Interrogatori e perquisizioni. I pm configurano il reato di corruzione internazionale. Al centro dell'inchiesta una compravendita di navi e aerei militari. D'Alema è stato il presidente del consiglio italiano che autorizzò l'intervento italiano in Kosovo nel 1999
22 agosto 2023 - Alessandro Marescotti
Il patrimonio culturale come risorsa di progresso e opportunità per la pace
Un libro. Un laboratorio che nasce da memorie sociali e collettive di popoli diversi. Presentiamo una ricerca originale a cura di Gianmarco Pisa, ambientata nei Balcani e nel Kosovo del dopoguerra.
A 10 anni dalla fine della guerra in Kosovo (1999-2009), Caritas Italiana ha realizzato una mostra che raccoglie foto e testimonianze del suo impegno con la gente.
Storia incredibile di alcune famiglie rom, imparentate tra loro, che dagli anni novanta in poi, quando il clima sociale e politico in Kosovo cominciava a farsi pesante, lasciarono le loro case per raggiungere l'Italia. Pensavano di essersi lasciati alle spalle l'inferno. Arrivarono, invece, al CASILINO 900.
10 settembre 2009 - Raffaele Coniglio
L'appello pubblico di PeaceLink: "Bisogna chiedere scusa alle vittime innocenti"
Il messaggio è arrivato ai suoi indirizzi e-mail, che vengono letti dai suoi assistenti, tra l'altro pagati anche con i nostri soldi. Il risultato è stato il silenzio assoluto. Questa è la coscienza di Massimo D'Alema.
28 maggio 2009 - Alessandro Marescotti
Furono uccise 16 persone e violate le Convenzioni di Ginevra
Oggi chiediamo che l'allora Presidente del Consiglio Massimo D'Alema offra pubblicamente le proprie scuse ad ognuna delle vittime con un atto formale e solenne.
Un anno di lavoro tra preparazione, sopralluoghi, riprese e montaggio, cinque paesi attraversati – Kosovo, Macedonia, Serbia,Turchia e Afghanistan – e 3 ore di reportage trasmessi il 19 e il 26 settembre 2008 alle 21.05 su RaiTre
Anche qui a Mitrovica il problema esiste e sebbene dalla fine della guerra in Kosovo del 1999 l’intera frattura tra Albanesi-Rom-Serbi non si sia ricucita, a farne principalmente le spese ancora oggi sono loro, i Rom.
25 giugno 2008 - Raffaele Coniglio* e Federica Riccardi**
Mercoledì scorso a Pec/Peja le ONG ed associazioni italiane si sono incontrate. Per cercare di capire cos’è successo. Per provare ad impostare il lavoro futuro. Un breve resoconto.
Uno degli aspetti più gravi della vicenda riguarda il contesto in cui l'attacco è avvenuto: l'Iran stava portando avanti negoziati mediati dall'Oman sul proprio programma nucleare.Guterres ha dichiarato: "Rimpiango profondamente che questa opportunità diplomatica sia stata sprecata".
Gli USA non sono più un grande importatore di petrolio, ma il primo esportatore mondiale. Per questo Trump punta con la guerra sul rialzo dei prezzi petroliferi. Per noi pacifisti è importante far comprendere che i profitti delle multinazionali energetiche statunitensi sono legati a questa guerra.
Lo scatenamento dell’offensiva terroristica aerea e missilistica contro l’Iran, chiamata “il ruggito del leone”, segna la fine dell’ordine mondiale. Non era un ordine giusto né pacifico, ma aveva un suo alibi nel diritto internazionale.
L'approvazione della Ley de Modernización Laboral in Argentina, tra proteste represse e meccanismi che precarizzano il lavoro, riflette la violenza strutturale teorizzata da Galtung. Lo schema si replica in Italia con salari reali in calo cronico.
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