Sarebbe più proficuo chiedersi se il modello di sviluppo americano, che si fonda sul ruolo chiave assunto dalla tecnologia militare (in senso duale), sia il migliore per risolvere la crisi industriale che investe il paese Italia.
In che misura gli alleati vedono quelle bombe come rassicuranti, sulla base di questa nuova visione strategica degli Stati Uniti, è ancora in discussione.
21 gennaio 2012 - Rossana De Simone
Non esistono ispezioni incrociate e la tenuta degli accordi sul disarmo dipende dalla buona volontà dei contraenti
Tenuto conto delle potenzialità di distruzione dell'impianto - circa 1500 manufatti l'anno - e del quantitativo di proiettili in attesa di smaltimento - circa 20.000 - le stime dei competenti organi tecnico-operativi militari portano a prevedere il completamento delle operazioni di distruzione entro il 2022
Sono anni, mese dopo mese, che gli italiani tentano di spiegare ai vari governi che la crescita del debito pubblico è dovuta in buona misura alle spese militari del Paese.
7 dicembre 2011 - Rossana De Simone
Una bellissima lettera sui 150 anni dell'Unità d'Italia
Pubblichiamo con immenso piacere questo bellissimo testo di Arianna Tascone, studentessa universitaria di Vasto e vincitrice del premio "Libero Grassi" per l'intensa "Lettera al caro estorsore", pubblicata nel libro di Salvatore Cernigliaro, detto Totò e che rievoca e attualizza, attraverso le lettere di giovanissimi di ogni parte d’Italia la “Lettera al caro estorsore” scritta dall'imprenditore siciliano Libero Grassi
Sarà il Tar della Sardegna a decidere sui radar di produzione israeliana che la Guardia di finanza intende installare contro le imbarcazioni dei migranti. Un affare per sei milioni di euro con tante ombre e un'insostenibile impatto ambientale
3 ottobre 2011 - Antonio Mazzeo
“Sì, l'Impero deve fermare la costruzione di Stelle Morte”. Metaforicamente parlando, ma il DoD - Department of Defense - non dovrebbe neanche costruirle.
Chi non ha perso tempo ad organizzarsi per affrontare la grande battaglia sulla riduzione delle spese militari è il complesso militare-industriale. Per la prima volta le principali aziende di armi hanno unito le loro forze mettendo da parte l’abitudine che vede “ognuno è per sé”.
Ripubblichiamo un articolo giapponese del 4 ottobre 2003 pubblicato sul giornale online Nikkan Berita, perche' rileggerlo oggi ci aiuterebbe a capire meglio in che mondo viviamo.
Questa strada potrebbe essere decisa al fine di monetizzare le relative partecipazioni per ridurre il debito pubblico, e allentare il rapporto con lo Stato-cliente, azionista, erogatore dei finanziamenti alla ricerca e sviluppo, responsabile delle regole del mercato, regolatore delle esportazioni.
14 luglio 2011 - Rossana De Simone
Noi, sottoscritti cittadini del Vermont, ci opponiamo alla installazione dell’ F-35 Strike Fighter al Burlington International Airport.
Le lobby di aziende di forniture militari svolgono da sempre un ruolo fondamentale nella politica di difesa e di selezione degli apparati. D’altra parte tutta la politica della sicurezza porta con sé il concetto di salvaguardia degli interessi organizzati.
16 giugno 2011 - Rossana De Simone
Sembra un ritorno al passato, al 1992, quando una pesante crisi ha colpito l'industria militare. Eppure una differenza c'è.
Allora è questo il momento di avviare, e non solo pensare, un progetto capace di tenere insieme le lotte dei lavoratori, degli studenti, dei movimenti in difesa del territorio. Bisogna che ci sia un cambiamento nelle decisioni e negli orientamenti produttivi verso una riconversione industriale.
Napoli è la base del coordinamento delle azioni militari in Libia eppure gli italiani stentano a capire il ruolo dell’Italia in questa guerra, si domandano se si può chiamare guerra e non hanno mai visto una immagine di un aereo italiano che bombarda il territorio libico.
"Voterò con convinzione "si" in questo referendum che propone l'abrogazione delle norme delle leggi che impongono la partecipazione di capitali privati nelle operazioni di prelievo dalle fonti naturali"
Nato negli Stati Uniti il 30 luglio 1881, partecipò a quasi tutti i conflitti militari dell'epoca. Ma da eroe di si trasformò in critico intransigente delle guerre americane fino a scrivere un manifesto pacifista: "War is a racket".
Al posto della conquista militare, Ashoka propose quella che chiamò "conquista mediante il Dhamma" (dhammavijaya), cioè la diffusione dell'esempio morale, della giustizia e della cooperazione. Governò gran parte dell'attuale India, Pakistan, Bangladesh e Afghanistan orientale.
PeaceLink è un'associazione eco-pacifista italiana nata nel 1991, pioniera nell'uso della telematica per il giornalismo partecipativo e l'attivismo. L'organizzazione promuove la cultura della pace, i diritti umani, il disarmo e la tutela dell'ambiente, unendo l'impegno sociale alle nuove tecnologie.
La guerra in Afghanistan (2001-2021) è stato un conflitto armato ventennale scatenato dall'invasione a guida USA in risposta agli attentati dell'11 settembre. Presentata come una "missione di pace" si è conclusa con il totale fallimento degli obiettivi dichiarati e il ritorno al potere dei Talebani.
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