garantendo più lavoro e qualità della vita migliore
I black out elettrici, la tropicalizzazione del clima, il rilancio del nucleare, l' abbandono dell'accordo di Kyoto dimostrano la necessità di una rivoluzione del modo di produzione e di organizzazione della società
Hanno voluto demistificare la presunta "neutralità" della scienza e hanno messo al centro la salute collettiva contro gli interessi economici della produzione industriale inquinante. La storica lotta contro l'inquinamento cancerogeno del Petrolchimico di Porto Marghera a Venezia.
Il progressivo deterioramento, statisticamente documentabile, della salute collettiva per l'incidenza crescente di tutte le malattie legate alla nocività è il portato del modo di produzione capitalistico. Ciò significa per noi puntare su tutte le forme di autogestione.
Il 9 settembre 2026 la Corte d'Appello di Milano si è espressa sulla richiesta di sospensione dell'efficacia esecutiva del decreto n. 425/2026. Tale decreto della stessa Corte d'Appello, datato 9 luglio 2026, imponeva lo stop delle attività produttive dell'area a caldo.
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