Lanciamo una campagna contro il sapone al mercurio. Il primo aspetto criminale è la tossicità neurologica del mercurio. Il secondo aspetto criminale è il razzismo insito nella pubblicità. Per reagire contro questa abominia lanciamo una nuova campagna di stampa contro il sapone razzista. La campagna parafrasa un antico motto femminista "donna è bello" in "nero è bello" (ndombe kele kitoko)
2 agosto 2007 - Associazione PeaceLink
Intervista di Radio Vaticana alla dottoressa Chiara Castellani
Lo scandalo dei cosmetici tossici al mercurio pubblicizzati nei Paesi africani per ‘sbiancare’ il colore della pelle è al centro di questa intervista radiofonica mandata in onda al Radiogiornale del 29 luglio 2007.
31 luglio 2007
Il sapone al mercurio viene usato per schiarire la pelle ai neri
Lanciamo una campagna contro il sapone al mercurio. Il primo aspetto criminale è la TOSSICITA' NEUROLOGICA del mercurio. Il secondo aspetto criminale è il RAZZISMO insito nella pubblicità. Per reagire contro questa ABOMINIA stiamo lanciando una nuova campagna di stampa contro il sapone razzista. La campagna imita un antico motto femminista "donna è bello". E lo trasforma in "Nero è bello" (ndombe kele kitoko).
15 luglio 2007 - Chiara Castellani
Taranto, iniziativa del presidente dell'acciaieria Ilva
A proposito della querela di Emilio Riva verso Alessandro Marescotti (presidente di PeaceLink), Francesco Sorrentino (segretario generale Uil di Taranto) e
Giulio Farella (Comitato contro il Rigassificatore di Taranto)
Due tonnellate all'anno nel mare e nell'atmosfera fanno di Taranto la città italiana più inquinata da mercurio. Un appello di PeaceLink, della Uil e del Comitato contro il rigassificatore di Taranto. Il dossier è allegato in formato PDF
L'economista statunitense Paul Krugman smonta il mito dell'autosufficienza energetica e mostra chi guadagna e chi perde quando scoppia un conflitto in una regione petrolifera. Chiedersi a chi serve la guerra non è retorica pacifista. È economia applicata.
La base di Ali Al Salem ospita una parte consistente dei 13.500 militari statunitensi distribuiti nelle tre basi kuwaitiane (ci sono anche le basi di Camp Arifjan e Camp Buehring). Lì c'erano oltre trecento militari italiani, ora in buona parte evacuati.
Per comprendere l'attuale politica occorre risalire al dominio petrolifero occidentale messo in crisi dalla nazionalizzazione del 1951. La risposta occidentale fu un colpo di stato organizzato da CIA e MI6 — la cosiddetta Operazione Ajax — che portò al potere lo Scià Pahlavi.
La rete raccoglie artisti da ogni continente: dall'Eritrea all'Argentina, dalla Germania all'India, dagli Stati Uniti alle Filippine, passando per Bangladesh, Sri Lanka, Colombia, Uruguay, Australia, Spagna, Portogallo e molti altri paesi ancora.
Nel 2003 chi avvertì i rischi di un disastro militare e umanitario aveva visto giusto. Valeva la pena riflettere allora. Vale ancora più riflettere oggi prima che sia troppo tardi. PeaceLink si è schierata contro la guerra nel 2003. Lo fa di nuovo oggi.
Sociale.network