"Ma di che pace stiamo parlando?" è la domanda che sorge spontanea in queste ore in cui ci prepariamo ad assistere con il fiato sospeso alla scomparsa della Palestina.
Mancano ormai pochissimi giorni al Peace Summit di Gerusalemme ed ecco a parlarne -- in una intervista su Zoom -- tre donne formidabili, le organizzatrici del mega evento.
Sovraintendente ai Beni Archeologici, Yonathan Mizrachi ha seguito metro a metro la costruzione del Muro - per tutelare tombe e marmi: i morti, non i vivi. Adesso racconta i suoi dubbi in un libro: adesso che ha eseguito gli ordini, obbediente, fino all'ultimo. Ritratto di un israeliano come mille altri
Questa lettera è stata scritta pochi giorni prima di Natale 2008, parla già della situazione che poi è sfociata in questa assurda guerra. È indirizzata ad amici e simpatizzanti dei Missionari Comboniani
Gli omosessuali vincono il primo round contro il sindaco di Gerusalemme: la Corte Suprema dice sì al pride, che si farà il prossimo 10 novembre. Ma per impedirlo si scatena una «guerra santa» che vede per una volta alleati gli ultraortodossi e i religiosi cristiani e musulmani
Walid al Omari, direttore di Al Jazeera a Gerusalemme
20 luglio 2006 - Francesca Marretta
Muri e barriere si costruiscono, ma, più o meno, con la stessa facilità si possono abbattere. Costruire muri per uccidere la speranza non è possibile, a meno che l'uomo non smetta di amare e cercare la pace...
Cosa c'è dietro l'uso della stella di Davide che alcuni coloni estremisti esibiscono contro il piano di ritiro unilaterale da Gaza annunciato da Sharon e appoggiato dai laburisti
Il papa così incitò alla guerra: "A chi dunque incombe l’onere di trarne vendetta e di riconquistarlo, se non a voi cui piú che a tutte le altre genti Dio concesse insigne gloria nelle armi?"
Non potendo ancora competere con la miniaturizzazione e la potenza dei chip americani, la Cina risponde all'embargo elettronico USA sviluppando architetture più efficienti che ottimizzano i processi e riducono i consumi. E rilasciando modelli AI open source.
A strong protest challenges the Turkish repressive apparatus during the ongoing Nato summit in Ankara. The regime responds with a wave of arrests. We publish images of the protest. Nato Secretary General Rutte does not condemn the repression and justifies the US raids against Iran.
Una forte protesta sfida l'apparato repressivo turco in occasione del vertice Nato in corso ad Ankara. Il regime reagisce con arresti a catena. Pubblichiamo le immagini della contestazione. Il segretario generale della Nato Rutte non condanna la repressione e giustifica i raid USA contro l'Iran
This summit is a blatant application of the double standard policy. NATO preaches democracy and freedom and then meets in Turkey where democracy is trampled and freedom comes at a high price for political opponents, journalists, and human rights activists.
Over a hundred participants in the protest against NATO have been detained. Journalists, academics, and members of leftist groups searched and arrested by the police in various Turkish provinces in the days leading up to the event.
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