Uno storico Trattato dell’Onu ha messo al bando le armi nucleari. Il ruolo della società civile, l’importanza della norma internazionale, i passi ancora da compiere.
Alice Kooij Martinez
Campagna internazionale per la messa al bando delle armi nucleari
La mattina di mercoledi 6 luglio affollata riunione dell’ICAN, con quasi un centinaio di partecipanti e molti interventi. La linea che è emersa definisce prioritario il portare a casa il Trattato di fronte alle pressioni ed ai ricatti che crescono per arenare la proibizione giuridica delle armi nucleari.
Un’Italia, un’Europa e un pianeta liberi da armi nucleari. Ancora una parola sul Trattato di Non Proliferazione delle Armi Nucleari, perché l’impegno della società civile non cessi.
PeaceLink a Taranto dedica l'iniziativa del 4 novembre al disarmo nucleare e alle persone che lavorano per la pace. Alla libreria Gilgamesh (via Oberdan 45, Taranto) alle ore 18 sarà presentato il libro "La follia del nucleare".
A pochi giorni dall’anniversario del disastro della centrale nucleare di Chernobyl, è bene riscoprire la nostra vocazione alla bellezza di cui siamo custodi. La casa comune ci è stata affidata e dobbiamo prendercene cura.
L’ITALIA A GINEVRA SI SCHIERI GIA’ DA MAGGIO CON IL FRONTE DEI PAESI CHE VOGLIONO L’ABOLIZIONE DELLE ARMI NUCLEARI: QUINDI SUBITO VIA LE ARMI ATOMICHE DAL TERRITORIO ITALIANO!
Vogliamo favorre la conoscenza reciproca, la condivisione di esperienze e la progettazione di iniziative su pace, ambiente e cittadinanza attiva. Aperti a tutti: attivisti, associazioni, nuovi arrivati, chi ha idee o competenze.
Quasi 300mila persone parteciparono a Genova alle manifestazioni del Genoa Social Forum contro il vertice G8. Un movimento eterogeneo, pacifista, che chiedeva un'altra globalizzazione: più giusta, più solidale, più democratica.
Ti proponiamo una guida alla creazione dei nodi di PeaceLink. Leggi la guida, scrivi il tuo progetto e inviacelo. Diventa socio e costruisci una rete di contatti nella tua zona sfruttando la tecnologia per creare connessioni fra persone che credono nella pace, nell'ecologia e nella solidarietà.
Un'enorme pressione si è scaricata sui soldati ucraini dei reparti punitivi d'assalto. La retorica occidentale della presunta "svolta" sul campo di battaglia si conferma per l'ennesima volta una narrazione tossica che alimentata il tritacarne umano.
Un’inchiesta scuote l’esercito di Kiev. Tra i reparti d’assalto impiegati in battaglie chiave come quella di Kostjantynivka, il 425º reggimento è finito sotto accusa per un sistema di torture e morti sospette. Verrebbero sistemate mine attorno ai reparti per evitare che i soldati ucraini disertino.
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